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Le Politiche potrebbero essere il 13 ottobre

Conte da Mattarella, per ora niente dimissioni ma c’è già una data per il voto

8 Agosto 2019

Alta tensione nel governo, dopo la bocciatura al Senato della mozione M5s contro la Tav. Dopo la giornata di ieri che ha visto il no del Senato alla mozione Cinquestelle, oggi il premier Giuseppe Conte si è recato al Quirinale dal Capo dello Stato, dopo che lo stesso presidente del consiglio e i due vicepremier avevano annullato tutti gli impegni previsti in agenda.

L’incontro fra Conte e Mattarella è durato circa un’ora. Il premier, che si è mostrato sorridente, non ha risposto alle domande dei cronisti che gli chiedevano conferma.  Secondo quanto si apprende da fonti istituzionali vicine allo stesso Conte, è stato fatto il punto della situazione, ma non si sarebbe parlato di apertura di crisi e tanto meno di dimissioni del premier.

Tuttavia, pare che Conte e Mattarella abbiano addirittura ipotizzato una data per le elezioni politiche anticipate, qualora le tensioni nel governo giallo-verde dovessero portare a un punto di non ritorno e si dovesse aprire formalmente la crisi: la data è quella del 13 ottobre.

Pare, infatti, che la spaccatura fra Lega e Movimento 5 Stelle non lasci possibilità alcuna di approcciarsi alla manovra finanziaria di autunno con quella compattezza e serenità che la Legge di stabilità richiede e dunque, questo renderebbe difficile la prosecuzione dopo l’estate con il medesimo governo.

Le prossime ore, dunque, saranno cruciali, dopo che Matteo Salvini ieri sera dal palco di Sabaudia non aveva lasciato spazio a dubbi, dicendo che nel governo qualcosa si era rotto. Intanto, Luigi Di Maio ha visto questa mattina i capigruppo M5S Francesco D’Uva e Stefano Patuanelli a Palazzo Chigi.

La Lega: l’unica alternativa è il voto

Intanto, a chiudere la porta a ipotesi alternative è la Lega: l’unica alternativa è il voto dicono dal Carroccio.Mai chiesto né chiederemo poltrone – recita una nota della Lega – lontani da qualsiasi ipotesi di rimpasto di governo.
C’è la consapevolezza e la presa d’atto che, dopo le tante cose buone fatte, da troppo tempo su temi fondamentali per il Paese come grandi opere, infrastrutture e sviluppo economico, shock fiscale, applicazione delle autonomie, energia, riforma della giustizia e rapporto con l’Europa tra Lega e 5stelle ci sono visioni differenti.
Il voto di ieri sulla TAV ne è solo l’ultima, evidente, irrimediabile certificazione.
L’Italia ha bisogno di certezze e di scelte coraggiose e condivise, inutile andare avanti fra no, rinvii, blocchi e litigi quotidiani.
Ogni giorno che passa è un giorno perso, per noi l’unica alternativa a questo governo è ridare la parola agli Italiani con nuove elezioni”.

Si allontana l’ipotesi alternativa con un rimpasto corposo di governo, che potrebbe vedere saltare le poltrone dei ministri Toninelli e Trenta, come chiesto dalla Lega, e che potrebbe far scricchiolare anche quella del ministro Tria. Intanto, i pontieri sono al lavoro per cercare di riavvicinare Salvini e Di Maio e scongiurare l’apertura formale della crisi.

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