Corte dei Conti: "Comune di Catania ha buco di 1 miliardo e mezzo". Pogliese: "Situazione drammatica" :ilSicilia.it
Catania

Rischio dissesto finanziario

Corte dei Conti: “Comune di Catania ha buco di 1 miliardo e mezzo”. Pogliese: “Situazione drammatica”

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24 Luglio 2018

Avvieremo un confronto nel merito con le istituzioni e la politica regionale e nazionale: Catania è la decima città d’Italia noi ci assumiamo le nostre responsabilità ma abbiamo bisogno di essere supportati nel percorso di risanamento. Chiedo ai cittadini, soprattutto a quelli che le tasse non le vogliono pagare, di essere altrettanto responsabili”. Lo ha detto il sindaco Salvo Pogliese sulla delibera della Corte dei Conti di Palermo che ha accertato la sussistenza delle condizioni per il dissesto finanziario dell’Ente per un ‘buco’ da circa 1,6 miliardi di euro.

“Il pronunciamento della Corte ci impone di essere sinceri verso la città – ha affermato l’assessore al Bilancio, il vice sindaco Roberto Bonaccorsi – Il nostro obiettivo è affrontare il problema e non rimpallare le responsabilità. Non ci sarà alcuna contrapposizione da parte nostra, alcun dito alzato a indicare qualcuno. Anzi, ogni contributo di merito è ben accetto. Le cifre sono quelle esposte dal sindaco. Sono debiti che appartengono a tutti noi, dobbiamo capire quali sono le risorse necessarie per farcene carico, tra quelle che abbiamo o potremmo avere nella disponibilità del Comune e quelle che dovremmo trovare. E’ certo che se non riusciamo a riequilibrare il dato tra il carico imponibile accertato e il riscosso, qualunque azione di risanamento possiamo immaginare avrà il respiro corto”.

Salvo Pogliese
Salvo Pogliese

“Abbiamo ereditato una situazione drammatica, il Comune di Catania ha un debito di un miliardo e cinquecentottanta milioni di euro”. Lo ha detto il sindaco Salvo Pogliese sulla delibera della Corte dei Conti di Palermo che ha accertato la sussistenza delle condizioni per il dissesto finanziario dell’Ente. “Dobbiamo valutare ciò che è meglio per la città – ha aggiunto Pogliese – invito tutti al senso di responsabilità, non è il momento delle polemiche, non ne farò; anche se le modalità della deliberazione della Corte individuano abbastanza chiaramente quello che è accaduto negli anni scorsi”.

La situazione debitoria del Comune ammonta a 1.580.078.603,99 euro al 15 giugno 2018, così come emerso dopo la ricognizione effettuata dall’assessore al Bilancio e vicesindaco Roberto Bonaccorsi. Il dettaglio degli importi relativi ad anticipazioni di cassa, debiti verso banche, mutui, fondo rotazione, passività per contenziosi di rischio medio e alto, debiti fuori bilancio, verso le partecipate e verso terzi, transazioni e ruoli esattoriali, si trova nelle schede allegate ( così come il prospetto degli interessi maturati).

Il dato complessivo fa riferimento ad un debito certificato di 1.247.294.159,53 euro, ai quali aggiungere 332.784.444,46 euro di interessi, arrivando all’importo totale di quasi 1,6 miliardi di euro.

A fronte dei numeri sul debito, il dato sulle entrate comunali registra un tasso di mancata riscossione molto significativo: prendendo a riferimento il 2017, con entrate accertate provenienti dalle imposte comunali nella misura di 278.260.150 euro, il riscosso ammonta a 210.914.396 euro.

“Se è vero che una parte dell’evasione riguarda coloro i quali non possono pagare – ha dichiarato il sindaco Pogliese – una parte rilevante riguarda coloro che fanno i furbi e non vogliono pagare, e la capacità stessa del Comune di incassare quanto accertato, che in passato è stata uguale a zero”.

La reazione dell’ex sindaco Enzo Bianco

Enzo Bianco“Abbiamo massimo rispetto per la Corte dei Conti siciliana, ma la sua decisione appare ingiusta e sbagliata e tutta la città deve contrastarla con un doveroso ricorso a Roma alle Sezioni riunite della Corte stessa, come fatto in casi analoghi con successo da altri Comuni”. Lo afferma l’ex sindaco di Catania, Enzo Bianco, sulla sussistenza delle motivazioni per le dichiarazione di dissesto dell’Ente.
Ho evitato in questi 5 anni come sindaco che la città andasse in dissesto – sottolinea Bianco – e lavorerò anche oggi per il medesimo obiettivo e per il bene della nostra Catania. La città, dunque, si mobiliti per il ricorso e lavoriamo tutti insieme per salvarla dal dissesto. Se il Comune non ha subito il dissesto negli ultimi quindici anni, quando la città era al buio e i creditori non venivano pagati – osserva l’ex sindaco – a maggior ragione risulta incomprensibile che venga dichiarato oggi in una situazione finanziaria chiaramente migliorata rispetto 5 o 10 anni fa. Ecco perché ci sono tutti i margini per ribaltare questa decisione che Catania non merita. Il dissesto sarebbe una mannaia per la città, che noi stessi abbiamo evitato di dichiarare quando ci siamo insediati nel 2013. Comporterebbe l’impossibilità di reperire finanziamenti per opere pubbliche, il drastico taglio dei servizi, a partire da quelli sociali, e la cancellazione di larga parte dei crediti vantati dai creditori e fornitori del Comune, con evidenti danni per tante piccole e medie imprese catanesi e per i loro dipendenti”.

pogliese e bianco catania
Pogliese e Bianco

Secondo l’ex sindaco di Catania “i giudici contabili di Palermo evidentemente non hanno ritenuto sostenibile il piano di risanamento in vigore, approvato nel 2012 dall’amministrazione Stancanelli, ma non hanno tenuto conto degli sforzi compiuti da Catania e dai catanesi in questi anni: il taglio dei trasferimenti nazionali e regionali (41 milioni in meno su base annua dal 2012), un’azione di trasparenza con l’emersione di centinaia di milioni di euro di debiti e contenziosi legali, l’azzeramento dei fitti passivi, la puntualità nei pagamenti dei dipendenti comunali e la diminuzione addirittura dell’80% dei tempi di attesa per i pagamenti ai fornitori. Superando chi in passato ha lavorato irresponsabilmente per il fallimento del Comune – chiosa Bianco – adesso occorre difendere la città a tutti i costi. Per quanto mi riguarda mi impegnerò con forza e serietà, come sempre fatto sia nel ruolo di maggioranza che in quello di opposizione“.

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