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Diventa una tomba se non si passa a miglior vita prima che degeneri

Cos’è il matrimonio?

16 Ottobre 2019

Il detto dice che il matrimonio è la tomba dell’amore. In effetti, ci sono molti zombie e mummie in giro. Oltre a essere un giorno dedicato allo sfarzo e a lussi che, spesso, sono sopra le nostre portate, oltre a essere un evento oggetto di truffe ad alto costo da parte di commercianti senza scrupoli, è anche un atto, non solo inteso come azione, ma anche inteso come contratto o negozio giuridico fra due o più persone.

A che serve? Solo per il coronamento di un sogno? Solo per indossare l’abito da sposa e vivere il più bel giorno della propria vita (perché mai più, nella normale/peggiore della ipotesi, ci potremo permettere una spesa del genere?)? Solo per incassare un po’ di magia e di felicità in un mondo di difficoltà e responsabilità?

disegni Laura Valenti, MatrimonioQuesta sacra unione comporta non solo piaceri ma, soprattutto, obblighi e doveri, fra i diritti. Ci si dovrebbe aiutare e sostenere in salute e in malattia, nel bene e nel male.

Mi piace molto la radice etimologica della parola che è costituita da “mater”, madre, e da “munus”, compito. Il matrimonio, infatti, è nato nell’antica Roma, ed è stato vissuto così fino ai tempi d’oggi, come il “compito della madre” mentre il padre andava in lungo e in largo, si trastullava con gli amici e le amanti oltre a, ovviamente, dedicarsi al duro lavoro!

I compiti, dunque, in questa forma relazionale, sono stati sempre non ben equiparati perché alla donna, in genere, non erano o non sono concesse pause, hobby, braccia conserte e il pettinar le bambole. E dopo una giornata/nottata di faticoso lavoro casalingo e materno arrivava l’uomo e si attribuiva l’intero stipendio. Vabbè, lasciamo stare, perché un velo non basta per nascondere la pochezza di questa mentalità. Forma mentis che, purtroppo, si eredita con i geni e viene amplificata dall’ambiente di riferimento.

Any way, con questo lemma ci si riferisce all’unione nuziale passata per la legittimazione giuridica, sociale e religiosa o civile. Cosa unisce due persone?

Ci sono diverse motivazioni alla base di questa scelta: le prime sono quelle sentimentali. Occorre vedere, però, se questi cosiddetti sentimenti sono “puri” o sono “malati”. Mi riferisco al cosiddetto “amore-bisogno” o a quello di soddisfare non tanto i propri bisogni ma quelli moralmente accettabili e condivisi con la propria famiglia. La famiglia di origine, in questo senso, condiziona molto queste decisioni e, spesso, portano a compiere passi inopportuni di cui, presto o tardi, si pagano brutte conseguenze.

disegni Laura Valenti, MatrimonioCi sono, poi, motivazioni sessuali. Tuttavia, capita che siano “fittizie” e che, soprattutto, l’uomo, giustificato dalla cultura maschilista (nell’accezione negativa), sposi una donna-mummia con cui non raggiunge il vero piacere sessuale (anche perché non la trova abbastanza attraente) e vada, poi, in cerca di amanti veraci e prestanti con cui vivere la parte più recondita e primitiva di se. Mi serve un altro velo, non so se lo trovo nel vecchio baule di pezze da buttare!

Ci sono, infine, gli interessi economici perché si commette il grave errore di comprare casa insieme. Giustamente, quale sarebbe l’alternativa? Comprarne due? O regolarizzare il negozio con un contratto scritto e firmato da entrambe le parti a tutela di un’eventuale separazione?

Io non scrivo di divorzio e simili perché sono disincantata e neanche perché non credo nei rapporti a lunga durata. Io credo fermamente, come ho cercato di esplicare attraverso il mio disegno dal titolo “il ciclo”, che le coppie si trasformano, l’individuo evolve o involve, cambia gusti, fa nuove esperienze e, nell’ottica di un insieme dinamico, in costante evoluzione e rivoluzione, non sempre è possibile e plausibile restare insieme.

Questo è assolutamente sbagliato: restare insieme a tutti i costi, anche quando, ormai, da tempo, il rapporto dà segni di disunione, di divisione, di non ritorno. È qui che si deve prendere una decisione saggia e dettata dal buon senso e dall’amore per i propri figli! Non dopo, quando i rapporti degenerano, quando le liti diventano vere e proprie guerre, dense di emozioni e connotati negativi e distruttivi! È questo il bene che pensate di volere ai vostri figli? E al vostro “spirito”? Alla vostra “anima”? Non pensate di offenderla?

Se credete anche voi nei misteri e nei poteri dell’Universo, sembra torni tutto indietro, anche l’offesa arrecata a noi stessi.

Sposarsi va bene, avete la mia benedizione, basta che sappiate che nulla dura per sempre, che dovete rispettare delle regole di bon ton perché duri, che se finisce dovete rispettare l’altro, voi stessi e i vostri figli. I valori che dovete trasmettere prima di tutti gli altri sono: di non avere paura di rimanere soli. In un mondo sovraffollato, questa paura non è razionale.

 

Gli aforismi creati per l’occasione sono:

“Per te ho piantato i semi. Per te, ho tolto le mie radici. Per te, ho creato. A te ho donato, anche il silenzio. Per me, ho vissuto”.

“Ogni scelta che si fa è una cagata fiabesca se non si cura ciò che si ha dentro”.

“Il matrimonio è un’istituzione nata per regolarizzare non per sopprimere”.

“Gli ideali sono belli se non diventano disvalori”.

“Perché disperarsi? Se si è destinati, anche a distanza di tempo, anche grazie al tempo, si ritornerà nell’esatta forma e posizione iniziale che determinerà un grande amore. Prima ci si stacca e più sarà facile o possibile realizzare questa semplice formula matematica”.

 

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