22 febbraio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 14.02
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Le elezioni si avvicinano e i politici che fanno?

C’è ancora la Regione Siciliana?

12 maggio 2017
Maurizio Scaglione

Da qualche mese o anche più tanti cittadini, imprenditori, osservatori si pongono questa domanda: c’è ancora un governo alla Regione Siciliana? E l’Assemblea Regionale cosa fa?

Evito di chiedere se esista una maggioranza, perché pochi ne hanno un serio ricordo. Intanto passano i giorni, le settimane e i mesi, e sentiamo dal Presidente Crocetta e dai suoi fidati compagni d’area sempre uno stanco ritornello, “aspettiamo di approvare la finanziaria e poi tireremo le somme”.

E dopo? “Adesso aspettiamo di approvare il bilancio e chi ci vuole stare dovrà parlare chiaro”.

E dopo? “Ora c’è il collegato, ma appena esitato sicuramente rimpasto, nuovo governo o chissà quale rivoluzione”.

Da mesi si aspetta che accada qualcosa. Ma ad oggi tutto come prima, incredibilmente come sempre. Nel frattempo, i commercianti, gli artigiani, le imprese sono totalmente abbandonate. Tanti aspettano i bandi per le misure dei fondi europei, come se bastasse pubblicare qualche bando per risolvere questa crisi. Dalla stesura alla pubblicazione, dalla presentazione delle domande all’approvazione del finanziamento possono passare anche anni, nel frattempo convegni e presentazioni delle misure con piccoli show degli assessori che parlano di milioni di euro da assegnare, ma al termine dei convegni tutti ritornano a casa con le tasche vuote e pochissime residue speranze.

Caro Presidente Crocetta, al 5 novembre, giorno delle elezioni regionali, mancano circa sei mesi. Che facciamo?

Continuiamo con lo stesso ritornello, la colpa è dell’assemblea, oppure delle correnti oppure dei vari leader e luogotenenti della politica che hanno sicuramente lauree e master in “chiacchere e aperitivo?” Presidente, se sprecherete anche questi sei mesi, alla fine la responsabilità sarà solo Sua. Il capo è lei, egregio Governatore. Non so quanto possano servire le attese, le cene, le convergenze, per scongiurare il de profundis alle residue speranze. Però una considerazione va fatta. E la faccio (come sempre ) con nomi e cognomi. Signori leader politici, Cracolici, Faraone, Cardinale, Lumia, Lupo, Alfano, Dalia, Raciti, Pistorio, non pensiate che i cittadini siciliani siano “coglioni” in eterno. Dico a Voi che avete assessorati e assessori, persone nei gabinetti e nelle segreterie, sopra e sottogoverni vari, presidenze e direzioni di enti e società pubbliche, ecco proprio voi.

Quando ci sarà da votare il 5 novembre per il rinnovo dell’Assemblea Regionale, non dite ai siciliani che questo governo è stato incapace o scadente. Perché in questo governo Voi ci siete stati e ci siete dentro. È facile dire che tutto va male, mantenendo assessori e assessorati e posti di comando. Non mi parlate di disciplina di partito o di responsabilità, perché l’unico dovere lo avete verso i cittadini e le imprese allo stremo. Quindi ne siete totalmente responsabili. Cari signori, cosa direte agli elettori, “noi faremo”, “questo è il nostro programma” e così via? E perché tutte queste belle idee non le avete messe in pratica in anni di governo diretto o di sostegno a questo governo. 

È proprio vero la pratica adottata da tanti è chiagni e futti.

Questa è la situazione, questo è quello che è successo, questo è ciò che sta accadendo. Presidente Crocetta, non perda questi ultimi sei mesi, sarebbe un ulteriore spreco di tempo, è Lei che deve fare qualcosa, milioni di siciliani non credono più alla politica perché vedono teatrini e liti, anziché politici che si dannano l’anima per fare qualcosa per la Sicilia. Ecco, faccia qualcosa… Adesso.

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