Covid: il polo turistico di Taormina chiede la "vaccinazione immediata" :ilSicilia.it
Messina

strategia anti-Covid per salvare la stagione

Covid: il polo turistico di Taormina chiede la “vaccinazione immediata”

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23 Febbraio 2021

I Comuni di Taormina, Giardini Naxos, Letojanni e Castelmola fanno quadrato per sconfiggere il Coronavirus e sollecitano la “vaccinazione di massa in tempi stretti per salvare la stagione turistica”. L’iniziativa che mette d’accordo gli amministratori locali e le associazioni di categoria potrebbe tradursi già nei prossimi giorni in un contatto con il governatore Nello Musumeci e con l’assessore alla Salute, Ruggero Razza, per valutare la fattibilità di questa istanza.

In sostanza, viene evidenziato che nelle località del primo polo turistico siciliano al momento il contagio da Coronavirus è vicino allo zero, con Taormina che fa registrare un solo caso, Letojanni e Castelmola zero e Giardini Naxos soli 21 casi di positività. I quattro comuni auspicano si possa sfruttare il momento del contagio zero e che ci sia modo di ottenere in fretta le dosi necessarie di vaccino, andando ad imprimere un’accelerazione nelle operazioni di vaccinazione della popolazione. Una prospettiva che appare l’unica via percorribile per mettere le attività economiche nelle condizioni di salvarsi dalla crisi e affrontare con un minimo di sollievo e serenità la stagione turistica che inizia ad affacciarsi all’orizzonte.

L’estate 2021 rischia, d’altronde, di replicare il copione di grande sofferenza del 2020 con il solo turismo “mordi e fuggi” che porta ben pochi vantaggi alle casse del territorio. Anche il sindaco di Taormina, Mario Bolognari ha già posto l’accento sulla necessità di affrettare le vaccinazioni: “Se si riparte con la stagione turistica tutti vorranno sapere se siamo vaccinati, i turisti scelgono le località dove le persone sono maggiormente vaccinate”. Asm, con apposita nota inviata all’Asp Messina dal commissario liquidatore Antonio Fiumefreddo, ha messo a disposizione i parcheggi comunali, Lumbi e Porta Catania per le vaccinazioni di massa a Taormina.

Anche l’Associazione Albergatori di Taormina spinge per una svolta. “In molti casi – ha detto il presidente Gerardo Schuler – il personale impiegato nelle attività ricettive, come anche nei bar e ristoranti o nei negozi ha un’età media tra i 30 e i 34 anni, e ciò significa che ad oggi queste persone verrebbero vaccinate soltanto in autunno, quando la stagione sarà già finita. Non possiamo attendere sino a ottobre o novembre, bisogna trovare subito un modo per vaccinare subito la popolazione contro il Covid e dare alle attività economiche una possibilità concreta di ripartire”. Ecco perché dal polo turistico di Taormina parte la richiesta di tenere conto delle condizioni particolari di quest’area che vive di un turismo stagionale e della indubbia valenza strategica che la stessa ricopre per l’intera economia della Sicilia.

Al netto, insomma, delle pesanti difficoltà che persistono ancora, per le congiunture internazionali legate alla pandemia, sugli spostamenti dei turisti e la pesante contrazione dei flussi riguardanti gli aerei, si conta (o perlomeno si spera) che qualcosa possa iniziare a muoversi in vita dell’estate e allora la principale area turistica dell’isola vuole farsi trovare pronta all’appuntamento sul piano dell’emergenza sanitaria e della sfida per la ripartenza. Immunizzare la popolazione potrebbe rappresentare un messaggio di fiducia ai turisti e un motivo per rassicurare i potenziali viaggiatori sulla scelta e il raggiungimento di una destinazione sicura.

Albergatori, ristoratori, commercianti, fanno fronte comune nel chiedere alla Regione Siciliana sostegno ad un’azione che consenta all’area turistica di Taormina e alle più vicine località l’immediata vaccinazione collettiva contro il Covid, per mettere in sicurezza le imprese del territorio colpite dallo “tsunami” della pandemia. Il messaggio corale che viene lanciato è che, in sostanza, sarebbe molto complicato resistere anche ad una seconda estate consecutiva all’insegna del “fatturato zero”, di chi rischia di non poter neanche riaprire o di chi non trae vantaggi dal turismo “domestico”. 

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