Coronavirus, Marika da Shanghai a Partinico: "Nessuna solidarietà una volta in Sicilia". :ilSicilia.it
Palermo

le parole della giovane di Partinico

Coronavirus, Marika da Shanghai a Partinico: “Nessuna solidarietà una volta in Sicilia”.

21 Febbraio 2020

Dopo Alcamo succede a Partinico. E il mood è sempre lo stesso. La paura di contrarre il Coronavirus mette in difficoltà una compaesana tornata dalla Cina, assolutamente sana.

E se Dalila Adragna, rientrata in Sicilia dalla Cina, con scalo a Bangkok, ha denunciato la cattiva gestione della situazione in Italia da parte della Farnesina e del Ministro della Salute Speranza, Marika Digato scrive sui social della cattiva informazione sull’epidemia, tradotta in allarmismo e pesanti offese nei suoi riguardi da pare di molti partinicesi

Intanto qualche giorno fa, Matteo Bassetti, virologo e presidente della Società terapia anti-infettiva scriveva sui social: “Continuiamo a tenere alta l’attenzione anche in Italia, ma la situazione sembra sotto controllo. Basta proclami catastrofici. Che le cassandre di tacciano“. Parole smentite dai fatti di quest’oggi in provincia di Milano. sei sono i casi di coronavirus al momento trasmessi in Italia. Sono una sessantina le persone che sarebbero entrate in contatto con il 38enne ricoverato a Codogno: per loro è scattata la quarantena. Non è ancora stato definito se i giorni sotto controllo sanitario verranno trascorsi in una struttura ad hoc o nelle proprie abitazioni.

Ma la paura a Partinico è arrivata ad un livello così alto che ha indotto Marika a recarsi nel Nord Italia dal fidanzato, anche se dice che tornerà presto in Sicilia: “Adesso che sono andata via dal mio paese – scrive su Facebook – ci tenevo a fare una riflessione personale per tutta quella gente (non poca) che non sapendo mi ha puntato il dito contro. Sono tornata in Italia dopo una settimana chiusa in casa nel mio appartamento a Shanghai con i miei amici, abbiamo attraversato dei momenti duri, di immenso sconforto, di tristezza e di delusione. Abbiamo ricevuto tanti messaggi di solidarietà, di vicinanza e di affetto. Purtroppo tutto questo affetto è scomparso una volta messo piede in Sicilia. Non avrei mai messo a rischio la mia famiglia, i miei amici e il mio fidanzato se io avessi avuto il minimo dubbio di avere qualcosa! Siamo stati in contatto con il consolato italiano a Shanghai, con medici italiani che vivono a Shanghai, abbiamo misurato la febbre giorno per giorno e siamo stati in isolamento prima di partire proprio per evitare di contrarre il virus. Shanghai dista circa 850 km da Wuhan e i contagi erano davvero irrisori in città, per non contare che noi non abbiamo frequentato nessuno prima di tornare in Italia. Ma non è questo il punto”, afferma ancora su Facebook la ragazza che è stata in Cina per un viaggio studio.

Poi accusa i suoi compaesani e apre una parentesi sulle problematiche che potrebbe portare la distilleria Bertolino a Partinico. “Siete stati bravissimi a puntare il dito senza conoscere e senza sapere, sono andata dal mio fidanzato prima di tornare in Sicilia e ho lasciato ogni persona libera di vedermi o meno. Da qui ho capito tanto, ho capito chi ti ama nonostante tutto, ho capito chi si fida di te e ho imparato a riconoscere tanta gente che si nascondeva dietro ad una maschera fatta di perfezione. Imparate a giudicare dopo aver ascoltato ciò che una persona ha da dire, informatevi (fonti veritiere), imparate ad essere gentili con gli altri perché un giorno potreste essere voi dall’altra parte! 
E prosegue: “Mi rivolgo sopratutto a voi miei compaesani, che avete puntato il dito su di me dicendo che stavo minacciando la salute del paese, mi piacerebbe che usaste la stessa rabbia che avete avuto nei miei confronti verso qualcosa o qualcuno che da anni ci avvelena, non bisogna nemmeno fare nomi. Imparate a lottare per ciò che è giusto; imparate a giudicare dopo aver ascoltato; imparate ad essere solidali e non razzisti. Volevo anche dirvi che i cinesi che lavorano da anni nel nostro paese non sono un virus, sono persone come noi; discriminare gli altri soltanto per il colore della pelle o per la razza vi rende davvero piccoli! Se è questa la realtà in cui volete fare crescere i vostri figli fate pure, se invece volete cambiare la realtà siamo ancora in tempo per farlo partendo dall’amore per noi stessi e per gli altri. Pace e amore e forza Cina”.

Foto tratta da Facebook
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