Coronavirus, il comune di Chiusa Sclafani eroga un fondo per le partite IVA :ilSicilia.it
Palermo

15.000 euro ripartiti fra gli aventi diritto

Coronavirus, il comune di Chiusa Sclafani eroga un fondo per le partite IVA

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7 Aprile 2020

Il sindaco di Chiusa Sclafani (PA) Francesco Di Giorgio ha individuato ed assegnato delle risorse per dare un aiuto concreto alle partita IVA del proprio territorio. In un momento nel quale diversi enti locali presentano grosse difficoltà a reperire risorse, il primo cittadino del comune palermitano concede liquidità fresche per il proprio tessuto economico.

Nell’attesa che le misure previste dal governo nei confronti delle partite iva diventino realtà e alla luce delle difficoltà riscontrate dalle stesse ad accedere al sito INPS per poter chiedere quanto previsto dal decreto cura Italia, nonché a seguito del fatto che diverse attività sono ormai chiuse da oltre un mese e chissà per quanto ancora lo resteranno, l’amministrazione comunale ha deciso di intervenire in tempi velocissimi individuando nel bilancio Comunale delle risorse pari a ben € 15.000 che sono state già assegnate agli uffici competenti, servizi sociali ed attività produttive.

Un avviso con modulistica allegata, che sarà disponibile sul sito del Comune. Il provvedimento, una tantum, che intende dare la possibilità a quelle aziende che sono rimaste chiuse e bloccate da provvedimenti governativi e regionali di poter accedere a un aiuto economico. In questo modo viene data la possibilità alle attività di ottenere un piccolo segnale da parte dell’istituzione comunale che è vicina a loro e li sostiene per quanto può“, sottolinea il primo cittadino.

Le risorse verranno così suddivise. “Esattamente è previsto che il 20% di queste risorse siano destinate a quelle attività che utilizzano prodotti deperibili e hanno subito il danno di doverle distruggere a causa della loro scadenza (ristoranti, pizzerie, laboratori di pasticceria, rosticceria ecc.), il 30% di queste risorse andranno a tutte quelle attività in locali in affitto, il restante 50% a tutte quelle attività che sono state bloccate dai DPCM e dalle Ordinanze del Presidente della Regione, o comunque hanno subito rallentamenti sul loro lavoro. Le tre misure sono cumulabili tra loro“.

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