De Domenico: "Da Messina parte la sfida del Pd per le Regionali e le Amministrative" :ilSicilia.it
Messina

intervista al nuovo segretario dei democratici

De Domenico: “Da Messina parte la sfida del Pd per le Regionali e le Amministrative”

di
5 Giugno 2021

. Il parlamentare messinese ha accettato senza remore e con determinazione il mandato politico per il rilancio del Pd nella Città dello Stretto e adesso vuole dare subito un segnale di concretezza e rinnovato entusiasmo ad un partito che a Messina è reduce da anni sofferti e caratterizzati da tensioni e divisioni.

“Il Pd riparte con l’obiettivo di conquistare una centralità politica nel centrosinistra ma soprattutto vogliamo essere sempre più vicini alla gente, interpretare le esigenze dei cittadini e delle forze sociali e produttive, per superare la crisi che da un anno a questa parte ha messo in ginocchio l’Italia. Il Pd nasce con una cultura riformista, liberale, socialista, cattolico-sociale ma negli ultimi anni non è stato in grado di rappresentare tutte le varie anime. Si sono, invece, divise le forze e non è stato fatto il bene del partito. Quando invece c’è stato, anche in passato, un allargamento a tutte le forze alternative al centrodestra, abbiamo ottenuto risultati importanti”.

De Domenico si è poi soffermato sull’alleanza con il M5S: “I Cinque Stelle attuali non sono quelli di qualche anno fa, sono rimaste però quelle persone che in qualche modo si identificano con la cultura riformista che ha portato all’alleanza del secondo governo Conte. Se si troveranno le giuste convergenze programmatiche bisognerà guardare con attenzione a questa forza politica e partire da questa alleanza, tenendo però presente che non può essere l’unico alleato del Pd e dobbiamo guardare ad altri soggetti politici che siano alternativi a questo centrodestra che ha spostato la sua barra sempre più a destra”. 

Il Pd potrebbe, insomma, guardare a quelle forze di centro, anche moderati, che non si riconoscono in un centrodestra a trazione sovranista. “Noi dobbiamo fare un programma e confrontarci con chi ci sta, di certo bisogna evitare “le accozzaglie”, fare alleanze sui programmi e per realizzare poi gli impegni. La politica non può essere quella delle alleanze elettorali di chi si mette insieme soltanto per vincere ma in realtà non condivide nulla. L’ultimo governo Musumeci ha mostrato matrimoni politici di “interesse” e una politica che non è fondata su valori comuni. Dobbiamo avere la capacità di disegnare il perimetro e individuare chi può avere delle affinità con noi, tenendo conto della storia, dei valori e della nostra cultura. Non ci possono essere alleanze di convenienza ma di programma: vale per le future elezioni regionali, e varrà lo stesso anche in vista delle elezioni nazionali e ovviamente anche per le prossime elezioni amministrative a Messina”.

Il nuovo segretario del Pd a Messina, intanto, valuta tra “luci ed ombre” l’operato del governo Draghi:Abbiamo visto un approccio alle vaccinazioni dove sicuramente c’è stato un importante cambio di passo e si è verificata quella svolta che era necessaria per mettere in sicurezza la salute dei cittadini ed iniziare a far scendere i contagi. Non sono soddisfatto invece della politica dei ristori, che a mio avviso è stata molto parziale e non ha risolto i problemi della gente. Da questo punto di vista non c’è stata una risposta capillare come ci saremmo aspettati”.

E il Pd a Messina “osserva” le mosse del sindaco Cateno De Luca, che potrebbe candidarsi per la presidenza della Regione e le cui dimissioni riporterebbero, quindi, i messinesi al voto: “A prescindere da cosa farà De Luca, noi dobbiamo pensare sin da questo momento a creare un progetto forte. Dobbiamo essere alternativi e preparare una proposta politica credibile, evitare di arrivare divisi a questo appuntamento importante. Messina non si può permettere un’altra Amministrazione De Luca. Il rilancio della città non si è visto, abbiamo assistito in questi tre anni ad un uso esasperato dei social network per creare un rapporto diretto tra il leader e il popolo, che sa tanto di ritorno al passato, senza organismi intermedi come i sindacati che vengono troppo spesso attaccati e denigrati. Per noi la politica è servizio, non può essere l’esercizio del dover trovare a tutti i costi, ogni giorno, un nemico da buttare in pasto ai social. Abbiamo assistito a tanti cambi di direzione senza una visione di sviluppo di città, e non la si può avere senza il confronto con gli altri. Noi diciamo no all’aggressione personale, crediamo nel dialogo e nel confronto pacato”.

“Mi piacerebbe una visione di Messina da Città Metropolitana – conclude De Domenico -, una smart city vera, fatta di accoglienza, start-up, tradizioni. Una città del dialogo, dell’accoglienza e dell’apertura e che non sia chiusa su se stessa. Messina deve puntare su commercio e portualità, è necessario rispettare la vocazione e le peculiarità del nostro territorio, in una città che per la sua storia ha sempre avuto un rapporto con il mare e di centralità nel Mediterraneo. Se si mette la punta del compasso sulla cartina e si traccia una circonferenza vedremo che Messina è centrale nell’area del Mediterraneo e la politica deve far sì che Messina possa riconquistare quel ruolo di assoluto rilievo e così avere un futuro all’altezza del suo passato”.

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