Centuripe e Catenanuova: cittadini in piazza domenica per dire no alla discarica :ilSicilia.it
Enna

la manifestazione partirà da corradino

Centuripe e Catenanuova: cittadini in piazza domenica per dire no alla discarica

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15 Novembre 2018

Non si ferma la protesta per la megadiscarica prevista a Centuripe, a 4 km da Catenanuova, che sta mobilitando i cittadini dell’intero comprensorio ennese per scongiurare la gigantesca opera grande quanto 500 campi di calcio, e che dovrebbe trattare, se verrà realizzata, 1000 tonnellate al giorno di rifiuti e 300 metri di cubi di percolato tossico. Si teme un grave danno all’ambiente e soprattutto alla salute degli abitanti della zona. E’ stata, in tal senso, prevista per domenica una manifestazione dal titolo e tema “No discarica-Restiamo puliti”, con la quale i cittadini, i movimenti del territorio e le associazioni ambientaliste intendono lanciare il loro messaggio: “Rifiutiamoci di trasformare il nostro territorio in discarica”.

Da quelle parti il rischio non risparmia nemmeno il settore agricolo ed il commercio, con la prospettiva che le arance non si possano più mangiare, il grano andrebbe buttato e nemmeno i fichi d’India sarebbero più commerciabili. I manifestanti si sono dati appuntamento per domenica alle ore 9 a Corradino, poi la partenza con visita guidata di “SiciliAntica” verso Pietra Perciata e dalle ore 16 il corteo da Villa Corradino e l’assemblea alle ore 18 in piazza Sciacca.

La società civile non si arrende ed è stato perciò costituito il comitato “Centuripe #Restiamopuliti”, che aggregando associazioni, movimenti e singoli cittadini, vuole portare avanti le proprie tesi nel contesto di quella che viene definita “una battaglia di civiltà” contro la realizzazione di una nuova piattaforma per la lavorazione dei rifiuti, su un progetto della Oikos Srl. Al pubblico pubblico di domenica saranno presenti i rappresentanti delle istituzioni regionali e nazionali.

“Non si può che essere al fianco dei cittadini a difesa del territorio e della salute pubblica di chi abita queste aree”, ha rimarcato la senatrice siciliana Urania Papatheu, che ha presentato un’interrogazione parlamentare sulla vicenda, posta all’attenzione del Ministro per l’Ambiente e del Ministro per la Salute. L’esponente di Forza Italia ha chiesto alla ministra Giulia Grillo: “Un’indagine immediata comprendente un approfondimento sui rischi potenziali per la salute derivanti dalla costruzione dell’impianto”. “Porteremo le legittime istanze e la comprensibile preoccupazione dei cittadini nelle sedi della Regione e in Parlamento – aggiunge Papatheu – per affermare il diritto alla salute ed alla tutela del territorio, che deve essere considerato prioritario rispetto a qualsiasi altro aspetto”. 

La nuova piattaforma dovrebbe nascere in contrada Muglia, a pochi chilometri dal centro abitato e a soli 4 km da Catenanuova. La società proponente ha previsto l’acquisto di circa 300 ettari di terreno agricolo per la quale chiederà una variante al Piano regolatore generale. “Di solito però – afferma il Comitato che si oppone alla discarica – quando si intende costruire e aprire una nuova discarica si scelgono territori “morti”, improduttivi, come vecchie cave in disuso. Invece quella in contrada Muglia è una terra ancora viva e fertile. le particolarità paesaggistiche, come ad esempio, Pietra Perciata, rendono questo posto unico al mondo, un piccolo angolo di paradiso nel bel mezzo del caos”.

L’Associazione “SiciliAntica” ha fatto notare come “questa contrada sia luogo di interesse archeologico e storico, e i militari americani marciarono su quelle pianure durante l’operazione Husky”. La discarica accoglierebbe, se realizzata, il trattamento di rifiuti con un processo meccanico-biologico di 1000 tonnellate di Rur (rifiuti urbani residui) provenienti da mezza Sicilia e verrebbe fornita di una vasca per lo smaltimento dei residui inerenti, grande 2 milioni e 800 metri cubi. La piattaforma gestirebbe e smaltirebbe all’aperto circa 90 mila tonnellate di percolato (rifiuto speciale) all’anno, e si tratta di un avanzo tossico che si teme possa inquinare le falde acquifere e arrecare danni alla salute della comunità.

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