De Luca si autosospende: "Ora la marcia dei sindaci" | Video :ilSicilia.it

L'1 maggio adunata dei primi cittadini

De Luca si autosospende: “Ora la marcia dei sindaci” | Video

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10 Aprile 2019

 

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Cateno De Luca non arretra nel braccio di ferro con il Governo nazionale per salvare l’ex Provincia regionale di Messina e annuncia una protesta clamorosa. Il sindaco metropolitano ha infatti comunicato la sua autosospensione dal vertice dell’ente di Palazzo dei Leoni. “Ora basta, andrò dal Prefetto e consegnerò la fascia di sindaco della Città metropolitana. Ho deciso che mi autosospenderò perchè in questo momento subiamo ogni giorno la mortificazione dello Stato”, ha detto De Luca.

De Luca si autosospende e già prepara adesso una marcia di protesta dei sindaci messinesi verso la Prefettura: “Con tutti i colleghi sindaci del messinese, siamo giunti alla conclusione che è arrivato il momento di reagire e interrompere l’assordante silenzio circa i finanziamenti statali destinati alle ex province siciliane. Il 1 maggio, alle ore 9, ci riuniremo in piazza Duomo a Messina per una marcia di protesta verso la Prefettura. Lì, consegnerò la mia fascia di sindaco della Città metropolitana e mi autosospenderò dalle funzioni”.

“Si ricorda che il Sottosegretario Villarosa si era impegnato ad assicurare risorse aggiuntive per le ex province – continua De Luca -. La realtà però è ben diversa: solo 100 milioni, che tra l’altro erano già stati assegnati, utili solo a ripianare il disavanzo del 2018, lasciando scoperto il bilancio 2019, che purtroppo non può essere approvato. Non siamo più nelle condizioni di giustificare questo abbandono – continua il primo cittadino di Messina – e soprattutto, di sopportare l’umiliazione a causa dell’assenza dello Stato, nella persona del sottosegretario all’economia, Alessio Villarosa”.

“Abbiamo – conclude De Luca oltre 400 milioni di investimenti fermi; abbiamo strade insicure e scuole fatiscenti. Non ci stiamo: è il momento di reagire. Chiediamo al Governo Regionale di prendere una netta posizione perché tale silenzio non è comprensibile”.

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