Con l'influenza alle porte si pensa al vaccino: quando e perché farlo? Risponde il professore Vitale :ilSicilia.it

Con l’influenza alle porte si pensa al vaccino: quando e perché farlo? Risponde il professore Vitale

5 Novembre 2018

Siamo già in autunno e anche se il tempo è caratterizzato ancora da temperature primaverili ma con maltempo da tempesta tropicale, l’influenza è alle porte. Il vaccino contro l’influenza è un’arma per proteggere almeno le persone più a rischio di complicanze ed ho voluto affrontare questo argomento con un esperto della materia, il professore Francesco Vitale, professore ordinario di Igiene e Medicina Preventiva e Presidente della Scuola di Medicina dell’Università di Palermo.

Professore Francesco Vitale

Professore Francesco Vitale Siamo già a novembre, quando arriverà l’influenza?

L’influenza stagionale arriva in Italia proprio in questo periodo perchè si avvale dei repentini cambiamenti di tempo e soprattutto dell’abbassamento della temperatura. Nel nostro Paese i primi casi in cui il virus influenzale viene isolato, si osservano in nord Italia verso fine novembre mentre nelle regioni del Sud verso fine dicembre“.

Possiamo prevederne la gravità?

Purtroppo il reale impatto sulla salute che ogni anno hanno i virus influenzali, si può calcolare soltanto alla fine dell’epidemia stagionale. Tuttavia dai dati epidemici registrati nell’emisfero opposto, che ha subito prima di noi la stagione influenzale, possiamo trarre qualche previsione che nel caso di quest’anno ci allerta ancora una volta sulla maggiore severità della sindrome influenzale da virus H3N2 negli anziani e nei soggetti con malattie croniche di base“.

Molti medici consigliano troppo superficialmente terapie con antibiotici, un commento

Gli antibiotici sono farmaci importanti ma che non esercitano alcuna azione sui virus e quindi sarebbero inutili nella gestione dell’influenza virale. Tuttavia, in alcune situazioni relative soprattutto a pazienti anziani e/o con alcune malattie croniche come il diabete, broncopneumopatie, patologie cardiovascolari ed altre per le quali esiste il rischio reale di una sovrapposizione batterica all’influenza virale, la terapia antibiotica può essere utilizzata anche a scopo profilattico. Importante è ricordare però che se si inizia una terapia antibiotica, questa deve essere seguita accuratamente in base alle indicazioni del medico sia per la posologia che per la durata dei giorni di somministrazione“.

Il vaccino è già disponibile?

Il vaccino è già disponibile nei centri vaccinali e gli studi dei Medici di Medicina Generale presso cui tutti i cittadini potranno recarsi per essere vaccinati“.

E a chi deve essere somministrato?

Il vaccino antinfluenzale va somministrato prioritariamente a tutti i soggetti a partire da 65 anni con o senza fattori di rischio, alle donne in gravidanza e poi a tutte le persone di qualunque età dai 6 mesi di vita in poi che soffrono di malattie che possono aumentare il rischio che una forma influenzale possa complicarsi in una forma severa che porti ad ospedalizzazione o peggio a ricovero in terapia intensiva. Non vanno poi dimenticate tra le categorie da vaccinare con priorità gli Operatori Sanitari ed i lavoratori delle forze dell’ordine“.

Un commento finale sulla sicurezza di questo come degli altri vaccini?

I vaccini influenzali disponibili in Italia sono vaccini costituiti da antigeni virali e pertanto rientrano nei massimi canoni di sicurezza. Tutti i vaccini sono sottoposti a studi e trial clinici sul campo che riguardano migliaia di persone sulle quali si valutano sia l’efficacia che la comparsa di eventuali effetti collaterali e quindi la sicurezza. Inoltre l’AIFA sostiene un programma di controllo sugli eventuali effetti avversi dei vaccini che dimostra come i principali effetti collaterali siano solo quelli di tipo locale nella zona di inoculo mentre siano rari quelli generali  e rarissimi quelli severi. Per il vaccino antinfluenzale gli effetti collaterali osservati di solito si limitano ad arrossamento/indurimento nel punto di inoculo ed a transitorio appesantimento dell’arto superiore“.

E’ importante ascoltare gli esperti e praticare il vaccino nei casi indicati. Nel ringraziare Francesco Vitale per il tempo che ha voluto dedicarci, raccomando a tutti coloro volessero ulteriori dettagli di chiedere al proprio medico di medicina generale che saprà consigliare i propri pazienti nel migliore dei modi.

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