Coronavirus, Musumeci a Leonforte: "Vinta la battaglia, non la guerra" :ilSicilia.it
Enna

la visita del governatore nelle ex zone rosse

Coronavirus, Musumeci a Leonforte: “Vinta la battaglia, non la guerra”

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5 Giugno 2020

 “La linea del rigore e della fermezza sul Covid-19 alla fine ha pagato. Enna è la provincia più colpita in Sicilia, abbiamo dovuto dichiarare due zone rosse. Oggi sappiamo che quella brutta esperienza è passata. Ma a dobbiamo sapere che è la battaglia che abbiamo vinto, non la guerra“. Lo ha detto il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, al termine della sua visita all’ospedale Ferro Branciforti Capra di Leonforte con l’assessore Ruggero Razza, oggi 5 giugno, dove è stato accolto dal sindaco Carmelo Barbera, dagli assessori e dalle autorità sanitarie.

“Ora dobbiamo sperare che gli scienziati riescano a trovare prima possibile il vaccino – ha aggiunto – così ci liberiamo da questo incubo. Noi avevamo già tanti problemi prima dell’epidemia e questo non ci voleva. Ora l’economia rischia di essere la nuova epidemia da affrontare“.

Su una possibile nuova ondata di contagi a settembre, Musumeci ha sostenuto che la Sicilia non si farà trovare impreparata. “Abbiamo capito che bisogna rivedere il sistema sanitario regionale – ha sottolineato – che era stato concepito senza tenere conto del rischio di eventuali calamità. Riguardo all’ospedale di Leonforte, serve qualche potenziamento strumentale soprattutto nella diagnostica e serve personale specializzato, ma purtroppo non riusciamo a trovarne, ma il problema riguarda tutte le regioni d’Italia”.

Una visita operativa – commenta il presidente della Regione Siciliana -. Questa provincia fortemente colpita dall’epidemia ha bisogno di guardare al futuro e diventa necessario, dunque, individuare subito quali siano le emergenze essenziali, sia quelle che deve affrontare la Regione, sia quelle che invece sono di competenza dello Stato, in modo che ognuno faccia la propria parte”.

“Noi – ha spiegato – abbiamo le idee chiare come dimostra la legge finanziaria che abbiamo predisposto e che prevede interventi per quasi tutti i settori produttivi. Qui, in particolare, su proposta del primo cittadino stiamo valutando la possibilità di realizzare una scuola media anti-Covid. Questa è una città ricca di storia, ma che ha anche uno zaino pieno di futuro e noi abbiamo il dovere di valorizzarlo fissando gli obiettivi, cercando le risorse e realizzando una proficua collaborazione tra le istituzioni”.

Il presidente ha voluto rassicurare sul fatto che l’epidemia “si è fortemente abbassata nei suoi segnali di allarme, nonostante non sia ancora sconfitta. Noi, comunque, siamo eventualmente pronti ad affrontare una seconda stagione epidemica. Occorre essere prudenti e sapere cogliere da questa esperienza la forza per rialzarci e andare avanti, sapendo che noi siciliani possiamo contare essenzialmente sulle nostre forze. Tutto quello che è stato appartiene al passato, adesso e’ necessario individuare gli obiettivi essenziali con il coinvolgimento della comunità e dei soggetti attivi del territorio. Aspettiamo di ricevere progetti realizzabili e soprattutto utili. La Regione ha il dovere di stare vicino ai sindaci. Dobbiamo guardare con particolare attenzione a quelle realtà colpite che hanno determinato condizioni di seria preoccupazione, perdite di vite umane, tensione sociali, cadute economiche”.

L’assessore Razza ha escluso che nella provincia di Enna si possano creare centri Covid. “Anche alla luce dei dati epidemiologici abbiamo ritenuto di dover ridurre al minimo l’impatto sulle strutture ospedaliere. In questo momento ci sono meno di 70 ricoverati in tutta la Sicilia e immaginare di immobilizzare ospedali che svolgono un ruolo di cura di soggetti che sono la stragrande maggioranza, cioè quelli non affetti dal virus, sarebbe stato un grave errore. Altra cosa – ha puntualizzato l’assessore – è immaginare un adeguamento delle strutture ospedaliere perchè magari possa esserci una seconda ondata, come ci dice l’Istituto superiore di sanità, e la necessità di attrezzare in autunno un numero maggiore di strutture rispetto a quelle che oggi sono impegnate”.

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