De Luca: "Non potevo essere arrestato. Ora vado avanti senza se e senza ma" :ilSicilia.it
Messina

La Corte d'Appello dà ragione al sindaco di Messina

De Luca: “Non potevo essere arrestato. Ora vado avanti senza se e senza ma”

4 Maggio 2019

“Il tempo è sempre galantuomo e grazie a Dio anche questa storia si è conclusa. Anche la Corte di Appello del Tribunale di Messina ha ribadito con chiarezza che Cateno De Luca non doveva essere arrestato l’8 novembre 2017 e non esisteva nessun presupposto per l’appello della Procura di Messina. Ora vado avanti, senza se e senza ma”.

Così Cateno De Luca commenta la decisione della Corte d’Appello di Messina, che ha respinto la impugnazione che la Procura della stessa città aveva proposto contro la sentenza con la quale il Gip di Messina, aveva assolto De Luca insieme al presidente del Caf Fenapi, Carmelo Satta ed altri dipendenti coinvolti nell’indagine dalla imputazione di associazione per delinquere.

“Il Gruppo Fenapi era stato sottoposto ad accertamenti continui e penetranti ed io fui arrestato l’ 8 novembre 2017 appena due giorni dopo essere stato eletto deputato regionalespiega De Luca -. Già il Gip e poi il Tribunale della Libertà di Messina, non solo avevano disposto la mia liberazione ma avevano anche con motivatissimi provvedimenti escluso la configurabilità di qualsiasi reato che potesse condurre all’arresto. La Procura di Messina aveva ugualmente chiesto il rinvio a giudizio, ancora una volta smentita dal Gip. Adesso, finalmente smentendo su tutta la linea il lavoro della Procura, la Corte messinese ha detto la parola fine a questa triste vicenda. Questa decisione spazza via oltre otto anni di problematiche create alla attività di uno dei più importanti Centri di Assistenza Fiscale oggi impegnato nel permettere a chi ne abbia diritto di fruire del reddito di cittadinanza”.

“Aspetto con fiducia la conclusione di tutta la vicenda giudiziaria, certo che sarà positiva anche grazie al lavoro dei miei legali – continua De Luca – e dedico questo ulteriore riconoscimento, proveniente dalla più alta istituzione di garanzia, ai cittadini di Messina che hanno creduto nella mia onestà e mi hanno voluto loro sindaco. Un pensiero e un grazie di cuore lo rivolgo ai miei difensori, gli avvocati prof. Carlo Taormina, Emiliano Covino e Giovanni Mannuccia”.

De Luca ha anche lanciato una bordata al M5S ricordando “il manifesto che ha lanciato sui social il Movimento 5 Stelle appena qualche minuto dopo quell’arresto”.

Nel manifesto vi era proprio De Luca accanto al governatore Nello Musumeci e sulla loro immagine i grillini postarono una scritta: “Arrestato il primo impresentabile”.

Il sindaco di Messina si è preso, insomma, la sua rivincita e ora con ancor più determinazione guarda alla prossima sfida: le Elezioni Europee, che lo vedono in prima persona a sostegno di Dafne Musolino, assessore della sua Giunta comunale, in corsa per un posto nell’Europarlamento nella lista di Forza Italia. De Luca, dunque, è in campo per la partita  del 26 maggio mentre per il futuro già comincia a preparare quella che pare destinata ad essere la “madre” delle sue battaglie politiche, per la candidatura alla presidenza della Regione nel 2022.  

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Atteso quanto diceva il buon Bracardi quando asseriva che “l’uomo è una bestia”, nella sua bestialità questi sbaglia sempre allo stesso modo, pertanto, la memoria non deve essere soltanto rancorosa, ma deve servire per capire e andare avanti per non commettere gli stessi errori. Il perdono è un'altra cosa.