16 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento alle 16.17

fino al 10 settembre

Dai sacchi per le vittime di mafia a quelli colorati per l’unità trascendente, ecco “Il Giardino di Zyz”

15 Luglio 2019
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Guarda in alto le foto di Paolo Ferraina

Lo scorso anno aveva dato vita a una gigantesca installazione in piazza Bologni a Palermo in memoria di tutte le vittime di mafia, ribattezzata “La Spirale della vita” e creata con migliaia di sacchi di juta per “I design” nell’ambito di Manifesta 12 e Palermo Capitale Italiana della Cultura 2018.

Quest’anno ha realizzato la più grande installazione di arte contemporanea di Matera Capitale europea della cultura: un percorso esoterico contrassegnato da simboli e sculture all’interno di un’area delimitata da cinquemila sacchi nei sette colori dell’arcolbaleno. Il Giardino di Zyz, l’opera dell’artista veneziano Gianfranco Meggiato, potrà essere ammirata fino al 10 settembre sul Belvedere del Parco della Murgia Materana, proprio davanti alla città dei sassi: una mano destra aperta, simbolo in molte culture di protezione, apertura e spiritualità.

Un inno alla pace e alla ricerca dell’Unità nel nome dell’incontro fra culture e tradizioni che, dopo Matera, approderà in altre città italiane ed estere.

Il progetto artistico è promosso da Ente Parco della Murgia, Comune di Matera e Associazione Itria ed è curato dalla critica e storica dell’arte Daniela Brignone. Un’installazione nel segno dei colori e della vita che continua il percorso meditativo intrapreso da qualche anno dall’artista attraverso opere monumentali che affermano valori e aspirazioni.

“Il giardino di Zyz – dice Daniela Brignone – racchiude in sé la storia, la cultura, la religione e l’esperienza umana, svelate attraverso un percorso sacrale e sensoriale che conduce  all’atto finale, quello della liberazione dell’individuo dalle costrizioni e dai pregiudizi. Un’installazione contemporanea che parla a tutti, oltre ogni barriera temporale, culturale e religiosa”.

Partendo dall’identità di Matera, proclamata dal 1954 Civitas Mariae, l’artista ha scelto di creare un percorso simbolico di grande suggestione. Dal basso è un giardino d’arte che si snoda all’interno di un’area delimitata da una parete di sacchi alta due metri e venti, realizzata nei sette colori dello spettro solare che contraddistinguono l’arcobaleno e la bandiera della pace. Dall’alto, invece, quella che si vede è la forma di una mano destra aperta, simbolo in molte culture di protezione, apertura e spiritualità. Sul palmo di questa mano, un fiore custodisce la scultura più alta: Il volo, cinque metri di altezza, punto di arrivo di tutto il percorso artistico, che simboleggia la necessità di affrontare le difficoltà per oltrepassarle e con esse, trascendere la stessa materia per andare oltre il tangibile.

Zyz vuol dire “splendente” ed è il termine fenicio che indica anche il fiore primigenio della conoscenza e della cultura. Un fiore interiore e planetario che per Gianfranco Meggiato può e deve ancora sbocciare in un presente lacerato da divisioni e incomprensioni. Un viaggio iniziatico in se stesso, che guardi a ciò che è molteplice per ricondurlo all’Unità.

Come nell’installazione di Palermo, l’arte per Meggiato è una conquista, un viaggio meditativo che unisce artista e spettatore e che viene scandito attraverso parole e sculture. Il giardino di Zyz si estende così per 26 metri di lunghezza e 20 di larghezza. Chi entra si trova immerso in un’altra realtà spazio-temporale: un luogo di pace e silenzio, in cui spazio e tempo vengono sublimati in un percorso che porta alla conoscenza, dove “Tutto è Uno”.

La consapevolezza, suggerisce Meggiato, è una conquista lenta, scandita dalle sculture che segnano le tappe del percorso e che guidano la vista verso l’alto, innalzandosi al cielo da tre a cinque metri proprio a sottolineare l’ascesa del pensiero: Triade, Il Soffio della Vita, Oltre, L’attimo Fuggente, Il Volo, l’Incontro sono i nomi delle sculture che contrassegnano il percorso interiore del visitatore.

L’opera ideata per Matera Capitale europea della cultura rappresenta un cambio di passo, una novità in termini creativi per Gianfranco Meggiato che accantona la fase delle Muse Silenti caratterizzata da sculture protette da sacchi di juta, vere e proprie trincee poste a difesa della poesia e dell’arte, e si apre al colore che entra anche nelle sculture per indicare gli elementi della vita.

In linea con il concetto del “Tutto è Uno”, l’installazione è green. Sarà raggiungibile dai visitatori anche con pulmini elettrici mentre i sacchi verranno utilizzati anche nelle altre tappe de Il Giardino di Zyz e alla fine saranno riciclati, a impatto ambientale zero, da una ditta specializzata.

L’installazione, inaugurata il 15 luglio, è accessibile alle persone con disabilità e contiene le indicazioni in braille per i non vedenti.

I simboli

La mano è un simbolo che accomuna culture e religioni diverse. Per i mussulmani è la mano di Fatima, per gli Ebrei è la mano di Miriam, per i Cristiani Ortodossi è la mano di Maria e per i Cattolici è, più in generale, la mano dell’accoglienza verso l’altro. “Purtroppo – dice Meggiato – in questo momento storico ci si dimentica di come in realtà noi siamo tutti frutti di uno stesso albero, ci si dimentica di come tutto sia uno”. Un messaggio che l’artista vuole rivolgere a tutti. Per questo all’interno del fiore-zyz, cuore pulsante di questo spazio interreligioso e interculturale, “tutto è uno” sarà scritto nelle trenta lingue più parlate al mondo così che il messaggio di speranza e consapevolezza possa arrivare a più persone possibili.

