Disagi al Pagliarelli, i detenuti denunciano: poche docce e difficoltà a curarsi :ilSicilia.it
Palermo

problemi strutturali

Disagi al Pagliarelli, i detenuti denunciano: poche docce e difficoltà a curarsi

26 Giugno 2019

Il presidente di Antigone Sicilia,  Pino Apprendi, il responsabile regionale dell’Osservatorio carcere dell’UCPI e vice presidente Camera Penale di Palermo Fabio Bognanni e i rappresentanti dell’Osservatorio carcere della Camera Penale di Palermo, Rosalia Zarcone, Anna Bonfiglio e Rita Maccagnano, si sono recati al Carcere Pagliarelli, a seguito dello sciopero della fame dei detenuti dell’alta sicurezza.

La delegazione ha incontrato i rappresentanti dei detenuti che hanno manifestato il disagio che li ha portati anche a forme esasperate di protesta come non andare ai colloqui con i familiari.

I detenuti hanno elencato una serie di richieste in parte accolte nell’immediato come il cambio dei materassi e l’aumento dei kg del pacco per i fuori sede.

Per le docce hanno concordato la possibilità di riscaldarsi un secchio d’acqua con il proprio fornellino e recarsi nelle docce comuni non essendoci docce nelle celle, poco o nulla hanno ottenuto per migliorare la consegna delle medicine sia quelle del carcere che quelle che comprano privatamente. Un altro grave problema per il quale l’Istituto é  abbandonato a se stesso è  il problema legato alla salute mentale, oltre trecento sono i detenuti che fanno uso di medicinali appropriati.

Il carcere ha problemi strutturali, era stato costruito per 700 persone e ne ospita oltre 1300. L’impiantistica é  sottodimensionata e inadeguata. Da decenni denunciamo questa situazione, in estate caldo rovente ed in inverno freddo glaciale. Non stanno meglio gli agenti della Polizia Penitenziaria , il cui organico é inferiore al previsto e  sottodimensionato, come tutti sanno gli agenti vengono utilizzati anche per le traduzioni e per servizi amministrativi vari. Il Ministero fa orecchio da mercante“, lo dice Pino Apprendi, presidente Antigone Sicilia.

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Atteso quanto diceva il buon Bracardi quando asseriva che “l’uomo è una bestia”, nella sua bestialità questi sbaglia sempre allo stesso modo, pertanto, la memoria non deve essere soltanto rancorosa, ma deve servire per capire e andare avanti per non commettere gli stessi errori. Il perdono è un'altra cosa.