Depurazione anno zero. Ecco la terza procedura d'infrazione: maxi multa per la Sicilia :ilSicilia.it
Palermo

"DOPO 27 ANNI NESSUN MIGLIORAMENTO"

Depurazione anno zero. Ecco la terza procedura d’infrazione: maxi multa per la Sicilia

17 Gennaio 2018

“Dopo ben due condanne, nel 2012 e 2014, ancora un ennesimo fallimento dei commissariamenti e dei poteri speciali per la depurazione delle acque in Sicilia”. Inizia così il duro attacco di Gianfranco Zanna, presidente di Legambiente Sicilia.

Costa Sud, scarichi fognari a mare
Costa Sud Palermo, scarichi fognari a mare

Nel documento degli ambientalisti si citano “ben 324 irregolarità nella depurazione in Sicilia, con 228 su 390 Comuni che non depurano come si dovrebbe e che non hanno ancora reti fognarie. I dati sono stati pubblicati sul Portale dell’Acqua www.acqua.gov.it“.

Per le inadempienze nell’attuazione della Direttiva l’Italia ha già subito due condanne da parte della Corte di Giustizia Europea, la C565-10 (Procedura 2004-2034) e la C85-13(Procedura 2009-2034) e adesso l’avvio di una nuova procedura di infrazione (Procedura 2014-2059).

Costa Sud - scarichi fognariSi va dagli oltre mezzo milioni di abitanti non depurati di Palermo sino a comuni più piccoli. “Da quando il servizio è stato affidato a privati, i nuovi impianti costruiti si contano sulle dita di una mano e i vecchi sono al limite della loro vita, ed in cambio i cittadini pagano depurazioni inesistenti. Ancor più grave è la questione del mancato recupero e riutilizzo delle acque reflue in periodi di siccità, che saranno sempre più gravi e frequenti”.

Eclatantesi legge nella nota di Legambiente è il caso di Palermo dove le acque del depuratore di Fondo Verde, invece, di essere usate anche per il solo ravvenamento delle falde idriche (art.74, 95 e 104 del D.lgs 152/06) sono fatte confluire nella rete fognaria, senza contrastare i fenomeni di cuneo salino della piana dei Colli che rischia di desertificare i terreni sino a Mondello“.

“La vastità del fallimento – dichiara Gianfranco Zanna, presidente regionale di Legambiente Sicilia – che in ben 27 anni non ha visto nessun adeguamento della Sicilia alle norme nazionali ed europee, richiede che il presidente Musumeci instauri al più presto un tavolo tecnico con le associazioni ambientaliste che da tempo denunciano l’inconsistenza della Regione Siciliana, lasciando fuori tutti coloro che in questi anni si sono occupati del settore. Non c’è più tempo per dare la parola a chi ha fallito nel campo dei rifiuti e delle acque”.

 

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Ecco perché la pazienza dell’Europa è finita: l’Italia sarà multata con una sanzione forfettaria di quasi 63 milioni di euro, più 347 mila euro per ogni giorno di ritardo dal prossimo pronunciamento della Corte di Giustizia…

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