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l'intervento dell'esponente politico

Sanità, Pagano (Lega): “Medici eroi ma anche troppo spesso indagati”

24 Marzo 2020

“Mai come in questi giorni vengono chiamati “angeli” o “eroi” e, mediamente, svolgono il loro lavoro con dedizione e serietà non solo in momenti di emergenza come quello che stiamo vivendo. Però, troppo spesso, sono vittime di leggi e di un sistema giudiziario perfido in cui si insinuano tante speculazioni economiche. È dell’altro ieri la notizia di un bimbo nato morto nell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta e per questo triste evento un ginecologo e una ostetrica sono stati denunciati e quindi indagati dalla procura di Caltanissetta. La morte di questo angelo rattrista tutti noi e massima è la solidarietà alla famiglia, ma mai vorremmo leggere di questi episodi di denunce a medici che quotidianamente ed in ogni angolo d’Italia sono indagati”.

Così il deputato siciliano Alessandro Pagano, vicecapogruppo della Lega alla Camera.“Anche qui come in altre fattispecie, dopo l’emergenza Covid-19, si dovrà ridare fiducia ai medici mettendo fine a questo sistema legislativo barbaro che li fa denunciare ad ogni piè sospinto. Ci sono studi legali specializzatisi in azioni legali sanitarie e che macinano profitti solo con cause intentate per qualsiasi ragione, anche le più pretestuose. Cause che hanno contribuito a paralizzare il sistema sanitario italiano. Oggi il medico rischia quotidianamente la sua incolumità professionale, economica e personale. È stata oltrepassata la misura. I medici dovranno tornare a fare il loro lavoro con la serenità necessaria perché la loro missione è salvare vite o migliorarne la qualità”.

“Dopo questa terribile pandemia – conclude l’esponente leghista – massimo dovrà essere l’impegno affinché il medico possa continuare a svolgere il proprio lavoro senza paura di sbagliare. In un momento così doloroso, al netto dei pochi disertori che hanno presentato un certificato medico per restare a casa, lo dobbiamo agli uomini e alle donne che indossano un camice bianco e che sono in prima linea lontani dai propri cari e allo stremo delle forze”. 

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