Chi chiude e chi apre, da via Roma a viale Strasburgo: parola agli esercenti di Palermo | VIDEO :ilSicilia.it
Palermo

La crisi degli esercenti

Chi chiude e chi apre, da via Roma a viale Strasburgo: parola agli esercenti di Palermo | VIDEO

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21 Settembre 2020

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Il commercio a Palermo si appresta ad affrontare l’autunno portando inevitabilmente i segni delle conseguenze del lockdown e di una ripresa profondamente condizionata dalla convivenza con il Covid-19. Molti commercianti, che già boccheggiavano prima dell’irruzione coatta del coronavirus, hanno abbassato per sempre le loro saracinesche: chi ha ricominciato sta facendo i conti con difficoltà di ordine organizzativo e soprattutto economico.

Nunzio Reina
Nunzio Reina

Difficoltà che vengono spiegate nel dettaglio da Nunzio Reina, presidente di Confesercenti Palermo sempre a stretto contatto con il tessuto produttivo della città: “Dopo il lockdown abbiamo avuto la possibilità di avere un grosso contributo da parte dello Stato – spiega Reina – l’aiuto dei 25mila euro, l’aiuto a fondo perduto, tutte cose che hanno dato ossigeno alle imprese. Il vero problema è che cammina poca gente, perché ora ha paura. Noi ci ritroviamo a pagare le tasse e sinceramente – prosegue – siamo in grossa difficoltà perché non potendo licenziare, tutti ci ritroviamo ad avere meno incassi e molte più uscite. Il buco diventerà una voragine nel tempo. Al momento dovremmo pagare con i 25 mila euro che ci ha dato lo Stato, il che significherebbe ritrovarci senza risorse fresche per coprire il buco causato dal lockdown. Sarebbe opportuno – conclude Reina – che lo Stato si facesse carico di non far pagare le tasse del 2020 spostandole e scomputandole al 2021. Questo darebbe una boccata d’ossigeno forte alle imprese perché avremmo la liquidità e potremmo usare il risparmio del 2020 per pagare nel 2021 la tassazione rateizzata. Ciò permetterebbe di affrontare con maggiore facilità il 2021.

Una fotografia emblematica di quella che è la situazione palermitana è data da Viale Strasburgo che, dopo aver perso negli anni la sua consistenza commerciale per via del progressivo accentramento di Palermo, vive un’ulteriore stagione di difficoltà e ridimensionamento. I magazzini vuoti per cui si cerca affitto sono tanti; i negozi non sono affollati e non necessariamente per le necessità imposte dall’epidemia; i commercianti non hanno, chi per timidezza chi per ritegno, molta voglia di parlare.

Antonino Di Pasquale

Ad aprirci le porte del suo esercizio è Antonino Di Pasquale, proprietario di DIPA, storico negozio di giocattoli palermitano: “La ripartenza è andata bene – ha spiegato – c’era tanta voglia di ricominciare ma adesso si è ritornati purtroppo al di sotto della media. Sicuramente ci penalizza nel nostro settore Internet. Il lavoro è diminuito tantissimo come è diminuita la pedonabilità. La nostra speranza – ha concluso Di Pasquale – è che vengano diminuite le tasse se non sospese del tutto perché le spese ci sono sempre e non si riesce a fare gli utili necessari che si facevano una volta”.

Giulio Caccamo

Anche se il quadro generale resta impietoso ci sono comunque nel contesto di Viale Strasburgo realtà che sono riuscite a ripartire senza patire il contraccolpo oggettivamente duro del Covid. Come nel caso del Salone Piero Caccamo Parrucchieri, che, come spiegato dal titolare Giulio Caccamo, è riuscito a ripartire: La ripresa è stata ottimale, abbiamo ricominciato a lavorare bene, in totale sicurezza, nel rispetto delle norme di distanziamento sociale. Lavorare per appuntamenti si è rivelata un’opportunità. Per fortuna ci siamo organizzati subito e non abbiamo risentito di grandi problemi. A livello economico credo comunque che lo Stato dovrebbe dare degli aiuti più consistenti anche a livello di tasse”.

Fortissime ripercussioni sul fronte commerciale si sono registrate anche nel centro di Palermo, riferimento quantomai consolidato per i cittadini in tema di compere. Non mancano, come nel caso di Viale Strasburgo, i magazzini sfitti. Una situazione complicata per una zona che dal punto di vista commerciale ha già dovuto fare i conti con il provvedimento della Ztl.

Questa criticità  viene sottolineata da Giuseppe Saccone, titolare dell’omonimo negozio di scarpe in via Roma: Per noi

Giuseppe Saccone

commercianti che viviamo la zona da tantissimi anni ci vengono a mancare i parcheggi e la Ztl ci danneggia tantissimo perché molti non sono disposti a spendere i soldi per venire in centro. Il 90% del problema è questo”.

Manfredi Di Dio

Per quanto non presente esclusivamente per ragioni legate allo shopping, il grande flusso di persone che transita per le vie del centro resta comunque una risorsa importante per i commercianti della zona come spiegato da Manfredi Di Dio titolare del negozio di abbigliamento Via Roma 261 : Per la ripartenza – ha affermato – ci aspettavamo molto peggio a livello di frequentazione del centro e dunque di accesso dei clienti: noi ovviamente abbiamo adottato tutte le precauzioni del caso in ottica Covid. Molti parlano di una Via Roma un po’ spenta soprattutto dopo la chiusura annunciata della Rinascente il 31 ottobre ma al di là di quello siamo molto contenti per come è ripresa l’attività perché temevamo il peggio a livello economico”.

Pur essendoci dunque ancora vitalità da un punto di vista commerciale la situazione resta complicata per i piccoli commercianti come anche per i grandi marchi. Pur con alcune eccezioni importanti, come quella di Decò che ha aperto il suo iper-store rilevando i locali dell’Auchan salvando 250 posti di lavoro, le imminenti chiusure della Rinascente e del punto vendita Geox di Via Sciuti sono la conferma di una tendenza che vede Palermo come città poco appetibile dal punto di vista economico. Un trend negativo che rischia di consolidarsi con tutti i rischi che ne derivano per i lavoratori.

mimma-calabro
Mimma Calabrò

Mimma Calabrò Segretario Fisacat Cisl di Palermo ha analizzato la situazione segnalando un altro caso legato ad un grande nome :“Il caso della Rinascente non è dovuto ad una crisi economica commerciale ma a un problema immobiliare perché Fabbrica chiede un canone elevatissimo rispetto alle reali situazioni contingenti. Le istituzioni avrebbero il dovere di portare Fabbrica a riflettere e allo stesso modo anche la Rinascente a riflettere su una leggerezza che ha messo a rischio circa 100 posti di lavoro. Un altro caso è quello di Auchan che ha ceduto a Margherita Distribuzione. Una parte delle superfici sarà assegnata a Pianeta Cospea, mondo Conad, l’altra. Il problema è che in questa separazione delle quadrature sicuramente ci saranno dei posti di lavoro persi e questo non possiamo permettercelo. Abbiamo chiesto a Margherita di farsi parte attiva con Pianeta Cospea per aumentare il numero dei lavoratori da ricollocare”.

In questo momento la Palermo del commercio è una città in profonda sofferenza, in cui i disagi dovuti al Covid-19 non hanno fatto altro che acuire gli atavici problemi di sistema con i quali esercenti e imprenditori dovevano fare i conti già da tempo. Bisogna intervenire a tutti i livelli e farlo adesso prima che non ci sia più abbastanza tessuto connettivo per rimarginare una ferita che si avvicina sempre più alla necrosi.

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