Commercio in guerra... comprare nei negozi in città o da casa online? :ilSicilia.it

L'editoriale di Maurizio Scaglione

Commercio in guerra… comprare nei negozi in città o da casa online?

di
28 Novembre 2020
Maurizio Scaglione

Commercio in guerra… comprare nei negozi in città o da casa online?

Ma è questa la domanda che dobbiamo porci ?

La questione è un’altra.

Come è cambiata e sta cambiando la nostra vita, i nostri ritmi e le nostre abitudini, i nostri orari, le nostre relazioni, i nostri bisogni e, soprattutto, come sarà tutto ciò tra cinque o dieci anni?

Intanto il primo cambiamento lo abbiamo avuto nel linguaggio. Non si va più a comprare qualcosa, adesso si va a fare shopping (uno dei tanti ridicoli inglesismi che tanto piacciono a chi non conosce la nostra fantastica lingua, l’italiano).

Vedete, la vera differenza sta in tanti altri fattori.

Analizziamoli.

Il commercio online: è comodo perché puoi comprare da casa, dall’ufficio o da dove vuoi , seduto tranquillamente sulla tua sedia, poltrona, sdraiato a letto. Hai tutti i cataloghi del mondo per potere scegliere tra decine di migliaia di prodotti. Non hai nessun assillo da commesse o promoter. Lo ricevi a casa tua senza doverti caricare il peso e puoi cambiarlo tranquillamente. Scegli il prezzo ed hai molte occasioni. Non corri nessun rischio di contaminazione e compri in mutande e pantofole, senza mascherina. Non hai nessun problema di orario perché online si compra 24 ore su 24.

Questi non sono vantaggi da poco, sono servizi chiari e reali.

Il commercio nei negozi in città: partiamo proprio dalle città. Proprio dai luoghi dove dovrebbe andare il consumatore.
Prendiamo Palermo come esempio. Ma la vedete? Strade e marciapiedi disastrati, poca illuminazione, rifiuti e relativa puzza ovunque, quando piove allagamenti da terzo mondo. Per non parlare della viabilità.

Code e intasamenti di automobili, autobus e pullman. E adesso nonostante abbiano le corsie riservate, vedi bici e monopattini anche sui marciapiedi, col danno di assi stradali ristretti a imbuti capestro. Per non parlare di una super tassazione tra ztl diurna e notturna, zone blu di Amat e Apcoa, oltre, evidentemente, ai posteggiatori abusivi che gestiscono indisturbati i posti e ne determinano l’ulteriore tassa di posteggio.

Allora pensi prendo l’autobus.

E qui devi sperare che alla guida non ci sia un autista qualsiasi ma Santa Rosalia, perché dovrebbe esserci un susseguirsi di miracoli. Miracolo uno,  l’autobus deve arrivare e tu devi avere il tempo, ma tanta pazienza, di aspettarlo. Miracolo due, l’autobus deve trovare strade libere da auto in coda, auto mal posteggiate, strade non distrutte da lavori che a sua volta distruggono l’autobus. Miracolo tre, sull’autobus deve esserci posto, in caso contrario ritorna al miracolo uno. Miracolo quattro, salito dentro l’autobus non devi trovare nell’ordine: borseggiatori, coronavirus, palpeggiatori, sporcizia e puzze ordinarie e umane. Miracolo cinque, non deve guastarsi, in questo caso ritorna al miracolo uno. Ditemi voi se non serve una mano divina e quindi qualche miracolo per arrivare a destinazione con i mezzi pubblici?

Dimenticavo: le aree pedonali. Eccellente idea gestita da film tragicomico. Da noi area pedonale rappresenta quella specie di suq arabo dove sfrecciano biciclette , pattini, monopattini e altre nuove diavolerie della mobilità individuale, indisturbati ed insofferenti alle lamentele delle persone che, ma guarda un po’ l’arroganza, vorrebbero farsi una passeggiata e magari comprare qualcosa.

Comprare cosa ?

Prevalentemente cibo e cibo da strada.
In queste aree non esiste una reale pianificazione merceologica. Infatti se desideri panini , kebab, piadine , gelati , pizze , patatine , spremute , arancine , panelle, dolcini e qualche caffè hai una vasta scelta.

