12 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento alle 18.32

La rubrica della domenica

Cracolici (Pd) ospite a “Bar Sicilia”: “Non abbiamo capito gli italiani. Dobbiamo chiedere scusa” | VIDEO

3 Febbraio 2019

 

Guarda in alto il video della quarantottesima puntata

Per la quarantottesima puntata di “Bar Sicilia“, la rubrica de ilSicilia.it con Alberto Samonà e Maurizio Scaglione, oggi, domenica 3 febbraio 2019, abbiamo ospite Antonello Cracolici, deputato regionale Partito Democratico all’Ars ed ex assessore regionale all’Agricoltura del governo Crocetta.

Cracolici non fa sconti al governo regionale di Nello Musumeci, che definisce un “un governicchio“, accusando gli attuali membri dell’esecutivo di limitarsi ad accusare i governi precedenti, senza però avere una visione della Sicilia in prospettiva, ma anzi riproponendo modelli del passato: “Musumeci aveva detto che la Sicilia diventerà bellissima, ma invece a me pare che diventerà antichissima, visto che le ricette che propone sono quelle già smantellate negli ultimi anni perchè si sono dimostrate inefficaci”. Critiche anche all’assessore all’economia Gaetano Armao: “Sta negando ciò che è stato fatto in passato. E’ uno che dichiara guerra a tutti, a parole mostra muscoli, ma nei fatti è gracilino”.

In merito alla politica nazionale, spiega che il referendum di due anni fa sulla riforma costituzionale ha segnato il declino del Pd e della sua leadership, in particolare di Matteo Renzi. “Questi che stanno governando ora l’Italia, invece, stanno dimostrando tutta la loro inconsistenza. Io penso che questo governo crollerà, ma la crisi di questa esperienza non credo possa avere uno sbocco a sinistra. C’è il rischio di una deriva individualista e sempre più piegata su se stessa, perchè oggi l’idea che sta passando è che le istituzioni della rappresentanza sono luoghi in cui si perde tempo. Arriveremo a qualcuno che dirà Aboliamo il parlamento”.

Quindi, Cracolici sposta l’asse della critica sul proprio partito, senza sconti: “Penso che noi abbiamo interpretato l’Italia in maniera sbagliata. Abbiamo pensato che la sofferenza crescente potesse essere sopperita da una narrazione del successo, che è ciò che ha fatto Renzi. Contemporaneamente, invece, crescevano solitudine e inquietudine fra la gente e noi alla fine siamo apparsi lontani da quei problemi. Io credo che gli italiani ci abbiano puniti perchè ci hanno visti lontani dai problemi. Non è che rispetto ai problemi la destra sia la soluzione, perchè Lega e 5 Stelle semplificano in una visione da bar”.

“Oggi – prosegue – o il Pd riparte dal riconoscere i propri limiti culturali e di interpretazione della società italiana, oppure difficilmente potremo riprendere il cammino. Noi dobbiamo chiedere scusa agli italiani per ripartire. Se non avremo questa umiltà di riconoscere il grave errore di lettura della società italiana che abbiamo fatto, noi difficilmente ricostruiremo un sentimento fra il Pd e l’Italia”. 

Infine, una stoccata polemica sulla gestione del Partito Democratico in Sicilia: “La sconfitta, prima che in Italia, l’abbiamo subita in Sicilia, nasce da una delegittimazione diffusa che c’è all’interno del partito. c’è ormai una deriva per cui ci si disistima al nostro interno. C’ è una propensione più alla guerra interna che alle battaglie esterne. Se qualcuno pensa che per vincere dentro debba essere contrapposto agli altri che ci sono dentro, determinerà solamente una guerriglia che logora tutti. Pensare, come ha fatto Davide Faraone, di autoproclamarsi segretario del partito senza rispettare le procedure dello Statuto, vuol dire negare il percorso che era il patto che ci vede insieme”. 

Guarda in alto il video della 48esima puntata di “Bar Sicilia”

Tag:
Epruno - Il meglio della vita
di Renzo Botindari

Una Mattina Diversa

Carissimi, erano quasi le ore 20.00 quando al mio congestionato telefonino mi giunse una telefonata da un numero al quale non potevo non rispondere. La voce era quella del segretario particolare del segretario del grande capo.
Rosso di sera
di Elio Sanfilippo

Il 25 aprile festa della libertà tra memoria e impegno

Anche quest’anno la ricorrenza del 25 aprile non è immune da polemiche insulse e pretestuose che puntano a delegittimare e a ridimensionare la portata storica di quel straordinario avvenimento che fu la Resistenza, quel grande movimento di popolo che restituì agli italiani la libertà e cancellò la vergognosa pagina del fascismo.