16 Settembre 2019 - Ultimo aggiornamento alle 13.38
Trapani

Avrebbe manipolato imprenditori e fatto pressioni su un dirigente

Corruzione, arrestato il vicesindaco di Erice

1 Febbraio 2019

I carabinieri del Comando Provinciale di Trapani hanno arrestato, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari, Salvatore Angelo Catalano, assessore e Vicesindaco del Comune di Erice (Trapani). L’accusa è di corruzione e abuso d’ufficio.

Secondo le accuse Catalano ha realizzato interessi personali e privati ricorrendo all’inganno e mettendo in secondo piano il pubblico interesse. I reati sono stati commessi in concorso con alcuni appartenenti all’amministrazione comunale ericina, nonché alcuni consiglieri comunali. Catalano avrebbe manipolato imprenditori che, pur di accaparrarsi appalti per conto dell’amministrazione, distoglievano risorse pubbliche per gli interessi personali di Catalano o per i consiglieri comunali a lui vicini.

Le indagini hanno permesso di rilevare, tra l’altro, che alcuni imprenditori, a discapito di altri, erano soliti aggiudicarsi direttamente lavori pubblici con assegnazione diretta, giustificata da una situazione di disagio e d’urgenza, predisposta per l’occasione.

In particolare Catalano, abusando della sua funzione, avrebbe esercitato pressioni sul dirigente del settore lavori pubblici al fine di far aggiudicare i lavori di manutenzione della rete di illuminazione pubblica ad un’impresa, In un’altra occasione, Catalano, su istigazione di un consigliere comunale, avrebbe dato disposizioni ad un imprenditore che stava eseguendo lavori per l’amministrazione di interromperli per realizzare opere di abbattimento di una barriera architettonica presente nello spazio di marciapiede antistante il bar di proprietà di un congiunto dello stesso consigliere comunale, facendo sostenere l’intero importo al Comune. La contropartita il voto a favore del “piano rifiuti” predisposto in quel periodo dall’amministrazione comunale.

Catalano è stato posto agli arresti domiciliari, con l’utilizzo del braccialetto elettronico, presso la propria abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

 

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