Le sculture

Le sculture poste dentro l’installazione hanno precisi significati, il cui fine ultimo è condurre il visitatore  verso la consapevolezza e stimolarlo alla ricerca sulla natura dell’uomo. Triade, Il Soffio della Vita, Oltre, L’Attimo Fuggente, Il Volo, l’Incontro sono essi stessi simboli  di ricerca e meditazione che si accompagnano a pensieri precisi, riflessioni sulla vita e la morte e sull’importanza dell’esistenza umana.

Il Volo è l’aspirazione a trascendere la materialità: “l’uomo non può accontentarsi  della sola materialità, per sentirsi vivo, non può non cercare di volare alto, di crescere spiritualmente, anche e soprattutto grazie alle difficoltà”.

Triade: “l’acquisizione di consapevolezza parte dalla comprensione di cosa realmente siamo: un ‘contenitore liquido’ al 70 per cento e una triade di anima (blu), parte istintiva (rossa) e parte razionale (verde).  La ricerca di un equilibrio tra le diverse componenti caratterizza tutta la nostra esistenza”.

L’attimo fuggente:  “l’attimo del passaggio tra la vita e un’altra dimensione, l’afflosciamento, un accenno alla tromba del giudizio. La vita è un attimo fuggente, vivila appieno perché non tornerà. Proprio quando vedi un amico che improvvisamente se ne va ti rendi conto di quanto importante sia ogni singolo attimo della tua esistenza e di come siamo chiamati a lasciare un segno positivo del nostro passaggio su questo pianeta”.

Oltre: “un Angelo che ti abbraccia ostinatamente e disperatamente, che non si arrende, che ti invita a seguirlo oltre la materialità. Bisogna trovare la forza e il coraggio, per crescere, per lasciarsi portare oltre, per superare sé stessi, per buttare il cuore oltre l’ostacolo”.

Il Soffio della Vita: “un arco che si tende, un accenno di DNA, le tre sfere che costituiscono l’essenza dell’uomo e che stanno per essere scoccate, nasce la vita, l’Energia si incarna”.

L’Incontro: “la vita è fatta di incontri, ma solo quando il tutto diventa uno, ci cambia dentro”.

GIANFRANCO MEGGIATO

Gianfranco Meggiato nasce il 26 agosto 1963 a Venezia. Nella sua opera guarda ai grandi maestri del 900: Brancusi per la ricerca dell’essenzialità, Moore per il rapporto interno-esterno delle sue maternità e Calder per l’apertura allo spazio delle sue opere. A partire dal 1998 partecipa ad esposizioni in Italia e all’estero, tra cui in USA, Canada, Gran Bretagna, Danimarca, Germania, Belgio, Olanda, Francia, Austria, Svizzera, Spagna, Portogallo, Principato di Monaco, Ucraina, Russia, India, Cina, Emirati Arabi, Kuwait, Corea del Sud, Singapore, Taipei, Australia. Nel 2007 le sue sculture monumentali sono presenti all’OPEN10 di Venezia – Esposizione Internazionale di Sculture ed Installazioni. Tra il 2007 e il 2009 gli vengono dedicate diverse mostre personali: dal Museo degli Strumenti Musicali di Roma, al Palazzo del Senato a Milano e al Museo Correr (Biblioteca Marciana) a Venezia.

Nel 2009 partecipa alla mostra di sculture monumentali “Plaza” di Milano, (ventesimo anniversario del crollo del Muro di Berlino) mentre nel 2010 installa una sfera monumentale sul Breath Building GEOX a Milano ed è invitato ad una mostra personale all’ UBS BANK di Lugano.

Nel 2011 e 2013 è alla Biennale di Venezia nei padiglioni nazionali. Nel 2012 in occasione di Art Bre a Cap Martin la sua Sfera Enigma viene presentata al Principe Alberto di Monaco e successivamente esposta sul porto di Montecarlo. Nel 2014 il Lu.C.C.A. Center of Contemporary Art ospita una personale dell’artista e lo invita a partecipare alla collettiva ”Inquieto Novecento”: Vedova, Vasarely, Christo, Cattelan, Hirst e la genesi del terzo millennio. Nel dicembre 2016 espone una scultura monumentale: Sfera Sirio 2 metri di diametro nel parco Bayfront di Miami.

A febbraio 2017, nel complesso monumentale della Misericordia a Venezia, viene inaugurata una grande mostra antologica con più di 50 opere. Sempre nello stesso anno, a giugno, il museo MARCA di Catanzaro inaugura una grande mostra dedicata al suo lavoro in quattro location della città: Museo Marca, Scolacium, Musmi (Museo Militare) e Marca Open con ”Il Giardino delle Muse Silenti”, un’installazione di grandi dimensioni con otto opere monumentali all’interno di un labirinto. Ad Ottobre 2017 riceve il prestigioso premio ICOMOS-UNESCO ”per aver magistralmente coniugato l’antico e il contemporaneo in installazioni scultoree di grande potere evocativo e valenza estetica”. Ha esposto a Pistoia Capitale della cultura e Manifesta 12- Palermo capitale italiana della cultura 2018.

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