CNA etnea: "Molto preoccupati dal dissesto del Comune di Catania, a rischio posti di lavoro" :ilSicilia.it
Catania

Buco da 1,6 miliardi per la Corte dei Conti

CNA etnea: “Molto preoccupati dal dissesto del Comune di Catania, a rischio posti di lavoro”

di
27 Luglio 2018

«È grande la nostra preoccupazione in merito alla dichiarazione di dissesto del Comune di Catania da parte della Corte dei conti regionale. Al di là dell’enorme cifra indicata dai magistrati contabili, quasi un miliardo e 600 milioni, che di certo rappresenta un macigno non da poco per il futuro della città, ci allarmano in particolare i 200 milioni di crediti delle imprese che potrebbero essere saldati solo in minima parte, causando il tracollo di molte aziende e la conseguente scomparsa di posti di lavoro». Lo hanno dichiarato Floriana Franceschini, presidente di Cna Catania, e Andrea Milazzo, segretario di Cna Catania.

«Inoltre, è da valutare anche come il dissesto possa comportare la perdita di nuove, importanti, opportunità di sviluppo, una contrazione nel reperimento di risorse, una complessiva diminuzione dell’attrattività di Catania per chiunque volesse investire. Le ricadute colpiranno tutti, anche nel semplice status di cittadino, magari non tanto nelle aliquote fiscali, già da anni tarate al massimo, ma sicuramente nella qualità dei servizi. I disagi saranno molteplici, specie per i meno abbienti, già provati da anni di incessante crisi economica.

Chiediamo dunque all’amministrazione Pogliese, certo assolutamente incolpevole della situazione e pur tuttavia chiamata a gestire una delle pagine più drammatiche nella storia di Catania, di studiare a fondo il ricorso da presentare, tentando un’ultima “carta”, doverosa da giocare nell’ottica del bene comune».

© Riproduzione Riservata
Tag:
Come se fosse Antani
di Giovanna Di Marco

La ddraunàra: i racconti di Silvana Grasso

È disponibile dal 16 luglio La ddraunàra, la raccolta di racconti di Silvana Grasso, a cura di Gandolfo Cascio ed edita da Marsilio che ripubblica così due opere, Nebbie di ddraunàra (Le Tartarughe 1993) e Pazza è la luna (Einaudi 2007).
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Zio Mariano era Stabile

Lui era di poche parole e ogni sua frase era una sentenza. Le persiane della sua finestra a balcone sono chiuse e sotto c’è soltanto un via vai di gente che si affanna per farsi notare.

I giannizzeri

A partire soprattutto dal 1850, il controllo del territorio in Sicilia diviene sempre più arduo per la gendarmeria borbonica. Gruppi armati dediti al malaffare, bande e banditi, nonostante l’inasprimento delle pene – il ricorso all’esecuzione diretta era prassi ordinaria - percorrevano senza molti contrasti le campagne siciliane e rendevano difficile garantire la sicurezza.
. Rosso & Nero .
di Elio Sanfilippo

Palermo fa acqua da tutte le parti, Orlando cambi tutto o si dimetta

I cittadini sono sommersi dall'immondizia, intere zone trasformate in discariche, lavori stradali che non finiscono mai, servizi pubblici che non funzionano, fino allo scandalo dei cimiteri dove non si capisce perché non si sono avviate le procedure per la costruzione del nuovo cimitero previsto dal piano regolatore.
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Mafia e antimafia

Dovendo parlare di mafia ed antimafia non si può non andare con la mente al 10 gennaio 1987 allorquando Leonardo Sciascia rilasciò una intervista al Corriere della Sera parlando di professionisti dell’antimafia
Wanted
di Ludovico Gippetto

L’archeologia del “Do not cross” come tutela

Rubare nei siti archeologici è gravissimo. Un argomento molto caro all’archeologo Sebastiano Tusa, fermo sostenitore del principio del "Do not cross". Dove gli oggetti antichi vanno guardati ma non decontestualizzati rispetto all’ambiente di provenienza.
CapitaleMessina
di Gianfranco Salmeri

Dopo la pandemia non sarà mai come prima

Dopo una crisi così devastante come quella che stiamo superando, le cose non potranno tornare mai come prima, e non è neanche bene che ciò avvenga. Una riflessione sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus di Gianfranco Salmeri.