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anche la sicilia corre ai ripari

Coronavirus, un numero verde per tutte le informazioni: ecco cosa fare

28 Gennaio 2020

Potenziato da oggi il numero verde 1500 del Ministero della Salute che fornisce gratuitamente ai cittadini informazioni, in italiano, inglese e cinese sul Coronavirus. Il numero è attivo 24 ore su 24.
Come si trasmette il coronavirus, quali i sintomi, quali i consigli per prevenire il contagio: sono queste alcune delle domande a cui è possibile trovare risposta, parlando direttamente al telefono con operatori del Ministero.

Il servizio telefonico normalmente fornisce informazioni sanitarie di diverso tipo, dalle vaccinazioni alle liste d’attesa, e da oggi è potenziato per rispondere anche alle domande dei cittadini sul virus partito da Wuhan. In Sicilia, intanto, si corre ai ripari per prevenire non tanto il contagio (che appare improbabile), ma la gran quantità di richieste di informazioni che potrebbero arrivare da pazienti che vogliono saperne di più o che presentano sintomi di influenza e hanno timore che possa trattarsi del virus.

E anche la Sicilia si sta attrezzando per prevenire eventuali emergenze. Proprio a questo scopo, oggi all’assessorato alla Salute è in programma una riunione fra la direzione del 118 e i primari di Epidemiologia e Malattie infettive degli ospedali siciliani, allo scopo di coordinare un’azione congiunta. La Sicilia non sarebbe preparata all’eventuale arrivo del virus (che, ripetiamo, secondo gli esperti è del tutto improbabile), perchè le unità di Malattie infettive, in tutto una quindicina, non sono tutte dotate di posti di isolamento respiratorio.

Intanto, una nuova ricerca sul corona virus 2019-nCoV rivela che il primo caso di infezione risale al primo dicembre e la persona infettata non era stata al mercato ittico di Wuhan. E’ quanto emerge dalla ricostruzione delle prime fasi dell’epidemia pubblicata sulla rivista The Lancet e segnalata dalla rivista Science sul suo sito. Dei primi 41 casi esaminati dal gruppo di ricerca cinese guidato da Chaolin Huang, dell’ospedale Jin Yin-tan di Wuhan, 27 (pari al 66%) erano stati al mercato a partire dal 10 dicembre.

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