Comunali Messina 2018: ecco i primi nomi per la sindacatura :ilSicilia.it
Messina

Le Regionali lanciano lo sprint per la sindacatura

Comunali Messina 2018: ecco i primi nomi per la sindacatura

di
24 Ottobre 2017

Aspettando l’ormai imminente test politico delle Regionali, il voto del 5 novembre sembra già destinato a tracciare la strada verso le Comunali 2018 a Messina. Chi ha già lanciato con largo anticipo la sua campagna elettorale è Cateno De Luca, il leader di Sicilia Vera che corre anche lui per l’Ars ma sta effettuando diversi comizi nei quartieri della Città Metropolitana. Il numero di voti che otterrà tra due settimane a Messina sarà già il “termometro”, un banco di prova, che potrà dire se riuscirà a decollare la sua lunga volata verso la sindacatura.

E sulla prima poltrona di Palazzo Zanca c’è attualmente, e punta a riconfermarsi per altri cinque anni, Renato Accorinti, che già prepara la sua ricandidatura. Accorinti tenterà il bis, una riconferma che stavolta appare una missione più complicata rispetto alle elezioni della primavera 2013. Il sindaco “Free Tibet” però non vuole mollare e sta lavorando intanto per serrare le fila di “Cambiamo Messina dal Basso“, il movimento che lo ha sostenuto in questi quattro anni e mezzo.

A dispetto delle puntuali smentite arrivate sinora a più riprese su questa prospettiva, chi potrebbe scendere in campo per le Comunali è il presidente uscente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, in corsa anche lui per le Regionali e che starebbe valutando l’ipotesi di candidatura a sindaco soprattutto in caso di sconfitta il 5 novembre alle urne della coalizione che sostiene Fabrizio Micari. A quel punto, di fronte allo scenario di una legislatura da deputato di opposizione, Ardizzone valuterebbe la scalata a Palazzo Zanca.

Alle Comunali 2018 a Messina una candidatura a sindaco, ovviamente, la esprimerà il Movimento Cinque Stelle e anche qui lo scenario è legato a quanto accadrà fra due settimane, all’atto in cui si avrà l’esito delle Regionali. Il nome di riferimento del movimento grillino su Messina è quello di Valentina Zafarana, la portavoce all’Ars del M5S in questa legislatura. Zafarana, in caso di affermazione di Cancelleri alle Regionali, è destinata ad andare a completare la squadra di governo in Giunta a Palermo, ma se il voto del 5 novembre dovesse decretare un altro presidente della Regione, a quel punto si comincerebbe a valutare un altro percorso in vista delle Comunali 2018 a Messina. E in quest’ultima ipotesi, per provare a sparigliare lo scacchiere politico, non sarebbe da escludere una nomination a sindaco proprio per la Zafarana.

C’è gran fermento, per forza di cose, nel centrosinistra e quando ormai sta per terminare la legislatura targata Crocetta, spuntano già i primi spifferi per la corsa alla sindacatura delle Comunali 2018 a Messina. Il nome che potrebbe essere scelto qui per tenere unito il fronte è quello dell’attuale assessore regionale ai Beni Culturali, Aurora Notarianni, che già nel 2013 era arrivata ad un passo dall’investitura da parte del Megafono ed il cui nome figurava anche nella lista messinese di “Arcipelago Sicilia” di recente esclusa dalla competizione per l’Ars per la questione fatale dei 7 minuti di ritardo nella presentazione della lista.

Fluida e ancora indecifrabile la situazione nel centrodestra, dove Forza Italia stavolta punterà ad esprimere il nome del candidato e gli equilibri dipenderanno dall’esito delle Regionali. Su questo fronte si parla, tra gli altri, di Nino Germanà, da poco rientrato tra gli azzurri dopo aver militato nel gruppo degli alfaniani, ma non sarebbero da escludere altri nomi come quello dell’ex deputato Francesco Stagno d’Alcontres. Quest’ultimo è un nome gradito ad Energie per l’Italia di Stefano Parisi, che tra l’altro in ambito provinciale si è già affidato al taorminese Salvo Cilona (assessore al Turismo del Comune di Taormina), da sempre vicino politicamente a D’Alcontres.

 

© Riproduzione Riservata
Tag:

Fuori dal coro

di Pietro Busetta

Caro ministro Carfagna, dove lo trova tutto questo ottimismo?

Cara ministra Mara Carfagna, purtroppo il suo ottimismo non è condivisibile! Lei saprà, spero, le dimensioni delle problematiche siciliane! Lei sa che in Sicilia mancano un milione di posti di lavoro per arrivare al rapporto popolazione occupati dell’Emilia Romagna! E che quindi continueremo a perdere ogni anno 25.000 persone che non troveranno lavoro e che dovranno emigrare?

Wanted

di Ludovico Gambino

Giorgio Armani veste il David di Michelangelo per Dubai

La scultura, quella vera, è uno degli emblemi del nostro Rinascimento nonché simbolo dell'Italia nel mondo, originariamente collocata in Piazza della Signoria, per rappresentare la Repubblica fiorentina vigile e vittoriosa contro i nemici. L'opera, alta oltre cinque metri per cinque tonnellate di marmo di Carrara, ritrae l'eroe biblico nel momento in cui si appresta ad affrontare Golia, come ci racconta l’Antico Testamento.

Rosso di sera

di Elio Sanfilippo

La Sicilia e la Resistenza

La Sicilia non ebbe modo di partecipare alla fase finale che determinò la caduta del Fascismo. Essa rimarrà estranea agli avvenimenti del 25 luglio e dell’8 settembre segnati dalle dimissioni di Mussolini, dalla fine dell’alleanza con la Germania di Hitler dopo l’armistizio firmato dal maresciallo Pietro Badoglio
Banner Telegram

Alpha Tauri

di Manlio Orobello

“Il Paradiso perduto“

Scendeva il crepuscolo mentre l’aereo si accingeva ad atterrare a Punta Raisi. La costa fra Carini e Capo Rama appariva già punteggiata dalle luci dei paesi e delle innumerevoli abitazioni che la costellano e che si riflettevano sempre di più nella cerchia dei monti, man mano che la luce del sole tendeva a scomparire.
Banner Ortopedia Ferranti

Segreti e non misteri

di Alberto Di Pisa

Lincoln come Kennedy, il potere dei soldi

Il 14 aprile 1865, Abramo Lincoln, sedicesimo presidente degli Stati Uniti, fu assassinato raggiunto da un proiettile calibro 44 sparatogli alla testa da un sicario. fu ucciso mentre, dal palco presidenziale, assisteva alla commedia musicale Our American Cousin
Banner Skin Deco