Chic in estate, cheap in inverno: a chi interessa l'Addaura? La risposta social CLICCA PER IL VIDEO :ilSicilia.it
Palermo

L'intervista

Chic in estate, cheap in inverno: a chi interessa l’Addaura? La risposta social CLICCA PER IL VIDEO

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17 Febbraio 2022

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Un grande parcheggio estivo con soste più o meno selvagge o piuttosto una splendida città giardino vista mare? L’Addaura, borgo marinaro di Palermo, è uno dei più grandi patrimoni archeologici e naturalistici della Sicilia. Un “luogo del cuore” poco conosciuto e mai tutelato a pieno. Per questo, alcuni cittadini, hanno creato il gruppo Facebook “Valorizziamo l’Addaura”.

Abbiamo intervistato Pietro Busetta, il promotore di questa iniziativa, per capire i motivi che stanno dietro ai disagi, ai problemi, ai disservizi della Circoscrizione VII del capoluogo (che comprende Arenella – Vergine Maria – Pallavicino – Tommaso Natale – Sferracavallo – Partanna Mondello – Mondello) e per fare il punto su quelle iniziative messe in campo “dal basso”, per cercare di migliorare le condizioni abitative dell’Addaura, per la messa in sicurezza e la riqualificazione della zona.

“Qualche anno fa -dice Busetta – alcuni volenterosi, si sono messi insieme per porre, all’attenzione del Comune di Palermo, le esigenze di questa realtà. Si tratta di una zona abitata soprattutto in estate, dove si contano pochi residenti. Forse per questo, non essendoci un importante bacino di potenziali voti, gli eletti di questa circoscrizione, hanno pochi interessi.”

Per sopperire a questa situazione, si è pensato a un esperimento di partecipazione attiva dei cittadini. Sfruttando le potenzialità dei social, le competenze e la volontà dei componenti, creando occasioni per incontri con le istituzioni competenti e monitorando passo dopo passo, interventi e stato dei lavori, si sono cominciati a vedere i primi risultati. Oggi, il gruppo Facebook https://www.facebook.com/groups/528593110667711/about che, alla nascita poteva contare su pochi iscritti oggi, ne comprende quasi 1500.

Pietro Busetta

“La prima cosa su cui ci siamo impegnati – continua Busetta – è stata la messa in sicurezza contro la caduta massi.” Un pericolo che da sempre incombe sulle abitazioni dell’Addaura, situate al di sotto del costone roccioso di Monte Pellegrino. Del resto, sicurezza e viabilità sono due facce della stessa medaglia. Nonostante la bellezza del panorama, chiusure al transito e aree lasciate all’incuria e al degrado, minacciano fortemente la conservazione di questa bellezza paesaggistica, custode di un patrimonio culturale di immenso valore.

Se l’inciviltà (anche di pochi), è una costante difficile da controllare e contenere, è pur vero che, anche alcune scelte del Comune siano state quantomeno discutibili e per questo, oggetto di diverse polemiche. “Ad esempio, da Viale Regina Margherita di Savoia, continuando su via Monte Ercta per arrivare al Santuario di Santa Rosalia, una parte della strada è da anni chiusa al transito. Nella parte accessibile, vi è un belvedere. Era stato destinato ad accogliere i cassonetti… Li abbiamo fatti togliere sostituendoli con delle panchine che poi, qualcuno, ha rubato. Ora, ci sono i gattari e la sporcizia è tanta. Servirebbero delle telecamere ma, anche quelle, non ci sono”, conclude Busetta.

Ciò che sembra emergere da questo primo focus sull’Addaura, è che si stia in presenza di un grande classico siciliano basato sulla contraddizione. La coscienza più salda rispetto a temi importanti come l’ambiente, il patrimonio culturale e paesaggistico, ha portato a risultati importanti. Sfruttando anche le nuove tecnologie dell’informazione e la loro capacità di fare rete si fanno passi avanti e i cittadini diventano veri protagonisti e dunque, dov’è che il meccanismo si inceppa? Per capirlo, vi facciamo un esempio sottolineato da Busetta. Grazie all’impegno del gruppo Facebook, si è provveduto a un nuovo sistema di illuminazione pubblica. E i pali vecchi? Sono ancora lì, accanto a quelli nuovi in attesa, si spera, che vengano rimossi al più presto. Risultati e vecchi abitudini\disservizi: una compresenza che in pochi oggi, sono disposti ancora a sopportare.

 

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