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Messina

Il caso neurolesi accende lo scontro

De Luca-Bramanti, si rompe il patto: a Messina ora è guerra senza esclusione di colpi

2 Maggio 2018

Fine di un “amore politico” o più semplicemente de profundis del patto politico sancito il 21 aprile scorso tra Cateno De Luca e Dino Bramanti. I due candidati a sindaco di Messina che due settimane fa avevano tenuto una conferenza stampa congiunta per annunciare una “non belligeranza” nella competizione del 10 giugno, hanno invece dato vita oggi ad un botta e risposta durissimo.

Stando a quanto reso noto da De Luca, il patto sancito nei giorni scorsi con Bramanti sarebbe scaturito da una richiesta dell’ex direttore scientifico dell’Irccs (che al momento ha lasciato l’incarico per i suoi impegni politici) di non fare riferimento in campagna elettorale alla questione delle assunzioni al Centro di Neurolesi.

de luca“Avevo lanciato qualche messaggio su Facebook per quelle che erano assunzioni strane effettuate al Neurolesi, mi arrivavano documenti riguardanti assunzioni della settima generazione e in coincidenza a questa fase, che io avrei avviato, mi è arrivata una richiesta chiara: un patto. L’ho fatto e infatti non parlerò delle assunzioni neanche sotto tortura”. Sullo sfondo di queste parole di De Luca e dell’intesa dei giorni passati, di riflesso, vi sarebbe stato un impegno di Bramanti, candidato del centrodestra a Messina, a favorire un clima non ostile all’Ars, da parte della coalizione di governo, sugli emendamenti presentati da De Luca per Messina.Grazie al mio intervento – ha aggiunto De Luca – sono stati stanziati per la Città di Messina, con il sostegno del Governo regionale e la mediazione del Presidente dell’Ars Miccichè e del presidente della Commissione Bilancio Savona circa 150 milioni. Complessivamente sono 310 i milioni fondi programmati con i miei emendamenti nei finanziamenti extraregionali Fsc (fondo sviluppo e coesione) e Poc (programmi operativi complementari. Senza il mio voto non si sarebbe potuta approvare la Finanziaria”. 

Dino BramantiE in una nota è arrivata immediata e perentoria la replica di Bramanti che smentisce la tesa del deputato e risponde per le rime: “Spiace dover essere costretto ad ascoltare le cialtronesche dichiarazioni del deputato regionale, nonché candidato sindaco Cateno De Luca, che con le risibili dichiarazioni rilasciate a margine di una conferenza stampa – grossolanamente smentite nel giro di poche ore – ha minato non solo la sua ma la credibilità di un’intera classe politica. Come possono i messinesi dare fiducia ad un candidato sindaco che davanti alle telecamere rilascia dichiarazioni inequivocabili e che solo tre ore dopo sostiene di non aver mai pronunciato quelle frasi, spacciandole per invenzioni giornalistiche?”.

“Di fronte ad illazioni, che comunque qualificano la persona che le ha pronunciate – continua Bramanti -, su non meglio precisate assunzioni all’Irccs Neurolesi, andrò personalmente in Procura per sgombrare definitivamente il campo da qualsiasi suggestiva ricostruzione creata ad arte per beceri fini elettorali. I retroscena ai quali allude De Luca sono frutto della prolifica fantasia di chi sta usando il suo ruolo di deputato regionale non al servizio della città ma al servizio di se stesso e delle sue ambizioni personali. Gli emendamenti non devono essere trasformati in strumenti di attrazione del consenso, né usati contro qualcuno nel tentativo di trarne un vantaggio competitivo. L’azione politica non può essere venduta un tanto al chilo, ma va indirizzata solo ed esclusivamente in funzione del bene della collettività. Mi rendo conto che, da non messinese, De Luca tenti in ogni modo di mostrarsi agli occhi dei messinesi come un benefattore, ma da uno che si presenta in conferenza stampa con magliettine sgargianti su cui campeggiano slogan allusivi, e due ore dopo aver firmato un patto di fair play si lascia andare ad ogni tipo di commento offensivo, non c’è da aspettarsi un comportamento volto solo al bene della città che vuole amministrare. Mi auguro che gli elettori sappiano distinguere chi utilizza forme di baratto politico pur di guadagnare un po’ di visibilità da chi ha veramente a cuore il futuro dei nostri figli. É ora di far calare il sipario sulla politica dei teatranti. Su una cosa ha ragione De Luca: a ognuno il suo mestiere“.

E a fine giornata è arrivata un’ulteriore presa di posizione di De Luca che ha inasprito ulteriormente il clima con Bramanti. “Si rassegni – scrive De Luca – il prof. Bramanti ed il suo staff che lo tiene in piedi politicamente con il respiratore artificiale essendo ormai prossimo a ritirarsi dalla pubblica scena politica per utilizzare altri metodi di acquisizione del consenso. “Stimatissimo prof., lo ammetto: sono un teatrante, perchè portare 150 milioni di euro a Messina è stato un colpo di teatro. È stato un colpo basso nei confronti di quei parlamentari che non fanno gli interessi di Messina, di tutti coloro per cui ciò che non si fa è sempre colpa degli altri. Non so quale sia il suo concetto di interesse pubblico. Per me, la confusione tra ciò che è pubblico e ciò che è privato rappresenta uno dei mali di questa città. All’Ars non barattato nulla: non ho “acquisito” strutture ospedaliere, ho solo fatto qualcosa di utile per Messina senza nulla pretendere. E soprattutto ho dimostrato che si può fare il bene di Messina anche se osteggiato da certe consorterie e cecchinato dagli sciacalli della politica. Se questa è la mia colpa, sono colpevole. Sono colpevole di amare Messina, di avere troppa passione politica, di essere amico di persone semplici – come me – che non detengono le leve del potere ma faticano tutti i giorni per portare il pane a casa, che sono costretti a vedere i propri figli partire da Messina in cerca di futuro, che vivono in baracche o vivono al centro ma soffrono pur tuttavia l’emergenza idrica. Per loro e per chi ama questa città disinteressatamente continuerò a impegnarmi”. “Stia certo, professore – conclude De Luca -, non mi fermerete. Non mi fermeranno. E non mi fermerò”.

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