Coronavirus a Villafrati, il sindaco: "Il contagio è venuto da fuori ma basta caccia alle streghe" :ilSicilia.it

le parole di Franco Agnello

Coronavirus a Villafrati, il sindaco: “Il contagio è venuto da fuori ma basta caccia alle streghe”

26 Marzo 2020

Spasmodico il lavoro del sindaco di Villafrati che in queste ore il suo paese è attanagliato da un serio problema creato dal covid-19. Numerose sono le telefonate con le istituzioni e la protezione civile per cercar di arginare il dramma e col passare dei giorni riportare ad una quasi normalità il suo paese che ad oggi è marchiato come zona rossa.

A fare il punto della situazione, in diretta Facebook, in questi giorni è stato il sindaco Franco Agnello. Il primo cittadino ha chiarito “che ci sono 72 casi positivi. Si tratta di 50 ospiti di Villa delle Palme e dieci di loro sono già condotti all’ospedale di Partinico. Gli altri 22 sono operatori sanitari che lavorano presso la struttura“.

La notizia della trasformazione in zona rossa ha “travolto” il paese. Tutto è partito dalla Rsa. Domenica, dopo i primi casi positivi, l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza aveva annunciato che la struttura era stata posta in isolamento. Ma i tamponi positivi aumentavano di ora in ora tanto da fare scattare la misura più rigida.

Da ieri le forze dell’ordine presidiano ingresso e uscita dal territorio comunale e si può varcare i confini sono per comprovate esigenze, unica deroga per chi deve garantire servizi essenziali.

Ma la domanda che in molti si chiedono per adesso è: “Come è arrivato il covid-19 all’interno di una casa di cura a Villafrati?”.

Per il sindaco non ci sono assolutamente dubbi: “Il virus è arrivato da fuori al paese. Oltre i casi della casa di riposto non esiste nessun caso in paese. Si sarebbe già sviluppato se il focolaio fosse qui a Villafrati. Non ho condiviso la strategia degli organi di stampa. Hanno preso un audio che girava tra i social per costruire una notizia. Quantomeno doveva essere citata il nome di chi affermava che la colpa poteva essere della universitaria che studia a Milano. Ma qui non parliamo nemmeno di colpa. Se poi è arrivato da una ragazza, o da un professionista questo, io ad oggi, non mi sento di affermarlo”. 

“Potrebbe essere stata anche la ragazza – prosegue Agnello –; però metterla alla gogna, perchè?  Ipotizzando anche che fosse stata lei, che colpa ne avrebbe. Avrebbe una colpa se sapesse di essere positiva. Pure io oggi potrei essere positivo e contagiare i miei collaboratori”.

“Per me non è un problema di caccia alle streghe. E’ giusto trovare il nesso per le misure di contenimento e le misure adottate per i familiari dei contagiati qui a Villafrati”. Afferma a IlSicilia.it.

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