Crisi al Comune di Palermo, Attinasi (Assoimpresa): "Città non può essere vittima in questo caos" :ilSicilia.it
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la dichiarazione

Crisi al Comune di Palermo, Attinasi (Assoimpresa): “Città non può essere vittima in questo caos”

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20 Aprile 2021

E’ caos politico, quello approdato ieri in Giunta comunale targata Leoluca Orlando, con le dimissioni di due assessori in quota Italia Viva, Toni Costumati con delega al Patrimonio e al Verde, e Leopoldo Piampiano responsabile per le Attività produttive.

La crisi a Palazzo delle Aquile non è solo politica, se si guarda alle possibili problematiche aperte sul tavolo tecnico recentemente promosso dall’amministrazione pubblica del capoluogo siciliano, insieme alle associazioni di categoria per stabilire un piano di ripresa economica delle attività produttive palermitane, danneggiate dalle misure restrittive imposte per il contenimento dell’emergenza epidemiologica da Coronavirus.

Mario Attinasi, presidente di Assoimpresa per la tutela delle piccole e medie aziende ad ogni livello e in ogni settore, non nasconde le sue perplessità rispetto ad una situazione “Frutto di un periodo già difficile che viene dalla pandemia. L’anno pandemico ha creato una paralisi e scompaginato le attività economiche e politiche della Città”, ha detto Attinasi.

Di fatto, questa rottura– prosegue Attinasi-  rappresenta una paralisi in seno al consiglio comunale, perché coinvolge uno degli assessorati comunali più importanti che è quello delle attività produttive, soprattutto se si guarda alle delibere che si era pensato di portare avanti e che adesso verranno messe in stand by”.

“Occorre buon senso da parte di Italia Viva e del sindaco Orlando che devono assumersi le proprie responsabilità, affinché le conseguenze non ricadano sui cittadini palermitani. Bisogna avere responsabilità nella gestione di una città complessa come Palermo, che ricordiamo essere la quinta Città d’Italia. Perciò, rivolgo un invito al sindaco e ai consiglieri comunali di rivedere le posizioni in uno spirito costruttivo nell’ambito delle proprie convinzioni, perché la Città non può diventare vittima di questo caos”, così conclude Mario Attinasi.

 

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