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Ecco adesso un po' di preoccupazione offusca il mio sorriso ironico,

Che Vuoi che Sia?

11 Gennaio 2020

Carissimi,
Facendo rassegna stampa in questi giorni e tenendomi al passo con i social, mi sono fermato un attimo a sorridere ironicamente pensando come al solito a quanto siamo bizzarri, a quanto siamo fantastici zuzzerelloni per non dire “cazzoni”.

Eccezione fatta per coloro che costantemente “curnutiano” il nostro borgomastro e poi periodicamente lo votano perché dicono che “indubbiamente è una grande intelligenza e oggi non c’è di meglio in giro”, tolti coloro che si “apprecano” all’immondizia lasciata a “svaporare” sotto casa, all’asfalto delle strade pericolosissimo nel suo progressivo deterioramento a causa di usura o di continui scavi, non considerando coloro che manifestano tutto il loro disaggio per le zone a traffico limitato o isole pedonali e strade chiuse per i cantieri, c’è chi alza lo sguardo fuori dal “cato” e guarda oltre. Si ma cosa vede?

Certamente le preoccupazioni per le elezioni in Emilia Romagna che cambieranno le sorti di una élite, ci sono coloro che vivono fortemente la preoccupazione se “Gigino” o i suoi compagni di avventura potranno durare alla guida del paese, mentre il loro leader ideologo dietro le quinte, fa video augurali di buon anno scavando le fosse.

Addirittura c’è chi è preoccupato delle sorti del rampollo reale inglese che avrebbe deciso di andare a vivere lontana da “Sua Graziosa Maestà”.

Tutto qua? Certo ci sono coloro che parteggiano per la “comandante maxima” o per l’ex ministro degli interni con la cravatta verde nelle vicende giudiziarie a cascata dall’accoglienza ai migranti.

Bene, tutto ciò, se con lo zoom non si aprisse la cartina geografica o qualunque “map” per cercare di capire quanta strada abbia dovuto fare un drone per colpire in modo “intelligente” un corteo con un generale iraniano.

Ecco adesso un po’ di preoccupazione offusca il mio sorriso ironico, nel pensare che noi avanguardia dell’accoglienza, siamo nel raggio d’azione di qualunque rappresaglia missilistica di scellerate frange estremiste islamiche che predicano la guerra totale contro gli infedeli.

Si, mentre il biondo presidente usa predica inflessibilità contro i nemici dell’America e ordina in remoto attacchi “intelligenti” con i droni, dall’altra parte del mondo, il mondo in questo caso siamo noi, splendida isola dell’accoglienza che “potrebbe vivere di solo turismo” che possiede bellezze naturali e monumentali, capitali delle “culture”, che galleggia al centro di un bacino mediterraneo essendo dirimpettaia di numerosi bacini di guerra o di turbolenze politico religiose.

Basta che un folle, sia esso con il barbone e il “turbante” o i “capelli riportati biondi” premano un pulsante e questo potrebbe esser messo ancora nel conto, con l’attivarsi di sistemi di difesa contraerea (peraltro quali?).

Basta che uno di questi missili venga lanciato “per errore”, che questi giocatori di Risiko non da tavolo, ma con le vite altrui, sbaglino ………. e un missile giunga su di noi, “muriu u cani”, “finiu u cinema”!

E poi non è che si potrà sempre ricorrere “all’errore umano” come nel caso dell’areo canadese, e chiedere scusa a “Cozza Amara”!

Che fare? Mi viene in mente quando da piccolo giocavo per strada e a un certo punto usciva il commerciante con il bastone in mano a difendere le sue vetrine dicendo: “Chi fa, l’amu a tagghiari stu palluni?

Si lo so, sarebbe opportuno che andassero a “giocare” da qualche altra parte, ma chi ha l’autorevolezza in questo nostro paese per sedersi ad un tavolo con questi “grandi” e alzare il tono della voce e fare sentire le nostre preoccupazioni? Non esistono più gli Andreotti o i Craxi (vedi episodio di Sigonella), oggi tutti giocano facile con noi. Si ma io cosa c’entro?

Un abbraccio, Epruno.

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Cultura
di Renzo Botindari

Musica e Qualità di Vita

Oggi questa città ha più teatri “aperti”, ma nessuno di questi è dotato di una agibilità definitiva per il pubblico spettacolo, nell’attesa di lavori che comportano serie risorse dedicate e destinate alla loro messa in sicurezza. La musica, gli spettacoli meritano e necessitano di spazi propri sia per apprezzarne in pieno la qualità, sia per garantire quella trascurata dalle nostre parti “qualità di vita”, diritto di tutti.