Covid: "Calo dell’80% su presenze e fatturati", Federalberghi chiede lo stop a Imu e Tari :ilSicilia.it
Messina

l'appello del settore turistico ricettivo

Covid: “Calo dell’80% su presenze e fatturati”, Federalberghi chiede lo stop a Imu e Tari

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17 Ottobre 2020

Pierpaolo Biondi, Presidente di Federalberghi Riviera Jonica Messina ha scritto una lettera ai sindaci del comprensorio messinese per un rapido intervento a sostegno del settore delle imprese turistiche.

In particolar modo, l’Associazione che riunisce Alberghi, Ospitalità e Turismo della Riviera Jonica di Messina, ha scritto ai sindaci di Letojanni, Gallodoro, Monciuffi Melia, Roccafiorita, Forza d’Agrò, Limina, Antillo, Savoca, Casalvecchio Siculo, Sant’Alessio Siculo, Santa Teresa di Riva, Furci Siculo, Pagliara, Mandanici, Roccalumera, Nizza di Sicilia, Fiumedinisi, Alì, Ali Terme, Itala.

presidente Federalberghi Riviera Jonica MessinaIL TESTO DELLA LETTERA

«La crisi economica derivata dal Covid-19 che ha investito e sta investendo le attività turistico-ricettive continua a rappresentare un pericolo reale per la sopravvivenza delle aziende stesse. Purtroppo i brevi periodi di apertura estivi, per le strutture che hanno potuto operare, non hanno sortito effetti economici positivi, se non, in alcuni casi , addirittura negativi. Abbiamo registrato un calo dell’80% su presenze e fatturati, superfluo aggiungere che le attività ricettive si trovano ad un livello critico, oltre ad essere il settore economico più gravemente colpito.

Ad oggi, ed in base agli andamenti del mercato ed alle nostre analisi, si prevede che la stagione 2021 possa ripartire in maniera più lineare dal Giugno 2021. Oltre alla tenuta delle imprese turistico-ricettive, ciò che desta maggior preoccupazione è la ricaduta sui posti di lavoro, che per la provincia di Messina con l’intero indotto rappresenta almeno 12.000 lavoratori. Nel caso della nostra riviera ionica svariate migliaia di famiglie e di cittadini basano la loro sussistenza sul comparto turistico-ricettivo, che ricordiamo include alberghi, campeggi, b&b, case vacanze e tutto il comparto extra-alberghiero. Riteniamo che è prioritario evitare la chiusura od il rischio di mancata apertura delle attività ricettive, rischio che può derivare dal concreto pericolo di indebitamento eccessivo delle aziende, che si troverebbero senza la liquidità necessaria per operare. A sostegno di questo è intervenuto il governo nazionale con l’esenzione per tutto il 2020 dell’IMU. A seguito dell’ultima riunione di urgenza convocata da Federalberghi Riviera Jonica Messina, in maniera condivisa anche con Federalberghi Taormina, è emersa la difficoltà nel far fronte ad i tributi locali per l’anno 2020. Nel caso specifico della TARI, molti comuni siciliani, rileviamo il caso di Palermo che ha applicato un abbattimento del 70% per le attività turistico-ricettive, hanno e stanno applicando forti sgravi. Facendo riferimento anche ai fondi perequativi che rappresentano, seppur parzialmente, un ristoro per le necessità economiche comunali, è importante porre alla Sua attenzione ed a quella dell’Amministrazione Comunale la necessità di agire in maniera tempestiva e significativa sui tributi locali. Nel caso della TARI va inoltre segnalato che molte attività non hanno avuto la possibilità di aprire, quindi di fatto non hanno prodotto i rifiuti derivanti dall’esercizio dell’attività. In maniera più incisiva Le chiediamo di ascoltare le nostre istanze, derivanti da una chiara presa di coscienza del reale stato di salute delle nostre aziende. Ciò che può dare una possibilità di sopravvivenza alle aziende oggi è l’alleggerimento dei tributi nazionali e locali, condizione in parte possibile grazie ad i fondi di ristoro destinati ad i comuni, per cui chiediamo un intervento sostanziale dal punto di vista della tassazione locale, nello specifico:

– abbattimento della TARI del 70% per le attività che non hanno aperto nel 2020

– adeguamento della TARI al reale periodo di apertura per le attività che hanno svolto un esercizio ridotto.

– non applicazione delle quote comunali oltre la quota nazionale dell’IMU del 7,60%.

È una situazione straordinaria ed imprevedibile, l’appello della nostra categoria produttiva non vuole essere un mero allarmismo, ma, vista la forte crisi di liquidità, una precisa richiesta finalizzata alla tenuta del tessuto produttivo del territorio, che come ben sappiamo in gran parte si fonda sul turismo. Chiediamo gentilmente di dare riscontro alla presente nel più breve tempo possibile ed attraverso qualsiasi mezzo, a tal fine siamo disponibili ad avviare una serie di incontri con la Sua amministrazione in modo da stabilire insieme delle soluzioni concordate ed efficaci. Inoltre sarebbe più che apprezzabile la sospensione fino a Dicembre 2020 degli avvisi di pagamento tributi, facendo anche riferimento anche a quelli già emessi. Rinnovando la nostra stima e confidando nella Sua sensibilità verso le difficoltà del settore, mi pregio di porgere a nome di tutta la categoria, i nostri più cordiali saluti».

 

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