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Palermo

All'Istituto alberghiero Pietro Piazza

Censura ideologica tra i banchi? La scuola annulla presentazione di un libro sul Futurismo

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14 Maggio 2019

Gli strali della censura antifascista entrano a scuola? Sulla scia delle polemiche innescate in occasione del Salone del libro di Torino pare che anche Palermo abbia subito il pericoloso contagio delle esclusioni di libri e case editrici scomode da pubblici incontri.

Sì, perchè quanto accaduto all”istituto alberghiero “Pietro Piazza” di Palermo sembra ricalcare le orme dell’esclusione della casa editrice Altaforte dall’appuntamento torinese. I fatti sono questi. A scuola si sarebbe dovuto presentare il libro “La cucina futurista“, di Filippo Tommaso Marinetti e Fillia, la cui ristampa anastatica, curata dal Centro librario occidente, era uscita lo scorso febbraio. La presentazione era promossa da BCsicilia, associazione che si occupa di salvaguardia e valorizzazione dei beni culturali e ambientali. Gli studenti dell’Ipseo avrebbero dovuto preparare anche dei piatti richiamati dal volume e offrire a tutti i partecipanti alcuni cocktail “futuristi”.

Alla vigilia dell’evento, però, il preside Vito Pecoraro ha annullato la presentazione del libro per timore di “strumentalizzazioni”.  Un atto di censura ideologica? Tutto farebbe pensare a questo, ma adesso il preside, dopo che la polemica per quanto accaduto è divenuta di pubblico dominio, prova a minimizzare l’accaduto: “L’associazione BCsicilia ha sì promosso la presentazione del volume, ma con nomi non pienamente corrispondenti a quelli che compaiono in una locandina non concordata con la scuola e prodotta dall’associazione stessa – sottolinea Pecoraro –. Di questa locandina, il sottoscritto è venuto a conoscenza solo per caso, appena due giorni prima, dato che nessuno dell’associazione, suppongo per dimenticanza, ne avesse inviato copia alla scuola. Nella locandina, tra coloro che avrebbero dovuto intervenire, compare il nome di tale Francesco Paolo Ciulla, che non conosco”. Il preside, inoltre, afferma che alla presentazione sarebbe stato previsto l’intervento della sola docente Milena Lauretta, docente presso lo stesso istituto. Insomma, quanto basta, a suo dire per annullare l’evento.

Una versione, però, smentita dalla stessa professoressa Milena Lauretta: “Siamo al paradosso – spiega la professoressa – il preside ha fornito in tre giorni, tre versioni differenti, circa un mese fa ha ricevuto l’editore Francesco Paolo Ciulla nel suo ufficio, complimentandosi per l’iniziativa e il coraggio di una riedizione così importante, la mia presenza è stata richiesta solo in un secondo momento. Adesso non sapendo che pesci prendere fa lo smemorato di Collegno”.

Sulla vicenda è anche intervenuta la deputata nazionale di Fratelli d’Italia Carolina Varchi“Annullare un evento culturale per antifascismo nel 2019, oltre che essere sconcertante significa non aver idea di cosa sia il Futurismo”.

Chi ancora non si capacita dell’accaduto è l’editore Francesco Paolo Ciulla: “Sono rimasto veramente incredulo che anche un libro innocuo e molto divertente come “La cucina futurista” di Filippo Tommaso Marinetti l’esponente principale di uno dei più grandi movimenti artistici del Novecento, sia stato motivo di censura e motivo di preoccupazione del preside. Avevo previsto semplicemente di raccontare delle ricette, cioè ciò di cui parla il libro, con il coinvolgimento dei ragazzi. Era un progetto sperimentale in cui venivano presentate delle ricette proposte nel libro. Non c’era niente di politico, di partitico”.

“Che poi io possa avere un credo politico diverso da chi gestisce o da chi crede di avere il giusto pensiero – aggiunge – mi lascia del tutto indifferente, perché da quando ho cominciato a fare politica, tanti anni fa, osservo questa dinamica in cui da una parte sono tutti buoni e dall’altro lato c’è un mondo di gente strana o cattiva.  Ecco dalla parte dei “cattivi” ci sono personalità il cui genio è assoluto e universalmente riconosciuto, come Pound, Mishima, Spengler e molti altri. Sinceramente non mi sento per nulla a disagio nell’ avere un pensiero e non mi sento per nulla a disagio nel proporre e portare avanti un’editoria di libri ormai non più ripubblicati che mi diverto a ripubblicare per accontentare e fare felice la mia nicchia di amici e di affezionati clienti”

 

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