Centrodestra e sanità, Razza: "Continuità tra Sicilia e Roma. Chiuse pagine indegne di precariato" CLICCA PER IL VIDEO :ilSicilia.it
Palermo

l'intervista

Centrodestra e sanità, Razza: “Continuità tra Sicilia e Roma. Chiuse pagine indegne di precariato” CLICCA PER IL VIDEO

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21 Settembre 2022

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Pochissimi giorni al voto. Come si presenta il centrodestra siciliano?

“Il centrodestra è compatto perché il presidente Musumeci ha lasciato un grande atto di generosità alla Sicilia, consentendo con l’election Day di tenere unita la coalizione che rappresenta la maggioranza dei cittadini siciliani. Noi abbiamo bisogno di avere un governo in Sicilia che sia in linea con il governo che sarà guidato da Giorgia Meloni”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza, intervistato da ilSicilia.it, a margine del comizio elettorale tenuto ieri da Giorgia Meloni, a Palermo.

Dunque, necessaria la continuità politica tra la Sicilia e la Capitale. “Perché un problema che abbiamo avuto in questi anni, è che il governo Musumeci non ha avuto interlocutori a Roma, per cui tutte quelle attività che dovevano essere concordate con l’Esecutivo nazionale sono state rallentate, non si sono realizzate. Possiamo mettere insieme questi due livelli di governo, i cittadini danno la sensazione di voler un centrodestra vincente a Roma come a Palermo, e quindi noi siamo ottimisti, ma impegnati perché gli ultimi giorni sono importanti”, ha poi aggiunto Razza.

E sulla candidatura al Senato di Nello Musumeci, “E’ necessario che il governo del presidente Schifani abbia in Sicilia un interlocutore a Roma, come non c’è stato per il presidente Musumeci. Tanti dossier sono rimasti aperti perché i tre governi nazionali, che in questi anni si sono alternati alla gestione dell’Esecutivo, non hanno saputo affrontare temi come le infrastrutture, lo sviluppo, gli investimenti. Noi oggi avremo questa doppia opportunità: un governo guidato da Giorgia Meloni, il presidente Musumeci che sarà l’alfiere a Roma di queste istanze, il presidente Schifani che erediterà, nella continuità, il lavoro che abbiamo svolto”.

L’assessore Razza riassume il bilancio di fine legislatura alla guida della sanità siciliana. Tra i traguardi raggiunti ci sono le stabilizzazioni del personale medico precario, senza dimenticare la lotta alla pandemia da Covid 19.

Intanto gli investimenti sul personale, sulle infrastrutture, sulla programmazione, la felicità di veder tornare in Sicilia oltre 2000 operatori sanitari che lavoravano in altre Regioni, e poi il lavoro svolto con le università per aumentare i posti nelle facoltà di medicina, nelle facoltà di Scienze infermieristiche, la realizzazione di grandi investimenti sulla rete del territorio con il PNRR. Permangono anche alcune criticità soprattutto nelle aree interne, io sono convinto che chi avrà la responsabilità di ereditare il lavoro che noi abbiamo svolto potrà ripartire non da zero, ma proseguendo un’azione di programmazione che è stata molto apprezzata dai cittadini siciliani. Se penso ai numeri della pandemia, quando si pensava che in Sicilia sarebbe potuto accadere molto peggio di quello che la televisione mostrava dagli schermi del Nord Italia, e invece ci sono stati dei professionisti capaci, competenti e un sistema che ha saputo reggere una sfida difficilissima, come quella di un’emergenza sanitaria”.

“Abbiamo stabilizzato oltre 10 mila precari nel sistema sanitario, abbiamo chiuso delle pagine indegne come quella degli ex LSU dell’Asp di Palermo, 600 padri e madri di famiglia senza contratto e prospettiva che da oltre vent’anni. Abbiamo chiuso analoghe iniziative nell’Asp di Ragusa al centro regionale dei trapianti. Oggi stiamo lavorando con la ricognizione per la stabilizzazione del personale medico e sanitario che ha lavorato durante l’emergenza Covid e abbiamo lavorato con il governo nazionale e lo faremo con il prossimo, per consentire anche di avere una norma che riguardi tutto il personale amministrativo. La regola è quella del merito, chi ha fatto di più e meglio deve avere la possibilità di continuare a lavorare, però lo Stato non si può dimenticare di migliaia di operatori in Sicilia, più di 7 mila sono stati chiamati a gestire una pandemia, lo hanno fatto molto bene in oltre 2 anni di lavoro e ai quali non possiamo dire: grazie, abbiamo scherzato” .

Tuttavia, ancora carenze di risorse umane, ma l‘abolizione del numero chiuso nelle facoltà di medicina, “È diventato indispensabile, il presidente Musumeci ne ha fatto uno dei punti di forza della nostra campagna elettorale. In Sicilia mancano più di 3000 medici e questo va inevitabilmente a danno delle zone più depresse delle aree interne, delle isole minori. Tutti i giovani, che vogliono indossare il camice, devono avere la possibilità di studiare per farlo. Questo è un obiettivo programmatico che coinvolge tutto il centrodestra e forse la più importante battaglia politica che da assessore alla salute chiedo di poter sostenere a Nello Musumeci e Giorgia Meloni”.

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