Crisi Ast, Ugl: "Indebitamento critico, ma necessario garantire mobilità ai siciliani" :ilSicilia.it

il commento a margine dell'audizione trasporti

Crisi Ast, Ugl: “Indebitamento critico, ma necessario garantire mobilità ai siciliani”

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29 Luglio 2021

Per l’Ast si profila lo stato di crisi economico-finanziario che mette a rischio la continuità aziendale. Resta critica la situazione di indebitamento, peggiora la gestione operativa dell’azienda, emerge l’impossibilità di verifica tempestiva dell’andamento della gestione e di controllo e vigilanza per mancato rispetto degli obblighi di comunicazione e rendicontazione in assessorato regionale economia.

A dichiararlo Giuseppe Messina, Segretario Ugl Sicilia, e Giuseppe Scannella, Segretario Regionale Ugl Autoferro, dopo che il sindacato è venuto a conoscenza di fatti nuovi emersi nel corso dei lavori dell’audizione di ieri, in Commissione Trasporti dell’Ars, convocata dal Presidente Giusi Savarino, e alla quale hanno partecipato l’assessore regionale dell’Economia, Gaetano Armao, il ragioniere generale della Regione Siciliana, Ignazio Tozzo, il capo di gabinetto dell’assessorato regionale Infrastrutture, Ettore Foto, i parlamentari Alessandro Aricò e Sergio Tancredi, il Presidente di Asstra Sicilia, Claudio Iozzi, il Presidente di Anav, Antonio Graffagnini, il Presidente dell’Ast, Gaetano Tafuri.

Per quanto appreso – proseguono –  siamo fortemente preoccupati in ordine alla situazione economica e finanziaria dell’Azienda Siciliana Trasporti, che sembra confermare le tante perplessità che l’Ugl ha sempre manifestato negli ultimi tre anni, non abbandonando mai l’esercizio della prerogativa sindacale di vigilanza e pungolo, nei confronti della gestione del management dell’azienda partecipata dalla Regione Siciliana, che ne è anche il datore di lavoro. Tra gli argomenti esaminati si è trattato anche delle problematiche inerenti gli interinali.

Siamo venuti a conoscenza – aggiungono Messina e Scannella – del livello di indebitamento dell’Ast che resta critico per via dell’esposizione verso l’Erario, e quindi lo Stato, che è passata da 7,5 milioni a 24 milioni di euro. Così come abbiamo saputo che il margine operativo lordo è diminuito negli ultimi sei anni da 13,5 milioni a 7 milioni di euro. Si tratta di informazioni sull’andamento aziendale, apprese in audizione, che evidenziano uno stato di possibile crisi economica e finanziaria della più importante azienda partecipata della regione siciliana e che, se così fosse, farebbe emergere il mancato raggiungimento dell’obiettivo di risanamento e rilancio di Ast che la proprietà aveva affidato al management all’atto dell’insediamento tre anni fa e che pone anche il tema spinoso della efficacia dei controlli previsti dalle norme e dagli atti amministrativi.

Una cornice certamente allarmante per il futuro prossimo dell’Ast, quella delineata in commissione Trasporti  – sottolineano i due sindacalisti – perché apre un ulteriore fronte di incertezza sulla prossima messa a bando della concessione delle nuove tratte per il trasporto exturbano e urbano, a partire dal primo gennaio 2023, che pone tanti dubbi sul possibile posizionamento dell’Azienda Siciliana Trasporti rispetto a ipotesi di consorzio che imporrebbero, però, la rinuncia ai circa 22 milioni di contributo, che il parlamento siciliano eroga annualmente e di cui la partecipata regionale non potrebbe privarsi, secondo le attuali informazioni emerse sullo stato dei conti, per evitare il fallimento.

Come Ugl, nel ringraziare il Presidente della Commissione Trasporti all’Ars, Giusi Savarino, per l’impegno profuso verso la direzione della ricerca delle verità sullo stato reale di salute dell’Azienda Siciliana Trasporti, raccogliendo la preoccupazione dell’Ugl e dei tanti iscritti e dipendenti Ast – concludono Messina e Scannella –  chiediamo al governo regionale di decidere quale dovrà essere il futuro dell’Azienda partecipata e la direttrice gestionale da intraprendere perché in ballo ci sono circa 850 posti di lavoro con la possibile apertura di una grande vertenza occupazionale nei prossimi mesi, oltre alla necessità di dover garantire il diritto alla mobilità a migliaia di utenti siciliani.

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