Da commedia a favola buffa: un insolito Liolà sul palco del Teatro Biondo | VIDEO INTERVISTE :ilSicilia.it
Palermo

Interviste e recensione

Da commedia a favola buffa: un insolito Liolà sul palco del Teatro Biondo | VIDEO INTERVISTE

di
21 Maggio 2018

 

PALERMO – Come dice Mario Incudine ai nostri microfoni prima di andare in scena, il “Liolà” di Luigi Pirandello diventa sul palco del Teatro Biondo di Palermo una “favola buffa“.

Mario Incudine

Partendo dal testo sopracitato e traendo spunto anche dalla novella “La mosca“, l’ispirazione di Moni Ovadia, Mario Incudine e Paride Benassai porta in scena una storia conosciutissima, alleggerita ed edulcorata dalla musica e da nuovi inserti.

Al di là dell’aspetto scanzonato e apparentemente frivolo, Liolà rappresenta la vita, la quotidianità, l’essenzialità delle piccole cose, non ultimo il piacere.

Liolà, interpretato da Incudine, è un uccello di volo, che teme la gabbia e volteggia da un amore all’altro senza mai posarsi troppo a lungo sopra un singolo ramo. Volteggia e canta continuamente, mirando tutti dall’alto, abbracciando, baciando, amoreggiando, sì, ma scansando scaltro le trappole della restrizione.

Moni Ovadia

Zio Simone, interpretato da Moni Ovadia non proprio credibile nel suo siciliano forzato, caratterizzato dai toni grotteschi e tragicomici, personaggio cinico e senza scrupoli, è il suo contraltare attorno al quale ruota tutta la vicenda dei figli delle due protagoniste, Tuzza (Aurora Cimino) e Mita (Graziana Lo Brutto).

A pennello, sia come idea che come interpretazione di Paride Benassai, calza l’introduzione del personaggio, inedito, di Pauluzzu ‘u fuoddi, un deus ex machina che, con intermezzi ben riusciti, aggiunge, con il disincanto di chi vive apparentemente senza troppe consapevolezze, sostanza all’altalena della vita degli uomini.

Paride Benassai

Se in alcuni momenti, all’inizio soprattutto e nei passaggi corali dell’intero cast, risultano incomprensibili all’ascolto le parole cantate in un dialetto serratissimo, nell’evoluzione dello spettacolo, nelle parti dialogate, è più facile comprendere e apprezzare la “nuova riscrittura” che è piaciuta al pubblico.

Delicata e intensa l’interpretazione di Rori Quattrocchi, Zà Ninfa, brava anche Stefania Blandeburgo nel ruolo di Zà Croce; sul palco anche Chiara Seminara, gli apprezzatissimi musicisti Antonio Vasta (fisarmonica), Antonio Putzu (fiati), Manfredi Tumminello (corde) e il coro di contadini e popolani interpretato dagli attori e danzatori del Teatro Ditirammu diretto da Elisa Parrinello: Noa Blasini, Chiara Bologna, Elvira Maria Camarrone, Valentina Corrao, Francesco Di Giuseppe, Bruno Carlo Di Vita, Mattia Carlo Di Vita, Noa Flandina, Alessandra Ponente, Alessia Quattrocchi, Rita Tolomeo, Pietro Tutone, Fabio Ustica.

I costumi, avveniristici e ben studiati, sono di Elisa Savi; luci di Franco Buzzanca, i movimenti scenici e le coreografie di Dario La Ferla; direzione musicale di Antonio Vasta.

GUARDA IN ALTO LA VIDEO INTERVISTA AL CAST PRIMA DELLO SPETTACOLO
© Riproduzione Riservata
Tag:

Blog

di Renzo Botindari

La Cosa Giusta

Il mio mondo è pieno di individui che hanno preso le scorciatoie e che con la loro scarsa morale minano alla base giornalmente i nostri principi essendo esempio di una classe vincente

Rosso di sera

di Elio Sanfilippo

Fine del Referendum?

Il voto delle amministrative del 12 giugno, i suoi risultati, con l’esultanza dei vincitori e la delusione degli sconfitti con il carico di polemiche e di recriminazioni, ha messo in ombra fino alla sua rimozione

Fenomeno serie tv

di Michele Lombardo

Remake e Reboot: un fenomeno in crescita

Non è certo un fenomeno nuovo, ma negli ultimi anni con l'avvento delle piattaforme streaming e il conseguente aumento della produzione di serie tv, i remake e i reboot ( in italiano rifacimento e riavvio) sono diventati molto frequenti. La differenza tra i due termini è sostanziale:

In Primis la Sicilia

di Maurizio Scaglione

Vota e fai votare…. ma pensa con la tua testa

Vi ricordate quando, parliamo anni 60 e 70 , durante il periodo elettorale,  passavano per i quartieri le vecchie Fiat 600 con il megafono montato nel portabagagli sul tetto e gridavano con voce decisa, vota e fai votare Pinuccio Tal dei tali, per il tuo futuro , per il futuro dei tuoi figli, per il lavoro

Fuori dal coro

di Pietro Busetta

Il colpo di mano sull’autonomia differenziata

Subdolamente con un inserimento nella legge di bilancio sta passando l’autonomia differenziata. Si tratta di un collegato alla legge di bilancio fatto passare nella notte che sta riportando il tema dell’autonomia in corsa per essere approvato.