Se vuoi affrontare estenuanti trattative per 50 centesimi in più o in meno con qualche ambulante italiano o straniero, in regola o abusivo, per comprare qualche “eccellenza tecnologica” o “ Griffe falsamente autentica” anche lì hai tantissime opportunità. Ma, volesse il cielo, che il tuo impavido desiderio, che i tuoi irriverenti occhi si posassero su quegli sperduti ed ormai rari ed introvabili negozi. Dico quelli di una volta con la vetrina, il titolare ed i commessi, negozi di abbigliamento o arredo, casa o preziosi. Allora devi avere pazienza, chi cerca prima o poi troverà.

Lasciamo perdere gli arredi urbani, l’illuminazione, la pulizia, la gestione degli spazi all’aperto ed il controllo del territorio. Chi li ha visti? Andiamo su Rai tre, forse grazie a quella famosa trasmissione qualcuno ce ne potrà dare notizia!

Le nostre città non hanno piani urbanistici e di vivibilità adeguate ai nostri tempi, insomma sono senza un progetto vero per la socialità. In poche parole sono arretrate e insofferenti al nuovo, proprio come chi le amministra.

Ma i nostri commercianti ed i loro negozi (almeno quelli che resistono), non sono esenti da colpe. Le vostre organizzazioni di categoria ormai sono diventate dei santuari politici vecchi e superati, poche e noiose proposte sul tavolo e tanta ambizione politica. Infatti andate a vedere quante aziende sono iscritte nelle associazioni rispetto a quelle registrate alla Camera di commercio. E tra queste poche, andate a vedere chi paga effettivamente la quota e chi raramente le frequenta.

Sono segnali di arretratezza anche questi, ed il consumatore li avverte e sceglie la comodità.

Che fare ?

Invece di ambire o fare politica da tavolino, ergetevi a soggetti veri di politica economica delle vostre città, contrastate ciò che non va e proponete modelli nuovi di territorio.

Lavorate sui servizi al consumatore, innovatevi nella proposta e nel progetto del negozio, offrite luoghi di socialità e di relazione, formate il personale all’accoglienza ed alla cortesia e pagatelo incentivandolo.

Anche per il negozio di città internet deve diventare un’opportunità e non un nemico.

Voi non siete l’alternativa ed il vecchio, dovete essere il Commercio con la C maiuscola, il centro dell’accoglienza e dell’esposizione. Credetemi l’innovazione deve creare benessere e non la determina la politica ne si può ottenere per decreto. La battaglia non fatela contro il commercio online ma proponete e organizzatevi meglio, innovatevi !

© Riproduzione Riservata
Tag:
Alpha Tauri
di Redazione

Dalle 700 bare ai Rotoli alla vita eterna!

Il progetto del cimitero da realizzare a Ciaculli risale al 2007, ben 13 anni or sono. Nel 2012 viene inserito nel piano triennale delle opere pubbliche del comune di Palermo, ma senza un euro di finanziamento
Politica
di Elio Sanfilippo

La politica, la storia e l’entusiasmo di zio Emanuele

Ci sarà tempo per ricordare la figura di Emanuele Macaluso, il suo impegno politico per liberare dal bisogno e dalla sofferenza la gente più povera e indifesa, migliorare le condizioni di vita dei lavoratori, tutelando diritti e dignità

In ricordo del Gattopardo: un romanzo che ci aiutò a capire la Sicilia e i siciliani

L’11 novembre 1958, usciva per i tipi della casa editrice Feltrinelli, Il Gattopardo, capolavoro e unico romanzo di Giuseppe Tomasi principe di Lampedusa. Il successo editoriale, in parte inaspettato, fu eccezionale, le edizioni si susseguirono una dopo l’altra con un ritmo che si riscontra in pochissimi casi per quanto riguarda il nostro panorama editoriale
Blog
di Giovanna Di Marco

Lidliota. E non è un romanzo

Ora mi chiedo come ci siamo ridotti se davvero su internet vanno a ruba le scarpe vendute alla Lidl a prezzi esorbitanti, perché pare che
Segreti e non misteri
di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin