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“Che succede lì fuori?”

di
9 Gennaio 2021

botindari epruno

Carissimi,

Che succede lì fuori? Inizio a sospettare che ciò che mi raccontate non sempre sia la verità.

A breve farà un anno che siamo sottocoperta e non si hanno notizie certe di cosa succederà a breve.

Ho scherzato spesso in questo anno nel mio blog personale sulle analogie che legano questa nostra condizione agli arresti domiciliari e nell’ironizzare su ciò sono stato realmente “scorretto”, mai nulla potrà essere paragonata alla perdita di libertà per una detenzione, ma a maggior ragione, questa anomala condizione a noi qualcosa rode.

Vedere i festeggiamenti di folle in Cina a Wuhan, senza necessariamente essere “il nemico numero uno di turno degli odiatori del web” (Salvini), non dico che mi rode, ma mi fa notevolmente incazzare, come quando vi tagliano la strada mandandovi a sbattere, senza farsi nulla e vi chiedono scusa.

Ma scusa di che?

Coglionazzi, giocate con i virus in laboratorio creando una pandemia e ora sorridete pure?

Ci sono cose che non sono fatte per certe latitudini poiché sono insite nell’indole dei popoli stessi.

Cosi come agli italiani non si può chiedere di avere una stabilità politica duratura, ai tedeschi di rinunciare all’attaccamento al dovere e al rispetto degli ordini, ai russi di essere grandi comunicatori e paladini della trasparenza, agli americani di essere tutto chiacchere e distintivo, agli inglesi di farsi le regole soltanto a loro convenienza, ai cinesi non si può chiedere la produzione di qualcosa che nel 100% dei casi sia di qualità.

Lo sappiamo fin da quando la cinesina un decennio fa girava con il contenitore davanti al petto appeso a tracolla e contrattava con voi per ogni oggetto non indispensabile di “alta tecnologia” venduto a pochi euro e prodotto in serie spaventose a pochi centesimi.

I cinesi che per strada vi vendevano un Rolex versione moderna dei videoregistratori con il mattone all’interno, dei loro allievi partenopei, i cinesi conosciuti come i pataccari d’oriente che seppero inventare gli spaghetti (affibbiando a noi l’appellativo), che al nostro decreto legislativo sulla sicurezza sul lavoro (D.lgs. 81/08) contrappongono i turni di lavoro nei cantinati, con orari h 24, stavano “sperimentando” un virus in laboratorio che è sfuggito al loro controllo.

Allora è inutile che “Cozza Amara” s’incazzi, visto che loro hanno chiesto scusa e del resto un errore può capitare, cosa conta se come effetto collaterale sono morte migliaia di persone, se un mondo sta sbroccando di cervello, se finanche la Merkel starebbe pensando di cambiare stilista e parrucchiere e ridursi il seno, Trump si crede un capo indiano, Conte si crede uno statista a giorni alterni quando non si crede un allenatore dell’Inter, Boris Johns non si crede un cazzo (lui è l’unico a non averne capito ancora nulla in compagnia di Bolsonaro), mentre la regina Elisabetta II investe sul suo futuro “pensando alla vecchiaia” comprando i diritti d’autore in società con l’Arcivescovo di Canterbury di star della musica contemporanea, e io dovrei rimanere sereno, insieme a Letta, mentre accade tutto ciò e il Papa ci rimane male perché “c’è gente che mette avanti il profitto alla salute collettiva”?

Mi viene in mente un mio amico negoziante che ogni qual volta mi incontrava dopo tempo mi chiedeva: “Unni ha statu?

Santità mi scusi, ma “dove è stato di questi tempi? È novità che l’uomo metta avanti il profitto alla salute collettiva? Se non fosse così verrebbero a sotterrare i rifiuti radioattivi sotti i piedi delle persone?

C’è qualcosa che non funziona, deve essere il Covid, deve essere la sindrome della capanna che ad alcuni li manda in profonda depressione e ad altri li esalta, tanto da spingerli a fare una gita fuori porta a Capitol Hill, magari per farsi un selfie mentre si sta seduti sulla poltrona e con i piedi sulla scrivania di Nancy Pelosi, lo Speaker della Camera, un ruolo non da poco, tanto per farvi capire ancora più importante dell’omologo extracomunitario britannico che gridava in continuazione “order” o del nostro Pertini, quando sedeva nello scranno più alto della camera italiana eppure, qualcuno avrà pensato “si può fare e lo ha fatto”.

In definitiva, penso proprio che questi vaccini che sono arrivati vi proteggeranno dalla febbre e i polmoni, lasciando scoperto ed essendo inefficaci verso la cosa più esposta in questo momento: “U cirivieddru!

Ed anche io sottoposto in passato a dosi letali di “visioni” adesso “stravedo” e anche se ciò potesse combattersi con il vaccino, dovrò attendere da 6 mesi ad 1 anno il mio turno, poiché né gli “editorialisti per diletto”, né tanto meno gli ingegneri, risultano tra le categorie da proteggere.

Un abbraccio, Epruno.

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