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Palermo

I tagli penalizzano gli atenei del sud

Diritto allo studio e finanziamenti: la protesta degli universitari siciliani

24 novembre 2017

Gli studenti universitari siciliani aderiscono alla mobilitazione nazionale per il riscatto dell’università pubblica indetta per oggi, 24 novembre.

Sia all’università di Palermo che in quella di Catania sono stati esposti numerosi striscioni per denunciare il definanziamento degli Atenei del Sud, una protesta che continua dal 2008 in tutte le università italiane e che investe anche i ricercatori, i docenti precari, i dottorandi e il personale tecnico-amministrativo.

Secondo quanto denunciato dagli studenti, la progressiva diminuzione degli investimenti statali sta comportando proprio nelle università del Sud un significativo abbassamento del diritto allo studio e, quindi, della qualità della offerta formativa e dei servizi e delle agevolazioni per gli studenti quali borse di studio e alloggi. Processo, questo, che costringe tanti giovani a emigrare dalla propria terra alla ricerca di atenei che offrano più possibilità di accesso, un’ offerta formativa migliore e più chance per un lavoro in linea con gli standard imposti dal mercato.

Occorre portare avanti una politica di rifinanziamento complessivo dell’Università – afferma Gianmarco Codraro, studente della facoltà di Ingegneria e portavoce del Collettivo Universitario Autonomo di Palermo – che consenta a chi è già in servizio di progredire e a noi giovani di godere pienamente del diritto allo studio quindi di accedere liberamente all’università e formarci adeguatamente senza dover emigrare“.

Sempre nel quadro della giornata di mobilitazione nazionale, continua la mobilitazione dell”‘Assemblea degli studenti di Scienze Politiche in lotta” che proprio stamani hanno incontrato il rettore Fabrizio Micari per consegnargli più di 400 firme raccolte in questi giorni al fine di richiedere un servizio mensa. “Ringraziamo il Rettore per aver completato la riapertura del Collegio S.Rocco rendendolo dunque fruibile e anche per l’impegno e la sensibilità, oggi palesati, in relazione all’apertura e all’utilizzo di spazi a disposizione degli studenti” ha afferma lo studente Giorgio Tavella.

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Chi sa quante volte era ritornato su quel posto con la mente. Ci tornava costantemente rivivendo la stessa mattinata, sempre la stessa, per cercare dove quella volta aveva sbagliato. Aveva poco più che trenta anni e lavorava da sempre.