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Covid, contagi in aumento e raddoppio morti: il virus non si arresta

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21 Luglio 2021

I numeri non sono quelli che si registrano in Gran Bretagna ma anche in Italia l’allerta cresce, perchè il virus SarsCoV2 non accenna a rallentare la sua corsa: in un solo giorno, sono 700 i nuovi casi registrati mentre il numero delle vittime è raddoppiato, passando da 10 a 21. Una situazione che diventa dunque sempre più preoccupante, pure sul fronte della tenuta delle strutture ospedaliere: a livello nazionale, infatti, gli ingressi nelle terapie intensive sono passati da 5,1 a 10 in due settimane, anche se il tasso di occupazione complessivo è ancora ben al di sotto della soglia di allerta.

Il bollettino giornaliero del ministero della Salute conferma il trend epidemico in crescita, dopo il calo della curva risalente ormai ad alcune settimane fa. Ancora in aumento dunque i casi Covid, con 4.259 positivi nelle ultime 24 ore rispetto ai 3.558 di ieri. Sono invece 21 le vittime in un giorno. Anche il tasso di positività è in lieve aumento, passando dall’1,6% di ieri all’1,8%. Quanto all’occupazione dei reparti, sono attualmente 158 i ricoverati in terapia intensiva per Covid, 7 in meno di ieri. I ricoverati nei reparti ordinari sono invece 1.196, due in più rispetto a ieri. Ad allertare gli esperti è, inoltre, anche il parametro dell’incidenza dei casi.

Secondo i calcoli del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo ‘Mauro Picone’ del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac), negli ultimi sette giorni in 39 province l’incidenza è più che raddoppiata rispetto ai sette giorni precedenti e il valore attuale è superiore a 20 casi a settimana per 100.000 abitanti, mentre a livello nazionale, sia il numero totale dei positivi che la percentuale dei positivi ai tamponi molecolari crescono in modo esponenziale con tempo di raddoppio degli incrementi pari a 6 giorni.

Sempre a livello nazionale, l’analisi indica che nelle ultime tre settimane gli ingressi nelle terapie intensive sono appunto aumentati in media da 5.1 a 6.7 e a 10 al giorno. Sulla base del monitoraggio dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) aggiornato al 20 luglio, è ancora comunque stabile dai primi di luglio, e pari al 2%, il numero di posti letto in terapia intensiva e in reparto occupato da pazienti Covid. Mentre nelle singole regioni, negli ultimi giorni, si inizia a intravedere una lieve tendenza al rialzo delle ospedalizzazioni, in particolare in Basilicata, Puglia e Sardegna. Per quanto riguarda il tasso di occupazione nei reparti ordinari, la soglia di allerta è fissata al 40%, oltre la quale è molto difficile gestire i pazienti ricoverati per altre patologie. Per le intensive, invece, l’allerta scatta quanto il tasso di occupazione da parte di pazienti Covid supera il 30%, ma su questi parametri è aperta in queste ore la discussione tra Regioni e Governo.

E non sono ottimistiche neanche le previsioni per le prossime settimane. La situazione, avverte il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, “si prevede in peggioramento. Ci sarà un aumento ulteriore dei contagi, soprattutto tra i non vaccinati”. Secondo Sileri, infatti, la variante Delta “crescerà al pari del Regno Unito: non vedo perché l’Italia dovrebbe avere meno casi. Forse non arriveremo a 40.000, ma se anche arrivassimo a 20, 25.000 casi – rileva – sarebbe un problema”. Quanto alla temuta quarta ondata pandemica, “quello che è successo in Inghilterra è un’anticipazione di quello che succederà in Italia”, è il monito di Andrea Crisanti, direttore del laboratorio di microbiologia e virologia dell’Università di Padova. Considerando anche che “il tasso di protezione tramite vaccino che abbiamo da noi è inferiore a quello inglese, non ci vuole l’arte divinatoria: quello che succederà in Italia – conclude il virologo – è scritto nel grafico dell’Inghilterra, che è passata nel giro di 40 giorni da mille casi giornalieri a 50.000. Da 2-3 morti al giorno a 50 morti al giorno, da 500 ricoverati a 2.500”.

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