Comitato europeo delle Regioni, Armao eletto presidente dell'intergruppo Insularità | Video :ilSicilia.it

Votato all'unanimità

Comitato europeo delle Regioni, Armao eletto presidente dell’intergruppo Insularità | Video

di
7 Febbraio 2019

Guarda il video in alto

Il vicepresidente della Regione siciliana e assessore all’Economia, Gaetano Armao, è stato eletto, all’unanimità, presidente dell’Intergruppo regionale per l’insularità, istituito presso il Comitato europeo delle Regioni, a Bruxelles. L’intergruppo è formato dai membri del Comitato provenienti dalla Corsica, da Cipro, Malta, dalle isole Baleari, isole Azzorre, dalla Sicilia e dalla Sardegna. Un organismo voluto dallo stesso Armao per rilanciare le questioni connesse alla condizione di insularità nella politica europea e nella politica nazionale.

Dopo le risoluzioni del Parlamento europeo del 2016 e del Comitato delle Regioni del 2017, l’Europa deve riconoscere alle isole una nuova fase di misure di sostegno finanziario, fiscali e di incremento della compartecipazione ai fondi strutturali, che riconoscano gli svantaggi strutturali che derivano dalla loro condizione, in termini di mobilita’, infrastrutture stradali e ferroviarie, oltre a forme di sostegno alle imprese che patiscono lo svantaggio competitivo per i costi delle esportazioni e il reperimento delle materie prime.

armao
Da sinistra: Marie Antoine Maupertuis (vicepresidente della Corsica), Francina Armengol (presidente delle Baleari), Francesco Pigliaru (presidente della Regione Sardegna), Gilles Simeoni (presidente della Corsica) e Gaetano Armao (vicepresidente della Regione siciliana)

Vicepresidente dell’Intergruppo è stata eletta Marie-Antoine Maupertuis, vicepresidente della Corsica, mentre segretario dell’Intergruppo sarà Leonardo Di Giovanna. “È un risultato per la Sicilia, raggiunto grazie ai negoziati con Bruxelles e all’impegno sui temi della condizione di insularità – ha detto Armao – Solo attraverso la compiuta affermazione delle misure di riequilibrio, le isole europee, a partire dalla Sicilia, potranno rilanciare le proprie prospettive di crescita. In questo senso occorre fare sistema non solo per la continuità territoriale, ma anche per la fiscalità di sviluppo“.

In Italia – ha aggiunto Armao – i cittadini che vivono nelle isole sono il 12%, tra Sicilia, Sardegna e isole minori. La questione dell’insularità era riconosciuta dall’articolo 119 della Costituzione, prima della riforma del 2001, poi è progressivamente scomparsa dell’agenda politica, nello stesso tempo le politiche di perequazione e degli aiuti di Stato non hanno tenuto conto delle caratteristiche territoriali specifiche delle isole”.

“In Sicilia il governo Musumeci intende introdurre meccanismi di fiscalità di sviluppo in grado di attrarre imprese e anziani, ma anche intervenire sul settore dei trasporti e della perequazione infrastrutturale“.

Il neopresidente, durante la seduta del Comitato europeo delle Regioni ha annunciato che la giunta regionale ha deciso di aderire all’iniziativa di Sardegna, Corsica e isole Baleari, che hanno scritto una lettera ai governi dei rispettivi Paesi per porre all’attenzione dei capi di governo proprio il tema dell’insularità: “Il presidente Musumeci ha apprezzato la lettera dei presidenti delle tre regioni che oggi sono protagoniste. Anche la Regione siciliana assumera’ un’analoga posizione di fronte al governo nazionale, che ha riconosciuto la condizione di insularità e la necessita’ di adottare misure di compensazione gia’ con l’accordo di finanza pubblica sottoscritto tra Regione e Stato a dicembre“.

Armao ha evidenziato anche la questione della doppia insularità: “La Sicilia, come è noto, non è solo la pi§ grande Isola del mediterraneo ma e’ un arcipelago con ben 16 isole che la circondano. Bisogna, quindi, assicurare ai cittadini che le abitano, e che patiscono la doppia condizione d’insularità, le necessarie misure di sostegno“.

© Riproduzione Riservata
Tag:
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Il Gatto Obeso e le ZTL

Il gatto obeso e sazio non avrà mai stimoli a sforzarsi per andare a cercare i topi. Quindi non ho aspettative da “nuovi soldati”, sono siciliano e vivo a Palermo e dietro a nuovi volti mi farò la domanda più importante: “a cu appartieni?”
Come se fosse Antani
di Giovanna Di Marco

La ddraunàra: i racconti di Silvana Grasso

È disponibile dal 16 luglio La ddraunàra, la raccolta di racconti di Silvana Grasso, a cura di Gandolfo Cascio ed edita da Marsilio che ripubblica così due opere, Nebbie di ddraunàra (Le Tartarughe 1993) e Pazza è la luna (Einaudi 2007).

I giannizzeri

A partire soprattutto dal 1850, il controllo del territorio in Sicilia diviene sempre più arduo per la gendarmeria borbonica. Gruppi armati dediti al malaffare, bande e banditi, nonostante l’inasprimento delle pene – il ricorso all’esecuzione diretta era prassi ordinaria - percorrevano senza molti contrasti le campagne siciliane e rendevano difficile garantire la sicurezza.
. Rosso & Nero .
di Elio Sanfilippo

Palermo fa acqua da tutte le parti, Orlando cambi tutto o si dimetta

I cittadini sono sommersi dall'immondizia, intere zone trasformate in discariche, lavori stradali che non finiscono mai, servizi pubblici che non funzionano, fino allo scandalo dei cimiteri dove non si capisce perché non si sono avviate le procedure per la costruzione del nuovo cimitero previsto dal piano regolatore.
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Mafia e antimafia

Dovendo parlare di mafia ed antimafia non si può non andare con la mente al 10 gennaio 1987 allorquando Leonardo Sciascia rilasciò una intervista al Corriere della Sera parlando di professionisti dell’antimafia
Wanted
di Ludovico Gippetto

L’archeologia del “Do not cross” come tutela

Rubare nei siti archeologici è gravissimo. Un argomento molto caro all’archeologo Sebastiano Tusa, fermo sostenitore del principio del "Do not cross". Dove gli oggetti antichi vanno guardati ma non decontestualizzati rispetto all’ambiente di provenienza.
CapitaleMessina
di Gianfranco Salmeri

Dopo la pandemia non sarà mai come prima

Dopo una crisi così devastante come quella che stiamo superando, le cose non potranno tornare mai come prima, e non è neanche bene che ciò avvenga. Una riflessione sulla fase 2 dell'emergenza coronavirus di Gianfranco Salmeri.