Contrabbando di carburante. 5 Arresti della Gdf a Trapani, Palermo e Catania. 100 gli indagati [Video] | ilSicilia.it :ilSicilia.it
Catania

Operazione in collaborazione con i funzionari dell'Agenzia delle Dogane

Contrabbando di carburante. 5 Arresti della Gdf a Trapani, Palermo e Catania. 100 gli indagati [Video]

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19 Dicembre 2016

Arresti domiciliari e sequestro da 40 milioni di euro per frode. Coinvolte oltre cento persone, cinque ai domiciliari e sigilli a due aziende, tra le più importanti in Sicilia. E’ l’indagine eseguita stamane dal Nucleo di Polizia Tributaria di Trapani in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane. L’indagine è stata condotta dalla Procura di Marsala e ha posto i sigilli alla Pinta Zottolo Spa di Mazara del Vallo, uno dei depositi fiscali di carburante più importanti della Sicilia (con capacità di stoccaggio di circa 4 milioni di litri di oli minerali) e la Messana Saverio Srl di Alcamo.

Ai domiciliari Nunzio Santi Villari (Pinta Zottolo srl) di Mazara del Vallo, Vincenzo Messana (Messana srl) di Alcamo, Giuseppe Lo Presti di Palermo, Eugenio Barbarino e Alessandro Tirendi di Catania. Sotto sequestro anche impianti, attrezzature, e autocisterne e del prodotto petrolifero destinati. I sequestri ammontano ad oltre 40 milioni di euro. Un meccanismo fraudolento dedito all’evasione fiscale che in soli 2 anni avrebbe consentito all’organizzazione di evadere oltre 25 milioni di euro (tra iva e accise) aumentando esponenzialmente il proprio volume d’affari e acquisendo un ruolo di supremazia sul mercato dei carburanti. Numerose le fonti di prova, tra cui alcune intercettazioni che hanno consentito di accertare che la Pinta Zottolo “aveva simulato la denaturazione di enormi quantità di gasolio da destinare ad usi agevolati (con aliquota fortemente scontata o esente) ed emesso falsi documenti di trasporto e false fatture di vendita dello stesso prodotto nei confronti di clienti compiacenti o talvolta addirittura completamente estranei ed ignari di essere destinatari solo cartolari del prodotto petrolifero”

Secondo la ricostruzione, corroborata dalla valutazione del Gip del Tribunale di Marsala, la società per azioni aveva precostituito cospicue scorte di carburante da destinare all’autotrazione (che sconterebbe un’aliquota d’imposta notevolmente maggiore) da poter commercializzare, completamente “in nero”, destinandole a vari operatori di settore compiacenti.

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