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Covid, le somministrano sei dosi di Pfizer per sbaglio: aperta indagine interna

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10 Maggio 2021

È successo a Firenze, dove una tirocinante in psicologia alla Usl Toscana Nord Oves, ha riveduto la scorsa domenica 6 dosi di vaccino Pfizer per errore. La ragazza è stata dimessa questa mattina, dopo aver trascorso la notte in ospedale monitorata.

È il primo caso in Italia e nel mondo. Alla giovane è stata somministrata una intera fiala: neppure le sperimentazioni della casa farmaceutica per individuare le conseguenze di un sovradosaggio erano arrivate a tanto.

La Usl conferma che non ci sono stati effetti collaterali al sovradosaggio: la giovane ha avuto i classici sintomi del post vaccinazione, febbre, dolori alle ossa e dolore al braccio.

La giovane, ricoverata poi in osservazione, e’ gia’ tornata a casa. Al momento non ha manifestato conseguenze ma saranno effettuati controlli nel corso dei prossimi mesi: si tratta, ha spiegato la Asl Toscana nord ovest che sull’accaduto ha aperto un’indagine interna, del primo caso al mondo di sei dosi somministrate. Un precedente riguarda un infermiere in Israele, ma ne ha ricevute cinque. I medici non sanno dire al momento se la giovane avra’ bisogno del richiamo o addirittura di ulteriori due dosi. Su come sia accaduto “e’ stato un errore umano, dovuto al grande stress che i nostri sanitari stanno affrontando in questi mesi; un calo di attenzione. Non doveva succedere, ma quando si lavora tanto purtroppo capita”, spiega Tommaso Bellandi, responsabile della sicurezza del paziente della Asl.

“L’infermiera – specifica – non ha inserito la soluzione fisiologica nel flaconcino che contiene sei dosi di principio attivo Pfizer. Ha dimenticato questo passaggio e quindi quando e’ andata ad aspirare il contenuto per una iniezione ha in realta’ aspirato tutto il principio attivo”. La ragazza, che si trovava ancora nel parcheggio dell’ospedale e stava per tornare a casa, e’ stata immediatamente richiamata e ricoverata al Noa e adesso verra’ seguita a Careggi, dove una equipe di medici monitorera’ il suo sistema immunitario. La 23enne ora e’ a casa con i tipici sintomi post vaccinazione: “Febbre, dolori alle ossa e difficolta’ a muovere il braccio” ma “sta bene” afferma l’Azienda sanitaria. A confermarlo anche la diretta interessata tramite la madre anche se “la paura e’ stata tanta”.

La Asl spiega che “e’ stato necessario attivare anche l’unita’ di psicologia clinica ospedaliera per seguire i due sanitari distrutti dal dolore e dalla preoccupazione”, l’infermiera e anche un medico, presenti entrambi al momento della somministrazione sbagliata del vaccino, “e la ragazza, che si e’ molto spaventata”. Ma da parte della giovane e della sua famiglia nessuna intenzione di sporgere denuncia. Anzi. “Vorrei incontrare l’infermiera, per dirle di non sentirsi in colpa e di non avere paura per me. Sto bene e vorrei che insieme superassimo questo momento”, le parole della 23enne riferite dalla madre che aggiunge: “Non abbiamo intenzione di procedere per vie legali. Non vogliamo rovinare la vita a nessuno, e’ stato un errore umano”.

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