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Covid, ospedali sotto pressione a Palermo e in provincia

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26 Gennaio 2022

Non si allenta la pressione negli ospedali a Palermo e in provincia. Il tasso di occupazione dei reparti Covid in Sicilia rimane al 38%. I pazienti ricoverati sono 1.662, 37 in più rispetto a l’altro ieri. Un po’ meglio nelle terapie intensive col tasso intorno al 19% e 158 pazienti, con sei persone che hanno lasciato i reparti. Tornano ad aumentare i contagi, 7.516 a fronte dei 3.629 di ieri. Settantuno le vittime.

Ieri nell’ospedale Cervello, a Palermo, sono arrivati 63 pazienti, con un indice di sovraffollamento pari al 315%. Non va meglio a Villa Sofia: 69 pazienti e un indice al 230%. All’ospedale Civico la situazione e’ meno grave: 51 arrivi e un sovraffollamento del 159%; 24 al Policlinico (112%). La situazione e’ pressoché uguale ai giorni scorsi. Pesano, come ha raccontato il direttore del pronto soccorso del Cervello, Tiziana Maniscalchi, i tanti anziani ancora non vaccinati e la difficoltà di dimettere quelli che vivono da soli e non hanno nessuno che li possa assistere.

Il turnover nei reparti, così, e’ più complicato. Per questo servono altri posti per accogliere i pazienti positivi. In queste ore si stanno svolgendo alcuni incontri per cercare di trovare soluzioni per allentare la pressione sulle aree di emergenza. L’Asp ha deciso di riattivare le strutture in convenzione a bassa intensità di cura destinate ai positivi, paucisintomatici, bisognosi di un’assistenza che non possono ricevere al proprio domicilio. Alla Rsa Covid aziendale di Piana degli Albanesi dotata di 65 posti letto si sono aggiunti la scorsa settimana il domicilio protetto “Stella Maris” di Sferracavallo con 20 posti letto, e ieri il domicilio protetto “Villa delle Rose” di Borgetto, anch’esso con 20 posti letto. Rimane sempre attivo il Covid Hotel San Paolo, 150 posti letto.

Assieme agli altri presidenti di Regione, il governatore Nello Musumeci ha condiviso un documento che invita il governo Draghi a “guardare al futuro e procedere rapidamente verso una normalizzazione della situazione che consenta una ripresa piu’ ordinata e il rilancio del nostro Paese”. Le Regioni chiedono di superare definitivamente il sistema a colori delle zone di rischio assieme all’esigenza che la sorveglianza sanitaria sia riservata ai soggetti sintomatici.

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