Comunali 2018, Paolo Reale: "Insieme verso una Siracusa diversa" :ilSicilia.it
Siracusa

il programma del candidato del centrodestra

Comunali 2018, Paolo Reale: “Insieme verso una Siracusa diversa”

27 Maggio 2018

SIRACUSA – Tanta gente e tanto affetto, ieri sera, per il candidato sindaco di Siracusa, Ezechia Paolo Reale, che dal palco di piazza della Repubblica ha aperto la campagna elettorale. Accanto a lui i rappresentanti delle otto liste a suo sostegno: Vincenzo Vinciullo per Siracusa protagonista con Vinciullo, Stefania Prestigiacomo, Bruno Alicata ed Edy Bandiera per Forza Italia, Giovanni Magro per l’Udc, Giuseppe Napoli per Fratelli d’Italia, Gaetano Cutrufo per Amo Siracusa, Gianluca Scrofani per Cantiere Siracusa – Evoluzione Civica, Giancarlo Confalone per Popolari e Autonomisti e Salvo Sorbello per Progetto Siracusa.

Un ringraziamento particolare Ezechia Paolo Reale l’ha poi rivolto ai 256 candidati al Consiglio comunale «che stanno combattendo – ha detto il candidato sindaco – la battaglia del consenso per restituire dignità a Siracusa».

ezechia-paolo-realeFari puntati, quindi, sul programma elettorale. «Un programma realizzabile – ha detto Ezechia Paolo Reale – nel tempo di un mandato consiliare e fondato su valori che caratterizzano da sempre il nostro agire: competenza, legalità, indipendenza, partecipazione, solidarietà e innovazione. Sulla base di questi valori realizzeremo un programma che ci conduca verso una città diversa e verso un futuro migliore, ovvero nella modernità. Ma non lo faremo in modo dilettantesco o improvvisato, bensì all’interno di un grande progetto culturale che parta dalla lotta alla povertà, passi dall’efficienza dei servizi pubblici e arrivi allo sviluppo. E’ questo l’unico grande disegno che caratterizza otto importanti forze politiche della città e che otto importanti forze politiche della città consegneranno a Siracusa e ai siracusani in 5 anni di buon governo. Questo programma – ancora il candidato sindaco – sta avendo successo e sta riscuotendo sorrisi tra la gente che comprende l’arrivo del cambiamento. Cominceremo infatti subito a rompere la cortina di privilegi e ad abbattere le barriere che separano il cittadino dall’Amministrazione comunale. Anzi, restituiremo tutte le istituzioni al cittadino. Il programma di democrazia partecipata che abbiamo messo in campo è, infatti, un programma avanzato, studiato su democrazie europee che hanno saputo creare comunità facendo partecipare i cittadini a ogni decisione che riguarda la città».

Reale ha continuato illustrando «le due direttrici che abbiamo indicato: quella dello sviluppo e l’altra della tutela. Perché non c’è stato, non ci può essere e non ci sarà sviluppo senza la capacità di intercettare i fondi europei all’interno di un progetto strategico. Perciò intendiamo creare un Ufficio Europa che abbia la possibilità di intercettare fondi europei ma, soprattutto, di seguire poi i bandi con progettazione, rendicontazione ed esecuzione. Inoltre, avremo un assessorato dedicato esclusivamente a ciò. Necessità, queste, per dire basta a edifici abbandonati, strade dissestate e servizi pubblici non funzionanti: criticità in altre realtà superate semplicemente con l’attenzione, la dedizione e la cura dell’interesse pubblico: ciò che stiamo proponendo ai siracusani».

Il candidato sindaco ha quindi illustrato la direttrice della tutela spiegando come «fin quando ci saranno zone come Tivoli prive di fognatura o come Cassibile senza metano, o fin quando ci saranno  concittadini senza speranza, che hanno davanti solo la povertà e restano privi di servizi pubblici  non ci potrà essere futuro per Siracusa. Quando ciascuno di noi pensa di rappresentare tutti deve partire proprio dalle condizioni dei più deboli. E questo è stato il motivo trainante dell’unione su questo programma: la volontà di trattare le periferie come territori della città non diversi dagli altri, di guardare in faccia gli “ultimi” e di ascoltare direttamente il loro disagio. Noi non abbiamo paura di parlare con le persone che hanno bisogno e di ascoltare i loro problemi. Abbiamo l’autorevolezza per dire i no necessari ma anche l’intelligenza e la competenza di comprendere che se non risolviamo i problemi di grande disagio sociale, questa città non sopravviverà. E la squadra coesa che abbiamo creato è in grado di fare tutto ciò».

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