Crisi aziendali, la nuova normativa non piace agli imprenditori: "Regole troppo severe" :ilSicilia.it

Il commento del presidente Ance Palermo Sanfratello

Crisi aziendali, la normativa non piace agli imprenditori: “Regole troppo severe”

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12 Aprile 2019

Il nuovo Codice della crisi di impresa e dell’insolvenza: questo l’oggetto dell’incontro che si è svolto a Palazzo De Seta, organizzato da PwC TLS Avvocati e Commercialisti e Ance Palermo, in collaborazione con il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Palermo, l’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Palermo, Federalberghi Palermo e Confcommercio Palermo.

Si è parlato degli istituti inerenti alle procedure di allerta, la nuova disciplina sugli assetti organizzativi aziendali e la prevenzione dei rischi di impresa, anche alla luce del nuovo articolo 2086 del codice civile, con un’analisi nel dettaglio sulla nuova portata degli obblighi a carico degli organi di governance.

Un passaggio specifico è stato dedicato ai nuovi organismi di composizione della crisi di impresa e alle regole di condotta che gli esponenti aziendali dovranno assumere coadiuvati dai professionisti nominati. Sono stati presi in esame anche gli strumenti di natura concorsuale finalizzati a consentire il superamento delle situazioni di crisi, nonché le principali azioni da poter implementare nell’ottica di massima tutela del going concern aziendale.

Un ampio focus, inoltre, è stato dedicato agli impatti del nuovo Codice sulla corretta regolamentazione dei rapporti tra l’imprenditore ed i creditori qualificati e, più in generale, i terzi interessati e sulle possibili strategie di investimento negli scenari distressed.

Con questa nuova normativa – afferma il Presidente di Ance Palermo Fabio Sanfratello – vengono stabilite regole stringenti che colpiscono le imprese. Da una parte è vero che ci sarà omogeneità di trattamento, circostanza che genera concorrenza leale. Dall’altra, però, vengono fissati rigidi paletti per l’amministrazione di un’azienda. Ad oggi l’80% delle imprese di costruzione sarebbe in stato di insolvenza rispetto alla nuova normativa. 120 di ritardo dei fornitori, 60 giorni di ritardo degli stipendi. Si mettono a dura prova il nostro settore“.

Durante il convegno c’è è stata anche una tavola rotonda per le imprese alla quale hanno partecipato Nicola Farruggio – Presidente Provinciale Federalberghi, l’Avvocatessa Francesca Ottavi della Direzione Opere Pubbliche di ANCE e Michele Cimino Amministratore Unico di Amat Palermo Spa.

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