Coronavirus, confronto tra sindacati: "600 euro di bonus non bastano, si adotti l'utilizzo immediato delle 'royalties'" :ilSicilia.it

La richiesta dei sindacalisti

Coronavirus, confronto tra sindacati: “600 euro di bonus non bastano, si adotti l’utilizzo immediato delle ‘royalties'”

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16 Aprile 2020

Si è appena concluso un lungo confronto tra i vertici delle organizzazioni sindacali degli operatori economici, Confcommercio, Confesercenti, Casartigiani e sindacato confederale Cgil, Cisl, Uil e Ugl.

Tutti i soggetti sociali hanno ribadito l’utilità del confronto, la preoccupazione del momento, gli effetti della crisi di ieri con quella di oggi il cui risvolto, ad oggi, nessuno può prevedere.

Ci sono, però, delle valutazioni oggettive per le quali non vi è necessità di scomodare grandi economisti: le attività sono chiuse da un mese e sicuramente le 600 euro di bonus non sono per nulla sufficienti per evitare la morte definitiva delle attività, dal bar alla pizzeria, dal parrucchiere all’agenzia viaggi, dalla pasticceria alla piccola impresa” dice una nota inviata dai sindacalisti”.

“Queste attività sono migliaia a Gela e nel territorio e sono tutte ad alto rischio di chiusura immediata, di licenziamento dei dipendenti dopo 9 settimane di cassa integrazione per Covid-19 – viene spiegato-. Sindacato dei commercianti e dei lavoratori condividono l’urgenza di non sottovalutare, da parte della politica, il fattore tempo e per tale ragione propongono l’utilizzo immediato delle “royalties”, milioni di euro, che il Comune di Gela da decenni incamera e, in barba al chiaro vincolo di spesa, utilizza da sempre per la spesa corrente quando invece vanno destinate alle attività produttive“.

Sia chiaro, e noi lo sosteniamo con responsabilità e rigore, la politica ha il dovere di offrire soluzioni immediate e concrete, noi non ci siamo limitati all’analisi del contesto che stiamo attraversando abbiamo scelto di andare oltre formulando una precisa proposta e sempre per essere coerenti diciamo pure che le royalties vanno destinate alle attività produttive entro 30 giorni – spiegano i sindacalisti-.Insieme ce la faremo” deve essere vita vissuta, non può essere né slogan né altro ma solo vita reale perché solo questa ci interessa perché in gioco ci sono 1200 posti di lavoro, la storia e la sfida di intere generazioni, di debiti e investimenti“.

Nessuno può permettersi di fare finta che il problema è di altri – concludono-, è di tutti e il mondo che uscirà fuori da questa crisi sarà un mondo diverso nel quale sarà utile la fantasia per reinventarsi e per questo oggi è utile restare in VITA”.

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