Dipendenti Almaviva trasferiti in Calabria. Tre giorni di proteste a Palermo :ilSicilia.it

L'azienda ha già parlato con il sindaco di Palermo Orlando e chiede alla Regione e al Mise di aprire un tavolo di discussione

Dipendenti Almaviva trasferiti in Calabria. Tre giorni di proteste a Palermo

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9 Gennaio 2017

Da mercoledì 60 lavoratori di Almaviva, assorbiti da Exprivia, saranno trasferiti a Rende, in provincia di Cosenza in Calabria. Questa mattina si è svolto il presidio davanti la sede palermitana di Almaviva di via Tommaso Marcellini in zona Calatafimi dove un centinaio di lavoratori, tra cui quelli in attesa di trasferimento, si sono duramente opposti al provvedimento. “I lavoratori hanno passato un Natale amaro, con le lettere dei trasferimenti in tasca, nel silenzio completo delle istituzioni nazionali – afferma Rosalba Vella, Rsu Slc Cgil Palermo di Almaviva – Questo silenzio non può durare oltre; è inaccettabile che dopo due richieste di incontro il governo nazionale non abbia battuto ciglio e siamo ancora in attesa di una convocazione”.

I lavoratori sono in sciopero dal 19 dicembre; in caso di mancata presentazione in Calabria il trasferimento si tradurrebbe in licenziamento immediato. In mancanza di un segnale dal Mise, più volte richiesto a fine anno, stando alle aprole di Maurizio Rosso della Slc Cgil, continueranno le manifestazioni di lotta. “Pensiamo sia giunto il momento di parlare di uno sviluppo industriale di questo settore, con i propositi discussi al Mise, una regolamentazione precisa e chiara e un fondo dedicato per creare occupazione stabile e strutturata. Non permetteremo che si giochi con la vita dei lavoratori: l’attività del call center può essere svolta da qualsiasi parte mondo, è il lavoro che si trasferisce, non i lavoratori, soprattutto a basso reddito”. 

L’azienda ha già parlato con il sindaco di Palermo Orlando e chiede alla Regione e al Mise di aprire un tavolo di discussione perché “i lavoratori non possono scioperare in eterno”. La richiesta è quella di un corretto Piano di risanamento, visto come unica alternativa credibile alla riorganizzazione avviata, finalizzato alla messa in sicurezza della Società.

La protesta continuerà nei prossimi due giorni davanti la sede dell’ Enel di via marchese di Villabianca ed in quella di Exprivia. “Enel rappresenta l’ago della bilancia, può determinare la sorte in modo negativo o positivo dei 60 lavoratori di fatto messi in mezzo alla strada, per gli impegni presi in termini di garanzia dei volumi nel passaggio da Almaviva a Exprivia“, aggiunge Rosalba Vella.

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