Da Jung all'alchimia: al TMO la performance di Rubino e Basile | Video intervista :ilSicilia.it
Palermo

dalla forma mandalica al viaggio onirico

Da Jung all’alchimia: al TMO la performance di Rubino e Basile | Video intervista

8 Aprile 2019

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Mani che cercano la luce, mentre note, oscure e misteriose, risuonano in sottofondo: c’è tutto da scoprire nello spettacolo di danza “Il mio corpo fiorisce ad ogni vena“, progetto a quattro mani di Mara Rubino, danzatrice, coreografa, e Benedetto Basile, musicista.

Come insegna la dottrina di Jung, a cui gli artisti si sono ispirati, in merito all’inconscio collettivo e ai messaggi che da esso originano, quest’azione-studio sul corpo è nato quasi per caso, dal confronto personale, possibile prosieguo di un lavoro già realizzato in precedenza, come ci raccontano nella video intervista.

Mara Rubino
Mara Rubino

Sulla scena lo sviluppo della performance vira dalla forma mandalica al viaggio onirico, segnando un cammino interiore alla scoperta del sé più profondo.

La scenografia del palcoscenico al TMO, Teatro Mediterraneo Occupato, dove ha debuttato lo spettacolo prima di replicare a Trapani, è scarna perché tutto ciò che occorre è dentro ai corpi e alle note musicali: è tutto da scoprire.

Si parte dall’osservazione di se stessi: Mara Rubino scopre, come per la prima volta, ogni parte del suo corpo offerto alla luce e che, ancora come fosse la prima volta, prende vita sulla scia delle musiche eseguite dal vivo da Benedetto Basile, fisso al centro della scena sotto una luce rossa. È li che culminerà la scoperta.

Benedetto Basile
Benedetto Basile

Conoscere vuol dire anche permettere la disgregazione delle parti del corpo, anche fisica, seguendo le varie fasi del processo alchemico, riportato anche da Jung.

A sostenere queste metamorfosi, oltre al supporto sonoro e ai passi di danza, è l’interazione con due vesti, una nera e una bianca, a concretizzare l’evoluzione fino all’incontro dei copri degli artisti in scena, sotto una calda e attraente luce rossa.

Ma è il corpo che suggerisce l’evoluzione, come la figura di un mago; dialoga con gli spazi in cui trova accoglimento, diventa trasparente, rivela la memoria del luogo, si carica di nuove suggestioni, entra in risonanza con le superfici e i suoni che lo abitano. Fino a fiorire in una nuova dimensione, completa.

Il pubblico in sala applaude.

 

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