Dalle ex Province di ieri alla rifondazione di oggi. La rinascita passa da Roma :ilSicilia.it

La transizione senza fine degli "enti di area vasta"

Dalle ex Province di ieri alla rifondazione di oggi. La rinascita passa da Roma

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8 Marzo 2018

Sulle ex Province il governo regionale attende di poter mettere a fuoco i diversi step di rivendicazione contenuti nell’azione di rinegoziazione con lo Stato, portata avanti da Gaetano Armao: una nuova stagione negoziale che punta alla ridefinizione delle somme che le ex Province hanno versato negli ultimi anni allo Stato, come concorso alla finanza pubblica, finendo, più o meno in dissesto.

Dal nuovo esito sugli enti di area vasta dipendono, peraltro, anche vicende come quelle della stabilizzazione dei precari della Regione.

Attendono infatti una soluzione anche 16 mila precari ultra-ventennali che provengono dal bacino degli ex art. 23 ( l’articolo della legge di finanziaria nazionale del 1988). Ma anche 400 mila lavoratori precari negli enti locali che assicurano servizi essenziali, a partire dalla polizia municipale in alcuni Comuni. Un argomento questo intimamente collegato proprio alla ridefinizione di ruolo, funzione e rinnovata affidabilità economica e finanziaria degli enti.

A legare le due cose è il fatto che i precari della Regione non si potranno stabilizzare senza prima i bandi di mobilità interna degli enti di area vasta, cioè le ex Province.

La commissione Affari istituzionali ha approvato a luglio il disegno di legge che prevedeva  il ritorno dell’elezione diretta per i presidenti e i consiglieri di Liberi consorzi e Città metropolitane. Un voto ampio e convergente di un perimetro allargato capace di mettere insieme quasi tutte le forze del parlamento siciliano. Sono andate così in soffitta le elezioni di “secondo livello”, mai celebrate in verità, con gli enti commissariati ormai da 5 anni.

Intanto è uscito di scena l’ultimo collante tra la vicenda delle ex Province della stagione di Crocetta e quella di oggi: Francesco Calanna ha lasciato la guida dell’ente di Messina.

Le dimissioni erano arrivate lunedì scorso al termine di una lunga e ragionata riflessione. Le spiegazioni, Francesco Calanna, commissario straordinario della Città metropolitana di Messina le ha fornite ieri, nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Palazzo dei Leoni. Calanna era stato nominato il 19 ottobre da Rosario Crocetta e non era stato toccato dallo spoil sistema di Musumeci che aveva rimosso i commissari delle altre due città metropolitane.

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