De Luca: "Abolire il pizzo legalizzato. Non si può morire di malaburocrazia". E inizia il rush finale :ilSicilia.it
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verso le elezioni

De Luca: “Abolire il pizzo legalizzato. Non si può morire di malaburocrazia”. E inizia il rush finale

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20 Settembre 2022

La chiama la strategia delle tre R: ricognizione, riorganizzazione e riqualificazione. Ma il nemico principale è la malaburocrazia. Cateno De Luca, che da mesi gira in lungo e in largo la Sicilia e nell’ultimo step sta completando 250 incontri in meno di una settimana, ha fatto tappa a Palermo e Catania per ascoltare Confartigianato imprese Sicilia ed Ance e Confindustria.

 “Qualunque strategia si voglia attuare è indispensabile partire da tre mosse prioritarie.  Effettuare una ricognizione di quello che c’è da fare dal punto di vista delle risorse umane, riorganizzare e riqualificare gli uffici” Così il candidato alla presidenza della Regione Siciliana Cateno De Luca nel suo intervento di apertura all’incontro promosso da Confartigianato Imprese Sicilia, con il mondo delle imprese. All’appuntamento, che si è svolto nella sede della Federazione, il candidato ha incontrato il consiglio direttivo di Confartigianato Sicilia (presidenti e segretari delle associazioni territoriali) e i presidenti regionali delle categorie. A fare gli onori di casa, il presidente e il segretario di Confartigianato Sicilia, Daniele La Porta ed Andrea Di Vincenzo. Presente anche il coordinatore regionale di Casartigiani, Maurizio Pucceri.

« Sono uno di voi – ha affermato De Luca – perché mia madre era una coltivatrice diretta e mio padre artigiano muratore. Ho vissuto quindi in prima persona le problematiche del settore. Ho fatto il dirigente aziendale anch’io per 25 anni quando mi sono inventato una struttura come la Fenapi, che oggi è presente in 19 regioni e 79 province. In Sicilia c’è un problema profondo e bisogna smontare il sistema cominciando dall’abolizione del pizzo legalizzato. È il primo comandamento programmatico dell’azione di governo che proponiamo per la Sicilia. Per abolire il pizzo legalizzato, imposto dall’utilizzo politico-mafioso della struttura burocratica regionale, semplificheremo i procedimenti, accorpando e riorganizzando gli uffici ed i servizi, decentrando al territorio la gestione delle principali competenze amministrative regionali, valorizzando le autonomie locali ed i corpi intermedi con una norma regionale di intangibilità economico-finanziaria pluriennale».

De Luca ha portato l’esempio di quanto fatto nel Comune di Messina che in pochi anni è diventata prima città per capacità di spesa e le fatture agli imprenditori vengono pagate a 23 giorni dall’emissione della fattura.

La Sicilia oggi ha bisogno di essere amministrata. In merito al tema del dilagante fenomeno dell’abusivismo è necessario incentivare le attività di controllo per garantire i consumatori ed evitare eventuali truffatori di aiuti di Stato»

«Anche con l’onorevole De Luca abbiamo voluto firmare il patto di fiducia con la politica, un patto che chiediamo venga mantenuto nel tempo, anche dopo la fine delle elezioni – ha detto il presidente di Confartigianato Sicilia, Daniele La Porta –. Non si può non tenere in considerazione che il 97% delle imprese siciliane, sono micro e piccole, si tratta di oltre 262 mila realtà fino a dieci addetti. Oggi abbiamo voluto affrontare anche il tema dell’abusivismo perché i numeri, dobbiamo essere schietti, fanno paura. Gli operatori illegali in Sicilia sono ben 280 mila e sono ovunque: riparano auto, ristrutturano case, curano l’estetica, realizzano servizi fotografici. Confartigianato Sicilia da anni profonde un impegno costante per sensibilizzare imprese e consumatori sulle minacce rappresentate dal sommerso, per mettere in guardia i consumatori dal rischio di cadere nelle mani di operatori improvvisati, e per valorizzare la qualità, la convenienza e la sicurezza del lavoro dei veri artigiani

De Luca ha poi incontrato a Catania i vertici di Ance e Confindustria Catania. Erano presenti i dirigenti di Ance Gaetano Vecchio e Rosario Fresta e il dirigente di Confindustria Catania, Antonello Biriaco.

Un piano strategico per le infrastrutture e la mobilità, drastica riforma dei tempi della burocrazia, abbattimento dei costi dell’insularità con specifiche misure compensative per la Sicilia come la “Decontribuzione Sud”. Questi alcuni dei temi sottoposti al candidato alla presidenza della Regione Siciliana Cateno De Luca.

« Il nostro obiettivo è quello di rendere la Sicilia un’isola delle imprenditorialità e senza mafiosità- ha detto De Luca- Per farlo è necessario rimuovere gli ostacoli burocratici e politici che non consentono alle attività produttive di essere competitive in Sicilia rispetto alle altre aree dell’Europa promuovendo la cultura della legalità e della meritocrazia e contrastando tutte le forme di mafiosità soprattutto nell’ambito della pubblica amministrazione regionale. Un processo che passa dalla semplificazione dei procedimenti, accorpando e riorganizzando gli uffici ed i servizi, decentrando al territorio la gestione delle principali competenze amministrative regionali, valorizzando le autonomie locali ed i corpi intermedi con una norma regionale di intangibilità economico-finanziaria pluriennale. Sono argomenti che conosco bene e su cui ho trovato le soluzioni giuste quando ho governato nei miei Comuni. Siamo riusciti a parlare lo stesso linguaggio, anche perché io provengo dal mondo associativo e riconosco il valore dei corpi intermedi. Il mondo dell’impresa ha l’obiettivo di mantenere gli equilibri di bilancio. Non può morire di malaburocrazia».

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