Cop15, Wwf: "Governi investano contro la perdita della biodiversità" :ilSicilia.it

l'appello in vista della Conferenza mondiale delle Nazioni Unite

Cop15, Wwf: “Governi investano contro la perdita della biodiversità”

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12 Ottobre 2021

Dalla Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla biodiversità, la Cop15 – la cui prima sessione è in programma a Kunming in Cina dall’11 al 15 ottobre e la seconda dal 25 aprile all’8 maggio 2022 – il Wwf si aspetta “che i governi del mondo investano in natura per invertire la curva della perdita di biodiversità”, “che può difenderci dalle pandemie e dal cambiamento climatico” e chiede di portare “da 100 a 700 miliardi di dollari gli investimenti per non far estinguere un milione di specie”.

L’associazione ambientalista ricorda che “per invertire la curva della perdita di biodiversità dovremmo far crescere di 6 volte gli investimenti che attualmente vengono stanziati ogni anno su scala globale (da 100 miliardi a 700 miliardi di dollari, fonte Unep e Undp, le agenzie Onu sull’ambiente e lo sviluppo) perché non possiamo permetterci di provocare l’estinzione di un milione di specie vegetali e animali che sono già oggi a rischio (come è stato attestato nel 2019 da Ipbes – l’Intergovernamental Science-Policy Platform on Biodiversity and Ecosystem Services dell’Onu, l’equivalente per la biodiversità al ruolo dell’Ipcc per il cambiamento climatico)“.

Lin Li, direttrice Global Policy e Advocacy del Wwf Internazionale, a proposito dell’attuale bozza della Cop15, afferma in una nota: “Il testo della Dichiarazione di Kunming è molto generico e privo di misure concrete per la sua attuazione, ma segnala la direzione da prendere. Se adottata, la Dichiarazione sarà molto significativa, perché riconosce che l’obiettivo del Gbf (Global Biodiversity Framework) post-2020 dovrebbe essere quello di invertire la perdita di biodiversità entro il 2030. Il testo afferma inoltre che, per riuscire a garantire un mondo ‘nature-positive’, occorre, da un lato, migliorare le attuali azioni di conservazione, dall’altro agire sul fronte della produzione e dei consumi non sostenibili. Questi sarebbero progressi importanti”.

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