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Coronavirus, il sindaco di Lampedusa: “Più controlli in mare, non abbiamo altre strutture”

18 Marzo 2020

Durante l’emergenza del coronavirus, il sindaco di Lampedusa e Linosa Totò Martello, tramite il suo Facebook, lancia un messaggio ai suoi cittadini con tanto di hashtag “#insiemecelafaremoe spiega le decisioni prese in quest’ultimo periodo.

Care concittadine e cari concittadini, ci tengo innanzitutto a dirvi “grazie” per i sacrifici che, con grande senso di responsabilità, state sopportando in questo momento. So bene che per ognuno di voi non è facile affrontare questa situazione che ci ha costretto a modificare le nostre abitudini quotidiane, in molti casi a rinunciare a parte della nostra vita affettiva, e che ci prospetta difficoltà dal punto di vista economico e lavorativo“.

Stiamo vivendo un’emergenza sanitaria inaspettata e pesantissima – prosegue il sindaco -, e il nostro Paese sta dimostrando una enorme forza e compattezza. Sotto un certo punto di vista questa situazione drammatica ci ha fatto prendere coscienza di essere una comunità straordinaria, pronta ad anteporre l’interesse comune di tutela della salute pubblica a tutto il resto“.

Voglio ringraziare quanti in tutta Italia, specialmente medici ed operatori sanitari, stanno facendo enormi sforzi per la collettività. E voglio ringraziare tutti quelli che, in molti altri settori, sono impegnati senza sosta per permettere al nostro Paese non solo di affrontare l’emergenza, ma anche di essere pronto a ricominciare quando tutto questo sarà alle spalle“.

Il nostro Governo, se pur fra mille difficoltà, sta mettendo in campo misure di sostegno alle famiglie, alle categorie produttive, alle attività commerciali ed imprenditoriali. Ed a livello locale la nostra Amministrazione Comunale sta facendo il massimo per assicurare alla cittadinanza il più alto grado di tutela possibile, garantendo i servizi essenziali – sottolinea Martello Sappiamo bene che la nostra è una realtà particolare, Lampedusa e Linosa hanno esigenze specifiche che non possono essere paragonate a quelle della stragrande maggioranza dei Comuni italiani. E sappiamo bene che Lampedusa, per la sua posizione geografica nel cuore del Mediterraneo, è da tempo meta delle rotte dei migranti in arrivo dall’Africa verso l’Europa”.

Alcuni di voi, non solo all’interno della nostra comunità, in questi giorni ed in queste ore si pongono una domanda: “se si attivano limitazioni agli spostamenti dei cittadini italiani, cosa si sta facendo in relazione agli sbarchi dei migranti?”.

Come sapete – anche se è opportuno ribadirlo – non spetta al Sindaco di Lampedusa decidere se fare sbarcare o meno migranti sull’isola: questa decisione spetta al Governo nazionale, in accordo con le Istituzioni della Comunità Europea – evidenzia il sindaco -. È evidente che in un momento di emergenza sanitaria come quello che stiamo attraversando, questo tema pone diversi nuovi aspetti da valutare, ad iniziare dalla necessità di far rispettare sul nostro territorio a chiunque e con il massimo rigore le stesse disposizioni che valgono per i cittadini italiani”.

In occasione degli sbarchi che sono avvenuti nei giorni scorsi  mi sono assunto le mie responsabilità: ho disposto, attraverso una ordinanza sindacale, che le 26 persone arrivate il 12 marzo fossero poste immediatamente in quarantena all’interno del Centro di Accoglienza, senza alcuna possibilità di entrare in contatto con la popolazione locale. E così è stato: sono tuttora all’interno del Centro ed è attivo un costante monitoraggio sanitario, oltre ad un controllo per garantire che nessuno si allontani dalla struttura – spiega Martello-. I migranti arrivati sull’isola in un secondo momento sono stati trattenuti nell’area del Molo Favaloro e subito dopo trasferiti in altre località, così come avevo chiesto. Questa decisione non significa, come qualcuno ha strumentalmente detto, “scaricare il problema su altri”: si è trattato dell’unico provvedimento possibile, dal momento che qui a Lampedusa non vi sono altre strutture oltre al Centro di Accoglienza già occupato dalle 26 persone che come è ovvio, essendo in quarantena, non possono entrare in contatto con altri soggetti.

Ho chiesto al Ministero degli Interni di predisporre misure che garantiscano, in caso di eventuali futuri “soccorsi in mare”, il trasporto diretto dei migranti in altre località. Ho chiesto di rafforzare i controlli in mare da parte delle Forze dell’Ordine e delle istituzioni competenti”.

È evidente che se dovessero verificarsi altri sbarchi “autonomi”, cioè persone che a bordo di piccole imbarcazioni arrivano direttamente sull’isola, non potremo fare altro che chiedere – come già avvenuto – di farli stazionare in un’area circoscritta e distante dal centro abitato fino al loro trasferimento in altre località idonee all’accoglienza, effettuando ogni interveto con la massima attenzione per garantire la tutela sanitaria degli operatori”.

Si tratta di richieste che non avrei mai immaginato di dover fare fino a poche settimane fa, ma che alla luce di ciò che sta accadendo ritengo necessarie – sottolinea il sindaco -. Lampedusa è un’isola di appena 22 chilometri quadrati, abbiamo un solo Centro di Accoglienza. Bisognerà agire nel pieno rispetto dei diritti umani di ogni migrante, tenendo presente al tempo stesso il diritto dei cittadini di Lampedusa e Linosa alla massima tutela della salute pubblica in relazione all’attuale emergenza sanitaria legata al Coronavirus. Quella che stiamo vivendo è una situazione nuova, e vi assicuro che tutti noi all’interno dell’Amministrazione Comunale stiamo lavorando senza sosta, facendo tutto il possibile per fronteggiarla con il più altro senso di responsabilità.

Dunque, care concittadine e cari concittadini, continuiamo ad osservare le misure indicate dal Governo, ed evitiamo di lasciarci confondere da polemiche strumentali – conclude Martello -. E soprattutto, in questi giorni davvero complicati, non dimentichiamoci la storia di Lampedusa. Non dimentichiamoci la nostra forza ed il nostro coraggio che ci hanno aiutato, anche in passato, a superare altre situazioni difficili. #insiemecelafaremo.

 

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